Il Parco Archeologico di Ocriculum, disteso per circa 36 ettari lungo un’ansa del Tevere vicino all’attuale abitato di Otricoli, continua a raccontare una storia che sembrava già nota e che invece conserva ancora pagine decisive sotto terra. Considerato il primo municipio romano dell’Umbria, Ocriculum fu inglobato da Roma nel 308 a.C. e divenne progressivamente un punto strategico dell’Italia centrale, grazie al porto fluviale, alla vicinanza con la via Flaminia e al ruolo di controllo sui traffici del territorio umbro.
La recente campagna di scavi finanziata dal Ministero della Cultura e condotta dai Musei Nazionali dell’Umbria insieme alla Soprintendenza Archeologia ha portato alla luce una parte essenziale della città antica. Non una zona marginale, non un settore secondario, ma un’area centrale dove si concentravano gli spazi pubblici più importanti, tra cui probabilmente il foro. In altre parole, il luogo in cui la comunità romana si incontrava, commerciava, celebrava riti, amministrava e si riconosceva come città.
Un municipio romano al centro dell’Italia antica
Ocriculum non era un semplice insediamento lungo il Tevere. La sua posizione, a metà strada tra il mondo umbro e l’orbita romana, la rese un punto di passaggio fondamentale per persone, merci e informazioni. Il fiume permetteva collegamenti commerciali, mentre la via Flaminia garantiva un asse terrestre di primaria importanza tra Roma e l’Italia settentrionale.
Proprio questa doppia funzione, fluviale e stradale, spiega il peso politico ed economico della città. Ocriculum era un nodo, un luogo in cui il territorio veniva attraversato, controllato e organizzato. Per questo la scoperta del suo centro civico non aggiunge soltanto nuovi reperti alla mappa archeologica, ma consente di comprendere meglio il ruolo urbano della città nel sistema romano.
La scoperta del centro civico sepolto
Fino a poco tempo fa, nonostante il sito fosse già conosciuto, studiato e in parte scavato, il cuore pubblico dell’antica Ocriculum restava ancora nascosto. La nuova campagna archeologica ha invece intercettato una zona centrale, caratterizzata da elementi monumentali e da spazi organizzati secondo una logica urbana precisa.
È questo il punto più rilevante della scoperta. Non si tratta soltanto di aggiungere qualche tassello alla conoscenza del sito, ma di individuare un’area che probabilmente corrispondeva al centro della vita pubblica. Qui potevano trovarsi edifici civici, strutture religiose, luoghi di incontro e spazi commerciali. In sostanza, una piazza urbana nel senso più romano del termine.
La strada principale con i segni dei carri
Tra i ritrovamenti più importanti emerge un ampio tracciato stradale, conservato in modo notevole e pavimentato con grandi basoli in pietra locale. Sulla superficie sono ancora visibili i segni lasciati dal passaggio dei carri, tracce materiali di un traffico quotidiano che rende immediatamente concreta la vita della città.
La qualità della pavimentazione e la posizione della strada fanno pensare a una delle arterie principali del municipio, probabilmente collegata direttamente al foro. Non una via secondaria, quindi, ma un percorso urbano di rappresentanza e di servizio, attraversato da cittadini, mercanti, funzionari, viaggiatori e forse anche da chi arrivava in città lungo la via Flaminia.
Un basamento monumentale per edifici pubblici
Accanto alla strada è stato individuato un grande basamento realizzato in calcestruzzo e tufo, pensato per sostenere strutture di notevole importanza. La sua imponenza lascia immaginare edifici pubblici, forse legati a funzioni civiche o religiose, comunque non ordinari.
L’area ha restituito anche fusti di colonne, frammenti di terrecotte architettoniche e decorazioni marmoree di pregio. Sono dettagli che parlano di una committenza elevata e di un progetto architettonico ambizioso. Ocriculum, dunque, non appare come un centro periferico minore, ma come una città capace di dotarsi di spazi monumentali coerenti con il proprio ruolo nel territorio.
La fontana ottagonale, simbolo e infrastruttura
La scoperta più suggestiva è probabilmente la grande fontana pubblica di forma ottagonale, emersa al centro di uno spazio aperto circondato da un elegante lastricato. Il rivestimento interno in cocciopesto, materiale utilizzato anche per rendere impermeabili le superfici, conferma la funzione idraulica della struttura.
La forma ottagonale rende il ritrovamento particolarmente raro nel panorama delle città romane dell’Italia centrale. Non si tratta di un semplice elemento decorativo. In una città romana, una fontana pubblica aveva un valore pratico e simbolico insieme. Distribuiva acqua, organizzava lo spazio, segnalava prestigio e rappresentava la capacità della comunità di costruire infrastrutture utili e belle. Una fontana così, collocata in un’area aperta e monumentale, indica un centro urbano pensato per essere visto, vissuto e riconosciuto.
Il peso da 30 libbre e la vita quotidiana della piazza
Tra gli elementi ritrovati c’è anche un peso commerciale in pietra da 30 libbre. Può sembrare un dettaglio minore rispetto a colonne, strade e fontane monumentali, ma in realtà è uno degli indizi più concreti per leggere la funzione dell’area.
Quel peso racconta una città reale, fatta di scambi, misurazioni, contratti e attività economiche. Dove si pesa, si compra, si vende e si controlla il valore delle merci, esiste uno spazio pubblico vivo. Il ritrovamento rafforza quindi l’idea che l’area fosse una piazza centrale, luogo di commercio ma anche di relazione sociale e amministrativa.
Una nuova mappa per comprendere Ocriculum
Gli archeologi dovranno proseguire le indagini per chiarire la funzione precisa degli edifici che circondavano la piazza, ma il quadro emerso è già molto significativo. Ocriculum può ora essere letta con maggiore chiarezza nella sua struttura urbana, non più soltanto come un sito importante lungo il Tevere, ma come un municipio romano dotato di un centro monumentale riconoscibile.
Questa scoperta consente di ridisegnare la mappa della città antica e di inserirla con maggiore forza tra i municipia romani più interessanti dell’Italia centrale. I Musei Nazionali dell’Umbria stanno lavorando per rendere accessibili al pubblico le nuove aree emerse dagli scavi. Intanto, i visitatori potranno vedere i ritrovamenti dal vivo dal 29 al 31 maggio durante Ocriculum AD 168, tre giornate dedicate alla storia romana, ai ludi gladiatori e agli spettacoli nell’area archeologica.
25 Maggio 2026
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