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Terremoto in Venezuela, cresce il bilancio della tragedia e si mobilita la comunità internazionale

Aiuti internazionali in arrivo in Venezuela dopo il terremoto che ha causato crolli, vittime e migliaia di sfollati

Terremoto in Venezuela, cresce il bilancio della tragedia e si mobilita la comunità internazionale

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Il Venezuela conta morti, feriti e dispersi dopo due forti scosse. La Guaira è l’area più colpita dal sisma

Il Venezuela affronta una delle emergenze più gravi della sua storia recente dopo le due violente scosse di terremoto che hanno colpito il Paese a distanza di pochi secondi. Il bilancio provvisorio parla di almeno 235 morti, 4.300 feriti e oltre 36mila dispersi, mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie, soprattutto nello stato di La Guaira, l’area più duramente colpita.

Due scosse devastanti scuotono il Paese

La terra ha tremato con una forza raramente registrata in Venezuela negli ultimi decenni. Due terremoti ravvicinati, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno provocato crolli estesi, interruzioni nei servizi essenziali e una situazione di emergenza che resta ancora in piena evoluzione. Le autorità locali parlano di un quadro destinato purtroppo ad aggravarsi, mentre continuano le verifiche nelle zone più isolate.

La Guaira è l’area più colpita dal sisma

Nello stato di La Guaira, lungo la costa settentrionale del Paese, il terremoto ha lasciato una ferita profonda. Oltre 100 edifici sarebbero crollati o gravemente compromessi e decine di migliaia di famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. In molti quartieri si scava ancora a mani nude, nella speranza di individuare persone vive sotto i detriti.

Il bilancio delle vittime resta provvisorio

Secondo quanto riferito dal ministro della Salute Carlos Alvarado, le vittime accertate sono almeno 235, mentre i feriti superano quota 4.300. Il dato più angosciante riguarda però i dispersi, indicati in oltre 36mila persone. Numeri che raccontano solo in parte la dimensione della tragedia, perché molte aree restano difficili da raggiungere e la conta ufficiale richiede ancora tempo.

Tra i morti anche un cittadino italo venezuelano

Tra le vittime figura anche un uomo con doppia cittadinanza italiana e venezuelana, nato a Caracas e deceduto nel crollo di un edificio nella regione di La Guaira. La Farnesina segue la situazione dei connazionali presenti nel Paese, dove si stima vivano circa 170mila titolari di passaporto italiano. In queste ore diversi cittadini italiani non risultano ancora rintracciabili, un elemento che mantiene alta l’attenzione delle autorità diplomatiche.

Vittime straniere e assistenza consolare

Il terremoto ha coinvolto anche cittadini di altri Paesi. Il Brasile ha confermato la morte di due propri connazionali, mentre tra le vittime risultano anche cittadini cinesi e un portoghese. Le ambasciate e i ministeri degli Esteri dei Paesi interessati stanno fornendo assistenza alle famiglie e invitano i propri cittadini presenti in Venezuela a prestare attenzione alle scosse di assestamento e ai possibili rischi secondari.

Europa e Italia attivano gli aiuti

La risposta internazionale si è messa in moto rapidamente. L’Italia ha offerto assistenza attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile, mentre l’Unione europea ha attivato il sistema satellitare Copernicus per mappare le aree danneggiate e facilitare il coordinamento dei soccorsi. Anche Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Repubblica Ceca hanno annunciato l’invio o la disponibilità di squadre specializzate, attrezzature e mezzi per le operazioni di emergenza.

Il Vaticano dispone un primo contributo

Dal Vaticano è arrivato un segnale concreto di vicinanza. Papa Leone XIV ha disposto un contributo iniziale di 100.000 euro, destinato alle necessità più urgenti della popolazione colpita. Le risorse saranno convogliate attraverso le strutture ecclesiastiche locali, impegnate nel sostegno agli sfollati, nell’assistenza ai feriti e nella distribuzione dei beni di prima necessità.

Gli Stati Uniti sospendono le sanzioni per favorire i soccorsi

Anche gli Stati Uniti hanno annunciato un intervento di ampia portata. Il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di una risposta rapida ed efficace, con priorità assoluta al salvataggio delle persone ancora intrappolate. Washington ha previsto un pacchetto di aiuti da 150 milioni di dollari e la sospensione temporanea delle sanzioni per facilitare l’arrivo degli aiuti umanitari, insieme all’impiego di navi, elicotteri e aerei da soccorso.

L’America Latina si mobilita per il Venezuela

Diversi Paesi latinoamericani hanno avviato missioni di assistenza. Messico, Brasile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Cile, Panama, Repubblica Dominicana e Argentina hanno annunciato l’invio di soccorritori, personale medico, unità cinofile, ospedali da campo e beni essenziali. Cuba ha attivato la propria missione medica già presente nel Paese, mentre altri governi della regione hanno espresso disponibilità a sostenere Caracas nelle prossime fasi dell’emergenza.

Il coordinamento delle Nazioni Unite

Le Nazioni Unite coordinano il dispiegamento di squadre internazionali di ricerca e soccorso certificate, mentre la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa hanno annunciato un primo stanziamento di 2,5 milioni di dollari. Dalla base logistica di Panama partiranno tonnellate di aiuti umanitari diretti alle zone colpite. Anche Cina, Russia e Iran hanno espresso disponibilità a fornire sostegno secondo le richieste delle autorità venezuelane.

Una crisi umanitaria ancora aperta

La fase più delicata resta quella delle prossime ore. Le scosse di assestamento, le difficoltà nelle comunicazioni e la fragilità delle infrastrutture rendono complesso il lavoro dei soccorritori. In questo scenario, la priorità è raggiungere i dispersi, assistere gli sfollati e garantire acqua, cure mediche, cibo e ripari temporanei. Per il Venezuela, già segnato da anni di crisi economica e sociale, il terremoto apre una nuova emergenza nazionale che richiederà un sostegno prolungato.


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26 Giugno 2026
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