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Energia globale, nel 2025 cresce la domanda tra petrolio, gas, rinnovabili e minerali critici

Petrolio, gas naturale, fotovoltaico e materie prime strategiche ridisegnano gli equilibri energetici mondiali

Energia globale, nel 2025 cresce la domanda tra petrolio, gas, rinnovabili e minerali critici

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Energia globale 2025, crescono domanda, rinnovabili e minerali critici secondo il World Energy Review 2026 di Eni

La domanda mondiale di energia continua ad aumentare e lo fa in uno scenario internazionale sempre più complesso. Guerre, tensioni commerciali, trasformazioni industriali, crescita demografica e sviluppo delle economie emergenti stanno ridefinendo gli equilibri energetici globali. Il World Energy Review 2026 di Eni, giunto alla sua venticinquesima edizione, offre una fotografia aggiornata di questo sistema in evoluzione, dove petrolio, gas naturale, fonti rinnovabili e minerali critici non si escludono, ma continuano a svolgere ruoli diversi e complementari.

Il quadro che emerge dal report è quello di un mondo che ha bisogno di più energia, ma anche di maggiore sicurezza negli approvvigionamenti e di filiere più resilienti. Nel 2025 il mix energetico globale resta sostanzialmente stabile, mentre crescono il peso delle economie non OCSE, il ruolo del gas naturale liquefatto, l’espansione del fotovoltaico e l’importanza strategica delle materie prime necessarie alla transizione energetica.

Petrolio in crescita, domanda trainata dalle economie emergenti

Nel 2025 la domanda mondiale di petrolio ha continuato a salire, confermando il ruolo ancora centrale di questa fonte nella mobilità, nei trasporti e in diversi processi industriali. Secondo il World Energy Review 2026, i consumi globali hanno raggiunto 104,3 milioni di barili al giorno, con un aumento di 0,9 milioni rispetto al 2024.

La spinta principale arriva dai Paesi non OCSE, dove crescita demografica, sviluppo industriale e aumento della mobilità alimentano nuovi fabbisogni energetici. Cina, India, Nigeria, Indonesia e America Latina hanno contribuito in modo significativo all’incremento della domanda, sostenuta anche dal maggiore utilizzo di jet fuel, GPL ed etano.

Prezzi del Brent in calo nonostante le tensioni internazionali

Il prezzo del Brent ha chiuso il 2025 con una media di 69,1 dollari al barile, in diminuzione del 14% rispetto all’anno precedente. Il mercato ha risentito delle politiche commerciali statunitensi e del graduale allentamento dei tagli produttivi da parte dell’OPEC+, elementi che hanno inciso sull’equilibrio tra domanda e offerta.

Le tensioni tra Israele e Iran hanno provocato momenti di volatilità nel corso dell’anno, ma senza modificare in modo strutturale l’andamento complessivo delle quotazioni. Sul fronte produttivo, l’offerta globale è arrivata a 100,4 milioni di barili al giorno, con una crescita di 3,1 milioni rispetto al 2024, grazie al contributo sia dei Paesi non OPEC, in particolare gli Stati Uniti, sia dei Paesi OPEC.

Raffinazione, nuovi impianti compensano le chiusure in Europa e Stati Uniti

Anche il settore della raffinazione mostra un equilibrio in trasformazione. L’avvio di nuovi impianti, tra cui Dangote in Nigeria e Duqm in Oman, ha compensato le chiusure registrate nel Bacino Atlantico, in Europa e negli Stati Uniti. La capacità globale di raffinazione primaria ha così raggiunto 104,9 milioni di barili al giorno.

Il dato europeo conferma però una tendenza di lungo periodo. A fine 2025 la capacità di raffinazione in Europa risulta inferiore di oltre un milione di barili al giorno rispetto al 2015. È un segnale che racconta non solo la riconfigurazione industriale del settore, ma anche lo spostamento progressivo di alcune capacità produttive verso nuove aree strategiche.

Gas naturale più stabile, il GNL rafforza la flessibilità dei mercati

Dopo anni segnati da forti tensioni, il mercato del gas naturale ha mostrato nel 2025 una maggiore capacità di assorbire gli squilibri tra domanda e offerta. La prima parte dell’anno è stata caratterizzata da consumi in crescita e disponibilità limitata, mentre nella seconda metà il sistema ha ritrovato un maggiore equilibrio grazie all’espansione dell’offerta globale di gas naturale liquefatto.

Il GNL si conferma una leva essenziale per collegare mercati lontani e rendere più flessibili gli scambi internazionali. La domanda globale di gas ha raggiunto circa 4.150 miliardi di metri cubi, con una crescita vicina all’1% rispetto al 2024. I Paesi OCSE hanno registrato un incremento dei consumi pari all’1%, mentre nelle economie non OCSE la domanda è rimasta sostanzialmente stabile.

