Nella notte il Venezuela è precipitato in una delle fasi più drammatiche della sua storia recente. Un’operazione militare statunitense ha colpito la capitale Caracas, dando avvio a un’escalation che, secondo Washington, si è conclusa con la cattura di Nicolas Maduro e il suo trasferimento fuori dal Paese. Una notizia che ha scosso l’intera comunità internazionale e lasciato la popolazione venezuelana in una condizione di profonda incertezza.
Raid notturni e obiettivi simbolici colpiti
L’attacco è scattato poco prima delle due del mattino ora locale. Secondo le ricostruzioni, sono stati colpiti obiettivi militari e istituzionali tra cui il palazzo presidenziale di Miraflores, il ministero della Difesa, l’aeroporto militare di La Carlota e il porto di La Guaira. Fonti regionali riferiscono che anche luoghi ad alto valore simbolico, come la sede del Parlamento e il complesso che ospita il mausoleo di Hugo Chávez, sarebbero stati coinvolti nei bombardamenti.
Trump rivendica l’operazione
A confermare l’operazione è stato il presidente degli Stati Uniti, che ha definito l’intervento “un’azione pianificata con precisione”, parlando apertamente di una cattura riuscita del leader venezuelano. Secondo quanto dichiarato, Maduro sarebbe stato arrestato per essere processato e l’operazione avrebbe avuto l’obiettivo di garantire la sicurezza delle forze coinvolte nell’esecuzione del mandato.
Silenzio mediatico e incertezza tra la popolazione
Mentre dagli Stati Uniti arrivano conferme e dichiarazioni ufficiali, in Venezuela la situazione informativa appare frammentata. Radio e televisioni nazionali evitano di affrontare direttamente la notizia della cattura, mentre i cittadini cercano informazioni attraverso i canali digitali. Diverse organizzazioni per i diritti umani parlano di censura estesa, alimentando un clima di confusione e paura.
Emergenza dichiarata e garanzie sospese
Le autorità venezuelane hanno denunciato quella che definiscono una aggressione militare e annunciato lo stato di emergenza. Il decreto prevede la sospensione di alcune garanzie costituzionali e la mobilitazione interna, mentre dalla vicepresidenza arriva la richiesta di una prova in vita di Maduro e della moglie. Una presa di posizione che viene letta come un’ammissione indiretta della sua assenza dal Paese.
La preoccupazione per i cittadini italiani
Particolare attenzione è rivolta alla sicurezza degli stranieri. L’ambasciata italiana a Caracas ha invitato i connazionali a non uscire di casa e limitare gli spostamenti, sottolineando che la priorità assoluta è l’incolumità delle persone. In Venezuela vivono circa 160 mila italiani, tra residenti, cittadini con doppio passaporto ed expat. Le autorità italiane seguono anche la situazione dei detenuti, tema definito delicato e prioritario.
Reazioni internazionali e appelli alla moderazione
Dall’Unione Europea arriva un invito alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale. Anche Russia e Spagna chiedono di evitare un’ulteriore escalation e si dicono disponibili a favorire un dialogo. Madrid, in particolare, ha offerto una mediazione diplomatica per arrivare a una soluzione pacifica e negoziata, ribadendo la necessità di tutelare le popolazioni civili.
03 Gennaio 2026
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