Per anni l’idea di un WhatsApp a pagamento è stata liquidata come una delle tante voci infondate che circolano online. Messaggi allarmistici, catene virali e annunci apocalittici hanno accompagnato ogni aggiornamento dell’app, senza mai trovare riscontro concreto. Oggi però lo scenario sta cambiando davvero, anche se in una forma molto diversa da quella immaginata dai teorici del complotto.
Dalle voci di corridoio a una svolta reale
Quello che fino a poco tempo fa sembrava una semplice bufala ricorrente si sta trasformando in una strategia strutturata. Meta, proprietaria di WhatsApp, sta lavorando all’introduzione della pubblicità all’interno dell’app e, parallelamente, a un sistema di abbonamento mensile per chi preferisce un’esperienza senza annunci. I primi segnali di questo cambiamento sono emersi analizzando una versione beta dell’app.
Le prime tracce nella versione beta
Gli indizi più concreti arrivano da WABetaInfo, che ha individuato riferimenti espliciti alla pubblicità e a un’opzione premium nella versione beta per Android. Non si tratta ancora di un rilascio ufficiale, ma di elementi nel codice che indicano una direzione chiara: WhatsApp non sarà più solo un servizio gratuito, almeno non per tutti allo stesso modo.
Dove compariranno gli annunci
Un aspetto importante riguarda la collocazione degli annunci pubblicitari. Al momento non è previsto l’inserimento di banner all’interno delle chat private, un punto che Meta sembra voler preservare con attenzione. La pubblicità dovrebbe invece comparire nelle sezioni Stati e Canali, ovvero negli spazi dedicati ai contenuti informativi, ai broadcast e agli aggiornamenti pubblici. Una scelta che riduce l’impatto sull’esperienza quotidiana di messaggistica.
Europa e Regno Unito come territori pilota
Il cambiamento dovrebbe interessare inizialmente gli utenti dell’Unione Europea e del Regno Unito. Non è una scelta casuale: in queste aree le normative sulla privacy, come il GDPR, impongono ai grandi operatori digitali di offrire alternative chiare tra profilazione pubblicitaria e servizi a pagamento. In pratica, l’utente potrà scegliere se “pagare con la pubblicità” o con un abbonamento.
L’opzione senza pubblicità e il prezzo ipotizzato
Per chi desidera un’interfaccia pulita e priva di contenuti sponsorizzati, Meta starebbe preparando un abbonamento mensile. Dalle informazioni emerse, il costo ipotizzato si aggira intorno ai 4 euro al mese, anche se la cifra non è ancora definitiva. È possibile che venga proposta all’interno di pacchetti più ampi, che includano versioni senza pubblicità anche di altri servizi del gruppo.
Un attivazione semplice e reversibile
Un altro elemento interessante riguarda la gestione dell’abbonamento. L’attivazione e la disattivazione dovrebbero avvenire direttamente tramite gli store ufficiali, come Google Play e App Store, con tempi molto rapidi. In questo modo, la scelta tra versione gratuita con annunci e versione a pagamento senza pubblicità diventa flessibile e facilmente reversibile.
Il modello Pay or Consent e il ritorno al passato
La strategia rientra nel modello Pay or Consent promosso da Mark Zuckerberg, già applicato ad altre piattaforme del gruppo. Per molti utenti storici non si tratta di una novità assoluta. Alle origini, WhatsApp prevedeva un piccolo costo annuale o un pagamento una tantum. Quella formula venne abbandonata nel 2016 per favorire la crescita globale. A distanza di quasi dieci anni, il cerchio sembra chiudersi, ma con una differenza sostanziale: oggi la scelta è lasciata all’utente.
Gratuità, pubblicità o abbonamento
Il nuovo equilibrio proposto da Meta è chiaro. La gratuità resta, ma ha un prezzo sotto forma di pubblicità. L’abbonamento diventa invece un’opzione per chi privilegia privacy, semplicità visiva e controllo. Una trasformazione che segna un passaggio importante nella storia di WhatsApp e che potrebbe cambiare il rapporto tra utenti e piattaforme di messaggistica.
26 Gennaio 2026
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