Il grave incendio scoppiato nel bar Le Constellation ha avuto un effetto immediato su molte attività commerciali del cantone Vallese. Al di là delle indagini giudiziarie, l’episodio ha acceso i riflettori su un tema spesso sottovalutato: la reale applicazione delle norme di sicurezza antincendio. Nelle settimane successive al rogo, il settore ha mostrato tutte le sue fragilità, tra controlli saltati, scarsa consapevolezza e interventi avviati solo dopo una tragedia.
Un aumento improvviso delle richieste di adeguamento
Dopo l’incendio, molte imprese si sono rese conto di non essere in regola con gli standard di protezione antincendio. Il risultato è stato un vero e proprio assalto alle aziende specializzate, con un incremento delle richieste stimato intorno all’80%. In diversi casi non si tratta di piccoli ritocchi, ma di carenze strutturali che si trascinavano da anni senza alcuna verifica.
Controlli assenti e verifiche dimenticate
Secondo quanto emerge dagli operatori del settore, alcune attività non sono mai state realmente attrezzate, mentre altre possiedono estintori e dispositivi di sicurezza mai controllati. Ci sono casi in cui le verifiche non venivano effettuate da due, cinque o addirittura dieci anni. Una situazione che evidenzia come la manutenzione periodica, prevista dalle norme, venga spesso ignorata finché non accade qualcosa di grave.
La prevenzione vista come un obbligo scomodo
Per chi lavora nella formazione e nella prevenzione, il problema non è nuovo. Workshop e corsi informativi vengono organizzati regolarmente, ma l’attenzione resta bassa. Come sottolineano alcuni esperti, “muoversi solo dopo un evento drammatico è sempre un segnale preoccupante”. La speranza è che l’episodio segni una svolta, ma il timore è che l’attenzione svanisca con il passare del tempo.
Normative complesse e poca consapevolezza
Un altro nodo critico riguarda la difficoltà di applicare normative sempre più articolate agli edifici esistenti. Molti gestori, soprattutto nel settore immobiliare o nelle strutture aperte al pubblico, non sanno nemmeno se i loro spazi rispettano gli standard richiesti. Le regole cambiano, si aggiornano, e senza controlli regolari diventa facile perdere il quadro complessivo della situazione.
Un possibile cambio di mentalità
Il rogo ha però innescato un primo segnale di cambiamento. Dove prima le indicazioni degli esperti venivano percepite come un costo inutile o un cavillo burocratico, oggi iniziano a essere viste come una necessità concreta. Resta però il dubbio sulla durata di questa nuova sensibilità, se non accompagnata da ispezioni sistematiche e più severe.
Indagini in corso sul locale incendiato
Sul fronte giudiziario, proseguono intanto le indagini sul bar Le Constellation. Le autorità devono pronunciarsi sulla custodia cautelare del proprietario Jacques Moretti, arrestato per il rischio di fuga. Durante gli interrogatori, il gestore avrebbe ammesso che l’uscita di sicurezza era chiusa dall’interno e di aver sostituito personalmente materiali interni risultati altamente infiammabili, entrati in contatto con effetti pirotecnici utilizzati nel locale.
Sicurezza come responsabilità collettiva
L’incendio del Vallese riapre così una questione più ampia: la sicurezza non può dipendere dalla memoria di una tragedia. Senza controlli regolari, formazione continua e una reale assunzione di responsabilità, il rischio è che le stesse carenze tornino a emergere, ancora una volta, solo dopo il peggio.
12 Gennaio 2026
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