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Valentino, Roma e l’ultimo saluto tra bellezza e silenzio

Roma saluta Valentino Garavani con una camera ardente sobria e intensa nel luogo dove tutto ebbe inizio

Valentino, Roma e l’ultimo saluto tra bellezza e silenzio

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Un addio collettivo tra moda, musica e silenzio per ricordare l’uomo che ha fatto della bellezza una visione

Nel cuore di Roma, a pochi passi da piazza di Spagna, il tempo sembra essersi fermato. Le vetrine oscurate della storica boutique Valentino in piazza Mignanelli accolgono chi passa con una frase semplice e potentissima: “I love beauty, it’s not my fault”. È da qui che prende forma il primo giorno della camera ardente dedicata a Valentino Garavani, un omaggio collettivo che intreccia moda, arte e memoria.

Il ritorno nel luogo delle origini

La scelta della sede non è casuale. Piazza Mignanelli rappresenta il punto di partenza di una storia che ha segnato la moda internazionale. Qui, dove oggi si trova la sede di Pm23, Valentino aveva iniziato il suo percorso. Come ha ricordato Giancarlo Giammetti, compagno di vita e di lavoro, quello spazio è stato un nido, un luogo da cui spiccare il volo senza mai perdere il legame con le radici.

Tra rigore creativo e anima sognatrice

Dietro l’immagine dello stilista impeccabile e rigoroso, emerge il ritratto di un uomo rimasto profondamente legato ai suoi sogni. Giammetti lo descrive come estremamente puntiglioso nel lavoro, ma capace di conservare, nella vita privata, lo spirito del ragazzo che credeva nella bellezza come valore assoluto. Una dualità che ha contribuito a rendere unico il suo percorso creativo.

Un’eredità che va oltre la moda

L’emozione più intensa arriva dalle parole di Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno dello stilista, che parla di una vita condivisa e di un vuoto difficile da colmare. Il legame umano diventa parte integrante dell’eredità lasciata da Valentino, un patrimonio fatto non solo di abiti iconici, ma anche di relazioni profonde e durature.

Il bianco come scelta simbolica

Entrando nella sala della camera ardente, ciò che colpisce è il bianco. Non il rosso iconico, ma una scelta sobria e carica di significato. Rose candide, una fotografia in bianco e nero, un’installazione floreale sospesa come una pergola. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera di raccoglimento, quasi sospesa, accompagnata dalle note di Bach, Schubert e Mozart. Un silenzio interrotto solo dalla musica e dai passi dei visitatori.

Un omaggio condiviso dalla città

Nel corso della giornata, migliaia di persone hanno attraversato la sala per rendere omaggio allo stilista. Dipendenti dell’azienda, amici, artisti e semplici cittadini. Da chi lo ha conosciuto professionalmente a chi ha sempre visto nei suoi abiti vere opere d’arte. Roma ha risposto con rispetto e partecipazione, trasformando l’addio in un momento collettivo.

Tra istituzioni, arte e musica

Alla camera ardente hanno fatto visita anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale. Il legame di Valentino con la danza, il teatro e le arti emerge dai racconti di chi ha lavorato con lui, come Eleonora Abbagnato. E mentre la città riflette su come onorarlo ufficialmente, in piazza qualcuno suona My Way di Frank Sinatra. Un gesto spontaneo, quasi inevitabile, per salutare chi ha seguito la propria strada fino in fondo.


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23 Gennaio 2026
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