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Il riconoscimento del caregiver familiare, una svolta attesa da anni

Dopo anni di attesa arriva il disegno di legge che riconosce il ruolo del caregiver familiare e introduce nuove tutele

Il riconoscimento del caregiver familiare, una svolta attesa da anni

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Il provvedimento sui caregiver prevede contributi economici, diritti sul lavoro e agevolazioni per studenti e giovani

Dopo un lungo percorso fatto di tentativi, rinvii e proposte rimaste sulla carta, il tema del caregiver familiare entra finalmente in una fase decisiva. Il 12 gennaio arriva in Consiglio dei ministri un disegno di legge che punta a riconoscere formalmente il ruolo di chi, ogni giorno, si prende cura di un familiare non autosufficiente. Un passaggio che segna un cambio di passo rispetto al passato e che prova a dare una risposta strutturata a una realtà spesso invisibile.

Dieci anni di attesa e un cambio di rotta

Come ricordato più volte dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, il riconoscimento del caregiver familiare è rimasto bloccato per oltre dieci anni, nonostante più di trenta proposte di legge presentate. Il nuovo provvedimento prova a superare questa impasse, mettendo al centro una definizione chiara del ruolo e delle responsabilità legate all’assistenza quotidiana.

Il caregiver convivente al centro del sistema

Il disegno di legge individua nel caregiver convivente prevalente la figura chiave, cioè colui che garantisce il maggior carico di assistenza all’interno del nucleo familiare. Su questa base viene introdotto un sistema di tutele differenziate, calibrate in funzione del numero di ore dedicate alla cura. L’obiettivo è riconoscere che non tutte le situazioni di assistenza sono uguali e che il tempo impiegato rappresenta un elemento determinante.

Le fasce orarie e i criteri di riconoscimento

Per i caregiver conviventi sono previste tre fasce principali: chi presta assistenza per almeno 91 ore settimanali, chi rientra nella fascia intermedia tra 30 e 90 ore e chi svolge un impegno più contenuto, tra 10 e 29 ore settimanali. Anche i caregiver non conviventi possono accedere al riconoscimento, ma solo a partire da un carico assistenziale minimo di 30 ore settimanali.

Il sostegno economico e i requisiti

La tutela economica è riservata esclusivamente ai caregiver conviventi con un carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali. Per accedervi sono previsti requisiti stringenti: reddito annuo non superiore a 3.000 euro e Isee entro i 15.000 euro. In questi casi è previsto un contributo esentasse fino a 400 euro mensili, erogato con cadenza trimestrale o semestrale. L’importo effettivo potrà variare in base al numero delle domande e sarà compatibile con eventuali misure di sostegno regionali.

Registrazione e risorse stanziate

Il riconoscimento ufficiale passerà dalla registrazione sulla piattaforma Inps, che sarà attiva a partire da settembre 2026. Per il triennio 2026–2028 sono stati stanziati 257 milioni di euro annui, destinati agli aventi diritto dal 2027. Le risorse del 2026, pari a 1,15 milioni di euro, serviranno invece per la realizzazione della piattaforma informatica necessaria all’erogazione dei contributi.

Tutele aggiuntive tra lavoro, studio e cura

Accanto al sostegno economico, il provvedimento introduce una serie di tutele non monetarie. Tra queste rientrano il diritto al congedo parentale quando la persona assistita è minorenne, la possibilità di usufruire di ferie e permessi solidali donati dai colleghi e, per i giovani caregiver, la compatibilità tra servizio civile e attività di cura. Per gli studenti è prevista anche l’esenzione dalle tasse universitarie o il riconoscimento dell’esperienza di assistenza come credito formativo nei percorsi scuola-lavoro.

Un primo passo verso un riconoscimento strutturale

Il disegno di legge non risolve tutte le criticità legate al caregiving familiare, ma rappresenta un passaggio simbolico e concreto insieme. Per la prima volta, il lavoro di cura viene inquadrato all’interno di un sistema nazionale di diritti e tutele, aprendo la strada a un riconoscimento più ampio di una realtà che, fino a oggi, ha retto soprattutto grazie all’impegno silenzioso delle famiglie.


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12 Gennaio 2026
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