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Torino, misure cautelari contro militanti antagonisti dopo le proteste dell’autunno

Digos di Torino esegue arresti domiciliari e obblighi di firma dopo le manifestazioni dell’autunno

Torino, misure cautelari contro militanti antagonisti dopo le proteste dell’autunno

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Torino, 18 misure cautelari contro militanti antagonisti per proteste e disordini tra settembre e novembre

Un’operazione coordinata dalla Digos della questura di Torino ha portato all’esecuzione di diciotto misure cautelari nei confronti di altrettanti militanti antagonisti. L’intervento, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura torinese, arriva al termine di un’attività investigativa legata a una serie di episodi avvenuti tra settembre e novembre.

Le misure disposte dal tribunale

Il provvedimento prevede cinque arresti domiciliari, dodici obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino. Gli indagati, undici uomini e sette donne, sono accusati a vario titolo di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.

Le manifestazioni sotto la lente degli inquirenti

Le contestazioni fanno riferimento a più iniziative di protesta. Tra queste, l’occupazione dei binari della stazione di Porta Susa durante la manifestazione del 24 settembre a sostegno della Global Sumud Flotilla, che ha bloccato il traffico ferroviario per oltre un’ora. Episodi che, secondo gli inquirenti, avrebbero messo a rischio la sicurezza pubblica e causato disagi significativi.

Il caso dell’aeroporto di Caselle

Un altro episodio riguarda il taglio della recinzione dell’aeroporto di Caselle il 2 ottobre. Circa trenta attivisti avrebbero interrotto l’operatività dello scalo per una mezz’ora, con la conseguente sospensione temporanea dei voli. Un’azione che ha avuto ripercussioni dirette sul traffico aereo e sull’organizzazione dello scalo.

Disordini alle Ogr e durante Italian Tech Week

Le indagini hanno riguardato anche i disordini avvenuti alle Ogr durante l’evento Italian Tech Week, a cui hanno partecipato personalità di rilievo internazionale come Jeff Bezos e Ursula Von der Leyen. Le tensioni si sono registrate anche davanti alla sede dell’azienda Leonardo, in concomitanza con le iniziative di protesta.

Le irruzioni del No Meloni Day e nella sede de La Stampa

Tra gli episodi contestati figurano inoltre l’irruzione del 14 novembre alla Città Metropolitana durante il No Meloni Day e quella del 28 novembre nella sede del quotidiano La Stampa. Eventi che, secondo l’accusa, avrebbero configurato condotte penalmente rilevanti.

Perquisizioni e sviluppi investigativi

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, la Digos, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, ha effettuato tre perquisizioni domiciliari, anche di natura informatica, con il supporto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica. Nel corso delle indagini sono state denunciate numerose persone e disposte 21 perquisizioni.

L’operazione segna un passaggio rilevante nell’inchiesta sulle proteste torinesi dell’autunno scorso. Ora la vicenda entrerà nella fase giudiziaria, dove sarà compito del tribunale accertare responsabilità individuali e valutare le prove raccolte.


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19 Febbraio 2026
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