Il fine settimana porta con sé un itinerario culturale ricco e sorprendente, capace di attraversare l’Italia con linguaggi molto diversi tra loro. Dalla scena urbana legata a Banksy alle celebrazioni dedicate a Bernardo Bertolucci, passando per il riconoscimento del diritto di voto alle donne e per la pittura intensa di Jenny Saville, le mostre in programma raccontano un Paese che continua a interrogarsi attraverso l’arte.
Da Bologna arriva un viaggio nelle radici di Banksy
A Bologna, Palazzo Fava ospita “Banksy Archive 01 - The School of Bristol 1983-2005”, un progetto espositivo che prova a fare qualcosa di raro, ricostruire il terreno culturale in cui si è formato il linguaggio dell’artista più enigmatico della street art contemporanea. La mostra non si limita a inseguire il mito di Banksy, ma prova a leggere il contesto urbano, politico e visivo che ha contribuito a renderlo un fenomeno globale. Tra opere, archivi e documenti, emerge il ritratto di una stagione decisiva per la cultura visiva britannica.
A Siena il voto alle donne diventa racconto visivo
A Siena, la mostra “La libertà di scegliere, 80 anni dal primo voto alle donne” mette al centro una delle date più importanti della storia democratica italiana. L’esposizione, allestita a Palazzo Sansedoni, rievoca il 1946 e il momento in cui le donne poterono finalmente partecipare al voto amministrativo e accedere anche ai ruoli pubblici. Il percorso si sviluppa attraverso le opere di Antonella Cinelli, che trasforma fotografie d’archivio in immagini cariche di memoria e significato civile. Non è soltanto una mostra storica, ma anche un modo per ricordare che i diritti, una volta conquistati, vanno custoditi.
Parma rende omaggio a Bernardo Bertolucci e al suo Novecento
A Parma, città profondamente legata a Bernardo Bertolucci, prende forma una mostra pensata per celebrare i cinquant’anni di Novecento. L’esposizione costruisce un dialogo tra il film, il suo processo creativo e l’eredità lasciata nel tempo, offrendo uno sguardo ampio su una delle opere più ambiziose del cinema italiano. Materiali inediti, testimonianze e opere pittoriche permettono di entrare nella genesi di un racconto che ha saputo parlare di storia, ideologia, conflitti sociali e destino umano con una forza ancora attuale.
Milano intreccia sport, fotografia e immaginazione artistica
A Milano, il weekend propone due percorsi molto diversi ma ugualmente significativi. Da una parte “Shapes / Forme - Sotto la stessa luce”, ospitata a Palazzo Lombardia, trasforma il gesto atletico in espressione visiva universale attraverso gli scatti di Jacopo Di Cera, dedicati al mondo paralimpico. Dall’altra, ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, l’universo di Giovanni Motta prende forma in “Hydronü - Time is over. Drink eternity”, un’esperienza che unisce installazione, performance e dimensione simbolica. In un caso si guarda al corpo che supera il limite, nell’altro a una narrazione sospesa tra immaginazione e rito.
Venezia rilancia la pittura figurativa con Jenny Saville
A Venezia, Ca’ Pesaro dedica una grande retrospettiva a Jenny Saville, artista britannica che ha riportato la pittura figurativa al centro del dibattito contemporaneo con una forza visiva difficilmente ignorabile. Il percorso segue la sua carriera dagli anni Novanta fino a oggi, restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo rimettere il corpo, la carne, la materia e lo sguardo al centro della tela. In un tempo spesso dominato dalla velocità dell’immagine digitale, la sua pittura continua a imporsi per intensità e presenza.
Roma riscopre Dante e lo sguardo incisivo di Francesco Vaccarone
A Roma, l’arte si muove su due registri differenti ma complementari. Alla Biblioteca Vallicelliana, la mostra “Dante nei libri d’artista” riunisce trenta autori chiamati a confrontarsi con la figura del Sommo Poeta, trasformando il libro in oggetto creativo, visivo e simbolico. A Palazzo Merulana, invece, “Francesco Vaccarone a Roma 1970-1976” riporta l’attenzione su un periodo fondamentale del percorso dell’artista ligure, segnato da una riflessione intensa sul rapporto tra figura, spazio e memoria urbana. Due mostre molto diverse, unite però dalla volontà di rileggere la tradizione con uno sguardo vivo.
Tra Fontanellato e le altre città, l’arte conferma la sua capacità di parlare al presente
A Fontanellato, nel Labirinto della Masone, la mostra dedicata a Erté riporta in primo piano una figura elegante e poliedrica, capace di attraversare moda, scenografia, illustrazione e gioiello con una cifra stilistica ancora riconoscibile. Insieme alle altre esposizioni del weekend, questo appuntamento conferma una tendenza interessante, le mostre non sono più soltanto luoghi di contemplazione, ma spazi in cui si intrecciano memoria, identità, storia civile e linguaggi contemporanei. Ed è forse proprio questo il loro punto di forza, riuscire a parlare del passato senza smettere di interrogare il presente.
26 Marzo 2026
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