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Nuova legge elettorale, proporzionale con premio e possibile ballottaggio

Nuove regole sul voto, soglia al 3 per cento e indicazione obbligatoria del candidato premier

Nuova legge elettorale, proporzionale con premio e possibile ballottaggio

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Proposta di riforma della legge elettorale, proporzionale con premio di maggioranza e possibile ballottaggio

La maggioranza parlamentare ha depositato una proposta di riforma della legge elettorale che punta a superare l’attuale Rosatellum senza abbandonare del tutto la sua struttura. L’obiettivo dichiarato è conciliare stabilità di governo e rappresentatività, in un equilibrio che negli ultimi anni è stato al centro del dibattito politico e costituzionale.

Dal Rosatellum a un proporzionale corretto

Il nuovo impianto parte dall’esperienza del Rosatellum, ma elimina i collegi uninominali. La base del sistema diventa il collegio plurinominale, mentre l’attribuzione dei seggi avviene con metodo proporzionale. Secondo i proponenti, la riforma si muove nel solco delle sentenze n. 1 del 2014 e n. 35 del 2017 della Corte Costituzionale, che hanno tracciato i confini entro cui può muoversi il legislatore in materia elettorale.

Il premio di governabilità al 40 per cento

Il cuore della proposta è un premio di maggioranza assegnato alla lista o alla coalizione che raggiunga almeno il 40 per cento dei voti. Il premio sarebbe pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, con un limite massimo del 15 per cento dei seggi totali. L’intenzione è rafforzare la governabilità senza alterare in modo eccessivo la proporzionalità del voto.

Ballottaggio se nessuno supera la soglia

Qualora nessuna lista o coalizione raggiunga il 40 per cento, è previsto un eventuale turno di ballottaggio tra le prime due forze che abbiano ottenuto almeno il 35 per cento dei voti validi. Anche in questo caso, l’assegnazione dei seggi resterebbe proporzionale. Il ballottaggio verrebbe quindi configurato come uno strumento di chiarimento politico, non come un meccanismo maggioritario puro.

Soglia di sbarramento e indicazione del premier

La riforma introduce una soglia di sbarramento al 3 per cento. Diventa inoltre obbligatoria, al momento della presentazione delle liste, l’indicazione del nome del candidato alla Presidenza del Consiglio. Si tratta, precisano gli estensori, di un elemento di trasparenza politica privo di effetti giuridicamente vincolanti.

Liste bloccate e niente preferenze

Il testo non prevede l’introduzione delle preferenze. I listini restano bloccati e ogni elettore esprime un solo voto su un’unica scheda con il contrassegno della lista prescelta e l’elenco dei candidati nel collegio plurinominale. Resta la possibilità delle pluri-candidature, con l’obbligo successivo di opzione da parte dell’eletto, e viene confermato il meccanismo dell’alternanza di genere.

Collegi e circoscrizioni invariati

Non sono previste modifiche al numero né alle dimensioni delle circoscrizioni e dei collegi plurinominali. La riforma interviene quindi soprattutto sulle regole di attribuzione dei seggi e sul premio di governabilità, lasciando intatto l’impianto territoriale attuale.

Il dibattito parlamentare dirà se questa proposta riuscirà davvero a trovare un punto di equilibrio tra rappresentanza e stabilità. In Italia la legge elettorale è spesso terreno di confronto acceso, perché non determina solo il modo in cui si vota, ma incide direttamente sugli assetti futuri del sistema politico.


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27 Febbraio 2026
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