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Maturità 2026, tra Pavese, Calabresi e Assemblea Costituente

Prima prova di italiano tra letteratura, attualità e Costituzione, gli studenti affrontano le tracce della Maturità 2026

Maturità 2026, tra Pavese, Calabresi e Assemblea Costituente

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Maturità 2026 al via per 527mila studenti, prima prova con Pavese, Brancati, Calabresi e Assemblea Costituente

La Maturità 2026 è iniziata con la prima prova scritta di italiano, il momento che segna ufficialmente l’avvio dell’esame per oltre 527mila studenti. Tra candidati interni ed esterni, ragazze e ragazzi di licei, istituti tecnici e professionali hanno affrontato dalle 8.30 una prova comune a livello nazionale, pensata per valutare padronanza della lingua, capacità critica e chiarezza espressiva.

Le tracce proposte hanno attraversato letteratura, storia, attualità, comunicazione scientifica e riflessione personale. Da Cesare Pavese a Vitaliano Brancati, da Mario Calabresi all’Assemblea Costituente, fino ai temi dei confini, dell’incanto e della fatica, la prova ha offerto agli studenti percorsi molto diversi, lasciando a ciascuno la possibilità di scegliere il terreno più vicino alla propria sensibilità.

Il via ufficiale con il plico telematico

Come da tradizione, l’esame è cominciato con l’apertura del plico telematico. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo al Tg1, ha comunicato la chiave alfanumerica inviata dal ministero alle scuole italiane, consentendo così di scaricare e stampare le tracce ufficiali.

La prima prova scritta ha una durata massima di sei ore e prevede diverse tipologie, dall’analisi del testo al testo argomentativo, fino al tema di attualità. Per molti studenti rappresenta il primo vero confronto con un esame nazionale, ma anche l’occasione per trasformare anni di studio in una prova di scrittura, ragionamento e interpretazione.

Pavese e Brancati per l’analisi del testo

Tra le tracce di tipologia A, dedicate all’analisi del testo, sono emersi i nomi di Cesare Pavese e Vitaliano Brancati. Per la poesia, il ministero avrebbe proposto il componimento Passero per piazza di Spagna, mentre per la prosa sarebbe stato indicato un brano tratto da I piaceri.

La scelta dei due autori permette di mettere gli studenti davanti a due modi diversi di leggere la realtà. Da una parte la voce poetica di Pavese, con il suo rapporto profondo con la solitudine, il paesaggio interiore e la memoria. Dall’altra Brancati, capace di osservare con ironia e lucidità le contraddizioni della società e dei comportamenti umani.

Mario Calabresi e il valore della fatica

Per la tipologia C2, dedicata al tema di attualità, agli studenti è stato proposto un brano di Mario Calabresi, tratto dal saggio Alzarsi all’alba. Il punto di partenza è il concetto di fatica, una parola spesso percepita come negativa, ma che può assumere un significato diverso se collegata alla crescita, alla costanza e alla costruzione di un percorso personale.

In un esame come la Maturità, riflettere sulla fatica significa anche guardare agli anni trascorsi sui banchi. Non solo verifiche, interrogazioni e ansia da prestazione, ma anche tentativi, errori, recuperi, scelte e piccoli risultati quotidiani. La fatica, in questo senso, non è soltanto peso, ma anche misura dell’impegno necessario per diventare più consapevoli.

L’Assemblea Costituente e il discorso di Saragat

Per la tipologia B1, in ambito storico-politico, la traccia avrebbe riguardato l’Assemblea Costituente, con un testo tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat. Una scelta che porta gli studenti a confrontarsi con uno dei momenti fondativi della Repubblica italiana.

La Costituente rappresenta infatti il luogo in cui, dopo la tragedia della guerra e della dittatura, l’Italia provò a ricostruire se stessa attraverso il confronto democratico. Proporre questo tema alla Maturità significa invitare i ragazzi a ragionare sul valore delle istituzioni, della partecipazione e delle regole comuni, in un tempo in cui la cittadinanza non può essere ridotta a una formula imparata sui libri.

Frank Furedi e il tema dei confini

Un’altra traccia ha preso spunto dal saggio di Frank Furedi, I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere. Il tema dei confini è particolarmente attuale, perché riguarda non solo la geografia e la politica, ma anche l’identità, la convivenza e il rapporto tra apertura e protezione.

Ragionare sui confini significa interrogarsi su ciò che separa e su ciò che mette in relazione. I confini possono diventare muri, ma anche strumenti per dare forma agli spazi, alle responsabilità e alle appartenenze. Per uno studente, questo argomento può aprire riflessioni sul mondo contemporaneo, sulle migrazioni, sulle culture e sulle tensioni tra sicurezza e libertà.

