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Romics 2026, a Roma torna il festival che unisce fumetto, cinema e videogiochi

Alla Fiera di Roma quattro giorni tra graphic novel, cinema, games e grandi autori della scena italiana e mondiale

Romics 2026, a Roma torna il festival che unisce fumetto, cinema e videogiochi

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Romics torna a Roma con ospiti internazionali, mostre e premi dedicati al fumetto, ai videogiochi e all’animazione

Per chi ama il fumetto, l’animazione, il cinema fantastico e il mondo dei videogiochi, Romics non è soltanto una fiera. È un appuntamento che ogni anno trasforma Roma in un grande laboratorio dell’immaginario, dove personaggi iconici, autori internazionali e nuove tendenze si incontrano davanti a un pubblico sempre più ampio. La nuova edizione si presenta come un evento capace di parlare a generazioni diverse, mettendo insieme passione pop, cultura visiva e intrattenimento.

Un festival che porta la creatività al centro

Dal 9 al 12 aprile, negli spazi della Fiera di Roma, torna la trentaseiesima edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games. Oltre 400 espositori saranno presenti per accompagnare i visitatori in un percorso ricco di incontri, anteprime e proposte dedicate a chi vive con curiosità il mondo della narrazione disegnata e dell’immagine in movimento. Il festival conferma così la sua identità di grande contenitore culturale, ma con un linguaggio accessibile e popolare.

Il sostegno del territorio e lo spazio per il confronto

Accanto alla parte espositiva, l’evento può contare anche sul sostegno della Regione Lazio, di Lazio Innova e della Camera di Commercio di Roma. Questa collaborazione rafforza una dimensione importante del festival, quella dedicata alle presentazioni, al dialogo tra professionisti e ai momenti di approfondimento. Non solo intrattenimento, quindi, ma anche uno spazio dove il settore creativo può raccontarsi, confrontarsi e costruire nuove occasioni di crescita.

Due manifesti che parlano a pubblici diversi

L’edizione di quest’anno sceglie due immagini molto riconoscibili, quasi a voler dichiarare subito la propria anima trasversale. Da una parte c’è Spider-Man Miles Morales, simbolo di un immaginario contemporaneo energico e inclusivo. Dall’altra c’è Space Jam, richiamo immediato a un universo che mescola animazione, sport e memoria generazionale. Due riferimenti diversi, ma entrambi capaci di attivare emozioni, nostalgia e appartenenza.

L’omaggio a Sara Pichelli e ai Romics d’Oro

Tra i protagonisti più attesi c’è Sara Pichelli, celebrata anche attraverso il manifesto dedicato a Miles Morales, personaggio di cui è stata co-creatrice. Il suo lavoro rappresenta uno dei casi più significativi di talento italiano capace di lasciare un segno nell’industria internazionale del fumetto. Insieme a lei riceveranno il Romics d’Oro anche Lorenzo Mattotti, autore e illustratore di respiro internazionale, Victor Perez, nome di rilievo nel campo degli effetti visivi, Bill Plympton, figura storica dell’animazione indipendente, e Rhianna Pratchett, tra le sceneggiatrici più note nel panorama videoludico.

Premi speciali e nuove visioni del racconto

Il Premio Romics Special andrà invece a personalità che si sono distinte nella costruzione di mondi narrativi originali e personaggi riconoscibili. Tra questi figurano Cassandra Calin, Gigi Cavenago e Alexis Wanneroy. È un segnale interessante, perché mostra come il festival non guardi solo ai grandi nomi già consolidati, ma anche a chi sta ridefinendo linguaggi, estetiche e forme del racconto visivo nel presente.

Ospiti internazionali e immaginari che si incontrano

Il programma ospita autori e firme molto diverse tra loro, a conferma di una linea curatoriale ampia e aperta. Ci sarà Zerocalcare, nome che ha cambiato il modo di raccontare la graphic novel in Italia, ma anche Cecilia Randall, voce autorevole del fantasy storico. Accanto a loro arrivano Jérémie Almanza, con il suo stile sospeso tra fiaba e ombra, e due protagonisti del fumetto asiatico contemporaneo come Liang Azha e JingJiang. L’insieme restituisce l’idea di un festival dove scuole, sensibilità e mercati culturali diversi riescono a convivere.

Mostre, personaggi e memoria pop

Tra gli elementi più interessanti dell’edizione ci sono anche le mostre, che permettono di entrare con più calma dentro il lavoro degli autori. Il percorso dedicato a Gigi Cavenago promette di offrire uno sguardo immersivo sul suo immaginario, mentre la doppia mostra su Cassandra Calin punta a valorizzare un segno narrativo molto riconoscibile. A questo si aggiunge un’esposizione dedicata ai personaggi femminili più iconici del fumetto americano, segno di una volontà precisa di leggere il fumetto anche come specchio dell’evoluzione culturale e sociale.

Perché Romics continua a parlare a tutti

La forza di Romics sta probabilmente qui: riuscire a tenere insieme appassionati storici, famiglie, curiosi, professionisti e nuove generazioni. Il festival non si limita a mostrare prodotti o a celebrare personaggi famosi, ma costruisce un’esperienza in cui il pubblico può attraversare mondi diversi, dal fumetto al game design, dall’illustrazione all’animazione. In un momento in cui la cultura pop è sempre più centrale anche nel dibattito culturale, eventi come questo mostrano quanto l’immaginario sia ormai una parte concreta dell’industria creativa.


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19 Marzo 2026
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