Il mercato italiano dedicato agli animali da compagnia continua a crescere e nel 2025 raggiunge un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dalla nuova edizione del Rapporto Assalco Zoomark, che quest’anno offre una lettura più ampia grazie all’integrazione dei canali specializzati e dell’online.
Non si tratta soltanto di numeri commerciali. Dietro la crescita di pet food e pet care c’è un cambiamento sociale ormai evidente, gli animali domestici sono sempre più presenti nella vita quotidiana delle famiglie italiane e vengono considerati parte stabile dell’equilibrio domestico, affettivo e relazionale.
Il pet food resta il cuore del mercato
Il segmento principale resta quello degli alimenti per cani e gatti, che nel 2025 vale 4,2 miliardi di euro e rappresenta il 79% delle vendite complessive. Il pet care, che comprende accessori, igiene, salute, lettiere e alimenti per altri piccoli animali, raggiunge invece 1,1 miliardi di euro, pari al 21% del mercato.
La crescita del pet food conferma la solidità del comparto. Gli alimenti per cani e gatti aumentano del 2,7% a valore, mentre i volumi arrivano a 811mila tonnellate, con un incremento dell’1,3%. È un segnale interessante perché indica non solo una maggiore spesa, ma anche una domanda stabile, legata a consumi ricorrenti e difficilmente comprimibili.
Una crescita superiore al largo consumo confezionato
Guardando al medio periodo, il mercato degli alimenti per cani e gatti mostra una dinamica particolarmente positiva. Tra il 2022 e il 2025 il comparto passa da 3,4 a 4,2 miliardi di euro, con un tasso medio annuo di crescita a valore del 6,9%.
Il confronto con il Largo Consumo Confezionato, cresciuto nello stesso periodo del 4,9%, evidenzia come il settore pet stia correndo più velocemente di molti altri segmenti del consumo quotidiano. Questo andamento conferma una tendenza già visibile da anni, la cura degli animali domestici non viene percepita come una spesa accessoria, ma come una componente importante della gestione familiare.
Specializzato e online cambiano il modo di acquistare
Uno degli aspetti più significativi riguarda i canali distributivi. Le vendite online raggiungono l’11,5% del mercato a valore, con un fatturato di 483 milioni di euro e una crescita di mezzo punto percentuale di quota. Parallelamente, le catene specializzate e i petshop della grande distribuzione arrivano al 23,3% del mercato.
Nel complesso, il canale specializzato, formato da petshop indipendenti, catene e petshop della GDO, vale 1,7 miliardi di euro, cresce del 3,6% rispetto al 2024 e rappresenta il 40,9% delle vendite totali. Supermercati e ipermercati registrano invece una lieve flessione, pari all’1%, segnalando uno spostamento progressivo degli acquisti verso punti vendita più mirati e verso l’e-commerce.
Il gatto guida il mercato, il cane resta stabile
I prodotti per gatto si confermano il primo segmento del pet food italiano. Nel 2025 valgono 2.353 milioni di euro, pari al 56% del mercato, con una crescita del 4,3%. A trainare il risultato sono soprattutto gli alimenti umidi, in aumento del 4,7%, e gli snack, che crescono del 7,2%.
I prodotti per cane raggiungono invece 1.848 milioni di euro, pari al 44% del mercato, con una crescita più contenuta dello 0,7%. Anche in questo caso l’umido mostra il trend migliore, mentre il secco rimane stabile ma continua a essere il segmento più rilevante per l’alimentazione del cane.
Umido e snack funzionali sostengono il pet food
Nel totale pet food omnicanale, gli alimenti umidi restano la categoria principale, con oltre 2 miliardi di euro di vendite, una crescita del 4% e una quota del 48% a valore. Seguono gli alimenti secchi, che valgono 1,8 miliardi di euro e rappresentano il 42,3% del mercato.
Gli snack funzionali e fuoripasto raggiungono 409 milioni di euro. Pur pesando meno rispetto a umido e secco, con una quota del 9,7%, rappresentano uno dei segmenti più dinamici. In particolare, gli snack per gatto mostrano una crescita rilevante sia a valore sia a volume, segno di un consumo sempre più orientato non solo alla nutrizione, ma anche alla gratificazione e al benessere dell’animale.
