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Senza dimora in Italia, dall’emergenza freddo a una politica abitativa strutturale

Oltre 96 mila persone senza dimora in Italia, perché servono politiche abitative strutturali e non solo interventi emergenziali

Senza dimora in Italia, dall’emergenza freddo a una politica abitativa strutturale

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Dal fondo nazionale all’Housing First, le proposte per superare l’emergenza senza dimora e rafforzare la coesione sociale

L’emergenza delle persone senza dimora in Italia non è più confinabile a interventi stagionali o soluzioni temporanee. I mesi invernali rendono evidente un rischio concreto per la vita, ma il problema è strutturale e richiede risposte continuative, coordinate e fondate su politiche pubbliche stabili.

Un’emergenza che non può restare episodica

Secondo i dati ufficiali, in Italia vivono oltre 96 mila persone senza dimora, un numero in costante crescita che riflette fragilità profonde. L’aumento del costo della vita, la crisi abitativa e l’assenza di misure sistemiche aggravano condizioni già estreme. Le 414 morti registrate nel 2025 tra chi vive in strada rappresentano un dato che non può essere archiviato come fatalità, ma come una responsabilità collettiva.

La proposta di un fondo nazionale per l’accoglienza

Per superare la logica degli interventi tampone, i deputati Marco Simiani e Ilenia Malavasi hanno presentato una proposta di legge per istituire il Fondo nazionale per l’accoglienza abitativa delle persone senza dimora. L’obiettivo è fornire ai Comuni uno strumento strutturale che, in collaborazione con il Terzo Settore, consenta di garantire soluzioni abitative dignitose, sicure e stabili, andando oltre la gestione dell’emergenza.

Numeri che raccontano fragilità estreme

I dati di Istat descrivono una realtà in peggioramento, in cui le difficoltà economiche e la mancanza di politiche adeguate spingono sempre più persone verso la strada. Dietro le statistiche si nascondono storie di isolamento, problemi di salute e perdita di autonomia. Ignorare questi numeri significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile.

Il peso sui territori e il ruolo del volontariato

In molte città italiane, l’assenza di una programmazione nazionale rischia di scaricare sui Comuni e sulle associazioni responsabilità che dovrebbero essere pubbliche. I tagli al sociale attribuiti all’azione del Governo Meloni accentuano questa pressione. Il volontariato svolge un ruolo fondamentale e spesso insostituibile, ma non può sostituirsi allo Stato nella gestione di dormitori, servizi essenziali e percorsi di inclusione.

Housing First, un modello che supera l’emergenza

La proposta di legge guarda a modelli già sperimentati con successo, come l’Housing First. Questo approccio parte dal diritto alla casa come presupposto per affrontare altri problemi sociali e sanitari. I risultati mostrano una riduzione dei costi sociali, un miglioramento delle condizioni di salute e maggiori possibilità di autonomia per le persone coinvolte.

Una scelta di civiltà e di coesione sociale

Garantire un tetto e un adeguato accompagnamento sociale non è solo una risposta umanitaria, ma un investimento per l’intera comunità. Superare la logica dell’“emergenza freddo” significa costruire politiche capaci di rafforzare la coesione sociale e di restituire dignità a chi oggi vive ai margini. Una sfida che riguarda non solo le istituzioni, ma il modello di società che si intende costruire.


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27 Gennaio 2026
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