Prezzi del gas in aumento nei principali hub internazionali

Nel 2025 i prezzi del gas nei principali mercati internazionali sono aumentati mediamente del 26% rispetto all’anno precedente. In Europa, il TTF si è attestato a 11,9 dollari per Mbtu; in Asia, il prezzo spot del GNL ha raggiunto 12,9 dollari per Mbtu; negli Stati Uniti, l’Henry Hub ha registrato una media di 3,5 dollari per Mbtu.

Prosegue anche l’espansione delle infrastrutture dedicate al GNL. La capacità globale di liquefazione ha raggiunto circa 700 miliardi di metri cubi, con un aumento del 6%, mentre quella di rigassificazione ha superato i 1.600 miliardi di metri cubi, in crescita del 5%. Gli incrementi più rilevanti riguardano gli Stati Uniti per la liquefazione e Asia ed Europa per la rigassificazione.

Rinnovabili in espansione, il fotovoltaico guida la crescita globale

Nel panorama delle fonti rinnovabili, il fotovoltaico si conferma una delle tecnologie più dinamiche. Nel 2025 la capacità installata globale di fotovoltaico ed eolico ha superato i 3.600 GW, con una crescita del 22%. Oltre il 75% delle nuove installazioni è legato al solare, segno di una corsa che continua a essere guidata soprattutto dalla Cina.

La capacità fotovoltaica mondiale ha raggiunto circa 2.400 GW, con un incremento superiore al 27% rispetto al 2024. La Cina ha consolidato la propria posizione di primo mercato globale, arrivando a circa 1.200 GW di capacità installata e contribuendo a oltre il 60% della crescita annuale. Anche l’eolico ha continuato ad avanzare, toccando circa 1.300 GW di capacità installata, con la Cina ancora protagonista e con Europa e Nord America in posizioni rilevanti.

Minerali critici sempre più centrali nella transizione energetica

La crescita delle tecnologie energetiche porta con sé una domanda crescente di materie prime strategiche. Batterie, pannelli fotovoltaici e impianti eolici dipendono da risorse come litio, cobalto, nichel, manganese, grafite, terre rare e silicio. Questi materiali sono ormai al centro non solo delle politiche industriali, ma anche delle strategie di sicurezza energetica.

Nel 2025 la produzione complessiva di minerali critici è aumentata rispetto all’anno precedente, con una crescita particolarmente evidente per il litio, salito del 29%, e per la grafite, cresciuta del 13%. Tuttavia, la distribuzione geografica resta fortemente concentrata: circa l’80% della produzione mondiale di silicio e grafite proviene dalla Cina, il 73% del cobalto dalla Repubblica Democratica del Congo e il 67% del nichel dall’Indonesia.

La geografia delle riserve pesa sugli equilibri industriali

Il tema dei minerali critici non riguarda soltanto la quantità disponibile, ma anche dove queste risorse si trovano e chi controlla le filiere. Oltre il 50% delle riserve mondiali di cobalto è localizzato nella Repubblica Democratica del Congo, mentre più della metà delle riserve di terre rare si trova in Cina.

Questa concentrazione può creare nuove dipendenze e rendere più delicata la gestione degli approvvigionamenti. Per le grandi economie mondiali, la sicurezza energetica non passa più soltanto da petrolio e gas, ma anche dalla capacità di accedere a materiali indispensabili per batterie, rinnovabili, reti elettriche e tecnologie industriali avanzate.

Popolazione e PIL spiegano l’evoluzione dei consumi energetici

Il World Energy Review 2026 dedica attenzione anche a popolazione e PIL, due variabili sempre più decisive per comprendere l’evoluzione della domanda energetica. Nel 2025 la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone, con la crescita concentrata soprattutto nelle economie emergenti. L’India si conferma il Paese più popoloso al mondo, con circa 1,5 miliardi di abitanti.

Sul piano economico, gli Stati Uniti continuano a sostenere la crescita globale grazie ai consumi e agli investimenti tecnologici. La Cina mantiene un’espansione significativa, pur in un contesto di rallentamento strutturale, mentre l’India prosegue il proprio percorso di sviluppo attraverso investimenti infrastrutturali e innovazione. L’Eurozona, invece, mostra una dinamica più contenuta.

Un sistema energetico più articolato e interdipendente

Il report di Eni descrive un sistema energetico globale in cui le diverse fonti continuano a coesistere. Il petrolio resta fondamentale per la mobilità e per molti comparti produttivi, il gas naturale contribuisce alla flessibilità e alla sicurezza degli approvvigionamenti, le rinnovabili accelerano la propria diffusione e i minerali critici diventano il nuovo terreno strategico della competizione industriale.

La transizione energetica non appare quindi come un passaggio lineare da una fonte all’altra, ma come una trasformazione più complessa. La sfida sarà garantire energia sufficiente per sostenere crescita e sviluppo, ridurre le vulnerabilità delle filiere e accompagnare l’evoluzione tecnologica senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti.


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14 Luglio 2026
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