Il calendario espositivo del 2026 si annuncia ricco e trasversale, capace di parlare a pubblici diversi e sensibilità lontane tra loro. Dall’arte medievale al Novecento, dalle avanguardie storiche alla performance contemporanea, le mostre in programma costruiscono un racconto ampio che attraversa secoli, linguaggi e città italiane, offrendo esperienze culturali pensate non solo per gli specialisti, ma anche per chi desidera avvicinarsi all’arte in modo più consapevole.
Il Novecento nascente e la stagione del Liberty
Tra gli appuntamenti più attesi spicca la mostra dedicata allo stile Liberty, ospitata a Palazzo Martinengo a Brescia. L’esposizione esplora i primi quindici anni del Novecento, un periodo segnato da una nuova sensibilità che ha attraversato pittura, scultura, architettura, grafica, fotografia e arti applicate. Oltre cento opere raccontano la nascita di un linguaggio estetico che non fu solo decorativo, ma profondamente legato ai cambiamenti sociali e culturali dell’epoca. Il percorso curatoriale, firmato da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, accompagna il visitatore dentro un clima creativo in piena trasformazione.
I Macchiaioli e l’idea di un’arte nazionale
A Milano, Palazzo Reale ospita una grande retrospettiva sui Macchiaioli, movimento pittorico che seppe unire ricerca artistica e tensione civile. In nove sezioni, la mostra ricostruisce il progetto culturale di un gruppo di artisti che guardava al Risorgimento e alle idee di Mazzini, dialogando al tempo stesso con il Positivismo europeo. Le opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini raccontano una pittura colta, sperimentale, profondamente radicata nella realtà.
Bernini, i Barberini e il potere dell’arte
Roma propone uno dei momenti più solidi e istituzionali del calendario espositivo con la mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini e al suo rapporto con la famiglia Barberini. Nelle sale di Palazzo Barberini, il percorso segue l’evoluzione dell’artista dagli esordi alla piena maturità, mostrando come il dialogo con il potere e il mecenatismo abbia contribuito alla nascita di capolavori destinati a segnare la storia dell’arte europea. Tra le opere in mostra, spiccano prestiti di grande rilievo internazionale.
Tra impressionismo e dialoghi europei
Il confronto tra tradizione italiana e avanguardia francese è al centro della mostra di Palazzo Roverella a Rovigo, dedicata a Zandomeneghi e Degas. Attraverso prestiti eccezionali, l’esposizione racconta un rapporto complesso e fecondo, fatto di scambi, divergenze e influenze reciproche. Un dialogo artistico che testimonia quanto l’arte europea sia nata anche dall’incontro tra culture e sensibilità diverse.
Giotto e la nascita dell’arte moderna
A Perugia, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con una mostra che mette al centro il ruolo di Giotto nella trasformazione del linguaggio figurativo. Il percorso ricostruisce il passaggio dalla maniera greca alla rivoluzione visiva che aprì la strada all’arte moderna, sottolineando il legame tra spiritualità, innovazione e racconto umano.
Dal Rinascimento al Novecento, Firenze come crocevia
Firenze si conferma uno dei poli principali del 2026 con due mostre di grande respiro. La prima, dedicata a Lorenzo de’ Medici, ricostruisce per la prima volta la straordinaria collezione del Magnifico, offrendo uno sguardo inedito sul mecenatismo rinascimentale. La seconda, ospitata a Palazzo Strozzi, ripercorre l’intera carriera di Mark Rothko, dalle opere figurative giovanili fino alle celebri tele astratte che hanno ridefinito il rapporto tra colore, spazio ed emozione.
Rotella e Abramović, il contemporaneo come esperienza
Il Novecento e il contemporaneo trovano spazio anche a Genova e Venezia. La retrospettiva su Mimmo Rotella a Palazzo Ducale analizza sessant’anni di sperimentazione, dal collage alle sovrapitture, restituendo la complessità di un artista che ha dialogato con i linguaggi della società di massa. A Venezia, invece, Marina Abramović porta alle Gallerie dell’Accademia una mostra che unisce performance storiche e nuove creazioni, invitando il pubblico a riflettere sul corpo, sull’energia e sul ruolo dell’artista come presenza viva nello spazio.
04 Gennaio 2026
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