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Noi sfiliamo, Genova racconta la Liberazione con la fotografia

A Genova una mostra fotografica racconta la Liberazione come memoria viva, partecipazione civile e presenza nello spazio pubblico

Noi sfiliamo, Genova racconta la Liberazione con la fotografia

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Noi sfiliamo porta alla Casa del Mutilato un racconto fotografico sulla memoria del 24 aprile e sull’identità di Genova

A Genova la memoria della Liberazione torna a parlare al presente attraverso un progetto fotografico che unisce storia, partecipazione e sguardo contemporaneo. Alla Casa del Mutilato di Genova, dal 14 aprile al 15 maggio 2026, la mostra Cristina Romeo. Noi sfiliamo. Manifestare la Liberazione di Genova propone una riflessione intensa sul significato civile del ricordare, partendo dai cortei e dalle manifestazioni che ogni anno accompagnano il 24 aprile nella città medaglia d’oro per la Resistenza.

Una mostra che lega passato e presente

L’iniziativa nasce in occasione delle celebrazioni per la Liberazione dal nazifascismo e rappresenta un nuovo appuntamento del percorso culturale promosso dalla Fondazione A.N.M.I.G. insieme allo Studio Fotografico Daruma. Non si tratta soltanto di una esposizione di immagini, ma di un lavoro che prova a interrogare il presente attraverso la memoria pubblica. La mostra è infatti costruita come uno spazio di dialogo tra la partecipazione collettiva di ieri e il senso di fragilità che molte persone avvertono oggi davanti alle tensioni del nostro tempo.

Il titolo nasce da una frase di coraggio

Il cuore simbolico del progetto è racchiuso proprio nel titolo, Noi sfiliamo. L’espressione richiama una frase attribuita a una partigiana genovese della Brigata Alice Noli, pronunciata come risposta a un commento sessista che voleva ridurre e svilire la presenza femminile nei cortei della Liberazione. In quella risposta dura, orgogliosa e senza esitazioni, c’è tutta la forza di donne che non hanno chiesto il permesso di stare nella storia, ma se lo sono preso. È una frase che ancora oggi conserva una forza diretta, quasi tagliente, e restituisce alla memoria il suo carattere più vivo e meno celebrativo.

La Liberazione di Genova come gesto collettivo

La ricerca fotografica di Cristina Romeo, sostenuta dalla Presidenza A.N.M.I.G. di Genova e curata da Matteo Lenuzza, osserva l’anima contemporanea delle manifestazioni in memoria del 24 aprile 1945, il giorno in cui Genova si liberò autonomamente dagli occupanti. Le fotografie si concentrano su dettagli concreti e profondi insieme, i corpi, i gesti, le strade, le piazze, i volti di chi continua a sfilare. Non c’è retorica monumentale, ma la forza semplice della presenza. È proprio questa presenza, ripetuta nel tempo, a trasformare il corteo in una forma di presidio civile e morale.

La fotografia come linguaggio della memoria

La mostra suggerisce anche una riflessione più ampia sul ruolo della fotografia nel racconto della storia. Le immagini non servono solo a documentare un evento, ma anche a restituire l’atmosfera di una comunità che continua a interrogarsi sul senso della libertà. In questo caso la fotografia diventa uno strumento per leggere come lo spazio pubblico venga ancora attraversato da domande, tensioni, eredità e responsabilità. Il testo critico di Saverio Colacicco, citato nel progetto, approfondisce proprio questo rapporto tra lo spazio urbano e le presenze umane che lo abitano, lo attraversano e gli danno significato.

Un progetto culturale che rafforza il ruolo della Casa del Mutilato

Questo appuntamento conferma anche la volontà della Casa del Mutilato di Genova di consolidare il proprio ruolo come luogo culturale aperto alla città. La mostra di Romeo è indicata come il primo appuntamento fotografico prodotto dalla Fondazione dopo l’apertura al pubblico della sua collezione d’arte moderna e contemporanea, avvenuta cinque anni fa, e rappresenta la seconda tappa del ciclo inaugurato a gennaio. Il messaggio è chiaro, la memoria non va conservata soltanto come archivio, ma rimessa continuamente in circolo attraverso linguaggi capaci di parlare anche al pubblico di oggi.

Perché questa mostra può parlare a tutti

La forza di Noi sfiliamo sta proprio nella sua capacità di andare oltre il pubblico specialistico. Chi conosce bene la storia della Resistenza vi troverà un motivo di approfondimento, mentre chi entra in mostra senza particolari riferimenti potrà incontrare un racconto immediato, umano e leggibile. In un tempo in cui la memoria rischia spesso di diventare formula, anniversario o abitudine, un progetto come questo ricorda che ricordare significa ancora prendere posizione. E che sfilare, ieri come oggi, può essere un gesto pubblico di dignità.

Date, luogo e accesso alla mostra

La mostra è ospitata presso la Casa del Mutilato di Genova, in Corso Aurelio Saffi 1, ed è visitabile dal 14 aprile al 15 maggio 2026. L’inaugurazione è prevista per martedì 14 aprile dalle 18:00 alle 19:30. L’accesso è libero, mentre nei giorni ordinari l’apertura va dal martedì al venerdì, dalle 9:30 alle 12:00, con possibilità di visite su richiesta per gruppi, previa disponibilità della Fondazione. Un elemento che rende il progetto ancora più interessante, perché favorisce un incontro diretto e accessibile con una pagina decisiva della storia italiana riletta attraverso la sensibilità contemporanea.


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07 Aprile 2026
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