In Italia vivono oltre 53 milioni di animali da compagnia
Il nuovo rapporto offre anche una fotografia aggiornata della presenza degli animali nelle case italiane. In attesa di un’anagrafe nazionale completa, la stima parla di 53,6 milioni di animali da compagnia presenti nel Paese.
La quota più numerosa è rappresentata dai pesci, con 25,3 milioni di esemplari distribuiti in circa 1,7 milioni di acquari. Seguono i gatti, stimati in 11 milioni, e i cani, pari a 9,1 milioni. Insieme, cani e gatti superano quindi i 20 milioni di presenze. A questi si aggiungono uccelli, rettili, anfibi e piccoli mammiferi, che contribuiscono a rendere il mondo pet molto più ampio e diversificato di quanto spesso si immagini.
Più di una famiglia su due vive con un pet
La presenza degli animali domestici nella società italiana è ormai molto radicata. Secondo i dati del rapporto, il 54,5% delle famiglie vive con almeno un animale da compagnia. La percentuale sale al 66,7% tra le famiglie con bambini e resta superiore al 60% anche tra quelle con figli oltre i 20 anni.
Questo elemento aiuta a leggere il fenomeno in modo meno superficiale. I pet non sembrano sostituire la presenza dei figli, ma accompagnare la vita familiare nelle sue diverse fasi. Cani e gatti restano gli animali più diffusi, presenti rispettivamente nel 28,7% e nel 26,7% delle famiglie italiane.
Pet care, accessori, igiene e lettiere valgono oltre un miliardo
Il comparto pet care raggiunge nel 2025 il valore di 1,1 miliardi di euro. Accessori e prodotti per l’igiene di cani e gatti sfiorano i 655 milioni di euro, con una crescita dell’1,9%. Particolarmente forte è l’andamento dei prodotti per l’igiene e la salute del gatto, che registrano un aumento del 18%.
Anche le lettiere confermano una dinamica favorevole, arrivando a 328,2 milioni di euro, con una crescita del 2%. Gli accessori per altri animali da compagnia salgono a 41,7 milioni di euro, mentre gli alimenti per altri animali mostrano una flessione dell’1,8%, attestandosi a 63 milioni di euro.
La consulenza pesa nelle scelte di acquisto
Nel pet care il canale specializzato ha un ruolo particolarmente importante, soprattutto per le categorie che richiedono assortimento, competenza e maggiore capacità di orientare il consumatore. Qui passa il 62,4% delle vendite di accessori e igiene per cani e gatti e oltre tre quarti delle vendite di accessori per altri animali.
Il grocery mantiene invece un peso rilevante nelle lettiere per gatto, con il 46,9% delle vendite. L’online si distingue soprattutto negli accessori, dove raggiunge quote intorno al 18%. Il quadro che emerge è quello di un consumatore più informato, disposto a cercare il prodotto più adatto attraverso canali diversi, a seconda della categoria acquistata.
La richiesta di riduzione dell’Iva
Il presidente di Assalco, Giorgio Massoni, ha sottolineato come la crescita del mercato rifletta la centralità degli animali nella vita degli italiani e una domanda sempre più orientata a salute, benessere e qualità. Le imprese del settore rispondono a questa evoluzione con innovazione e prodotti più mirati.
Nel suo intervento, Massoni ha anche rinnovato la richiesta di riduzione dell’Iva dal 22% al 10% su alimentazione e cure veterinarie, sostenuta da Assalco insieme a diverse associazioni animaliste, dei consumatori e veterinarie. Il tema fiscale viene quindi collegato al riconoscimento del ruolo sociale degli animali domestici e al peso economico che la loro cura ha per milioni di famiglie.
Un mercato che misura anche un cambiamento culturale
Il valore economico del settore pet racconta una trasformazione più ampia. Gli animali da compagnia non sono più considerati una presenza marginale, ma una parte importante della quotidianità domestica. Alimentazione, prevenzione, igiene, accessori e servizi diventano così elementi di una cura più consapevole.
La crescita del mercato pet food e pet care in Italia non dipende quindi solo dall’aumento dei prezzi o dall’ampliamento dell’offerta. Dipende anche da un modo diverso di vivere il rapporto con gli animali, sempre più vicino alla dimensione del benessere, della responsabilità e dell’attenzione familiare.
20 Maggio 2026
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