Piero Bianucci e la comunicazione scientifica

Per la traccia B2, il ministero ha scelto un brano tratto dal volume Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, del giornalista e scrittore Piero Bianucci. Al centro della proposta c’è il tema della comunicazione, con particolare attenzione alla capacità di rendere chiari contenuti complessi.

È una traccia molto vicina al presente, perché oggi informare non significa soltanto trasmettere dati. Significa anche scegliere parole comprensibili, evitare semplificazioni ingannevoli e costruire un rapporto di fiducia con chi legge. Nel caso della scienza, questa responsabilità diventa ancora più importante, perché riguarda salute, ambiente, tecnologia e decisioni collettive.

Wenke Husmann e la capacità di stupirsi

Per la traccia C1, dedicata al tema di attualità, lo spunto è arrivato da un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann, Funziona a meraviglia, pubblicato su Internazionale nel gennaio 2026. Il tema proposto ruota attorno all’incanto, al ragionamento scientifico e alla capacità di farsi sorprendere.

È una proposta interessante perché accosta due dimensioni che spesso vengono considerate lontane, la razionalità e lo stupore. La scienza non cancella la meraviglia, ma può renderla più profonda, perché permette di guardare il mondo con strumenti più precisi. Per gli studenti, questa traccia poteva diventare un modo per riflettere sul rapporto tra conoscenza, curiosità e immaginazione.

Le regole durante la prova

Durante gli esami restano vietati smartphone, smartwatch, tablet e auricolari. L’uso di questi dispositivi può comportare conseguenze gravi, fino all’esclusione dall’esame. È una regola ormai nota, ma ogni anno viene ricordata perché la prova richiede condizioni uguali per tutti e il rispetto delle procedure stabilite.

Le commissioni si sono insediate il 16 giugno e sono composte da un presidente esterno, due membri esterni e due interni all’istituzione scolastica. Dopo gli scritti, partiranno gli orali, secondo l’ordine definito dalla lettera estratta dalle singole commissioni.

La seconda prova e il calendario degli orali

Il 19 giugno è prevista la seconda prova scritta, dedicata alle materie caratterizzanti dei diversi indirizzi. Per il Liceo Classico sarà il Latino, per lo Scientifico la Matematica, per gli istituti amministrativi l’Economia Aziendale, con durata e modalità variabili in base al percorso di studi.

Gli orali inizieranno dal 22 o 23 giugno, o comunque dopo la correzione degli scritti. Il colloquio durerà indicativamente tra i 40 e i 60 minuti e partirà da una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del curriculum della studentessa e dello studente.

Il ritorno ufficiale del nome Maturità

Una delle novità di quest’anno riguarda anche il nome dell’esame. Dopo la denominazione ufficiale di Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, torna la parola Maturità, più diretta e più vicina al linguaggio comune degli studenti e delle famiglie.

Il cambiamento non è soltanto formale. L’esame, secondo l’impostazione del ministero, non deve verificare solo conoscenze e competenze, ma anche il grado di maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità degli studenti. La parola Maturità, quindi, torna a indicare non solo una prova scolastica, ma anche un passaggio simbolico verso una nuova fase della vita.

Orale obbligatorio e scena muta

Tra le novità più discusse c’è l’obbligatorietà dell’orale. Chi farà scena muta durante il colloquio sarà bocciato, anche se avrà completato le prove scritte. La misura arriva dopo le polemiche degli anni precedenti e intende ribadire il valore del colloquio come parte essenziale dell’esame.

L’orale sarà incentrato su quattro materie diverse per ogni indirizzo, comprendendo le due degli scritti e altre due sorteggiate. Al Classico, ad esempio, le materie saranno Italiano, Latino, Storia e Matematica. Allo Scientifico, invece, Italiano, Matematica, Storia e Scienze Naturali. Nel corso del colloquio si parlerà anche di Educazione Civica e del percorso PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro.

Punteggio finale, credito scolastico e lode

Il voto finale sarà espresso in centesimi. La commissione potrà assegnare fino a 20 punti per ciascuna delle due prove scritte e fino a 20 punti per il colloquio orale. A questi si aggiungerà il credito scolastico maturato dal candidato, fino a un massimo di 40 punti.

Per superare l’esame sarà necessario ottenere almeno 60 centesimi. La lode potrà essere attribuita all’unanimità dalla commissione agli studenti che raggiungeranno il punteggio massimo di 100 punti, con adeguata motivazione. Gli esiti saranno poi pubblicati presso la scuola e nell’area riservata del registro elettronico.

I messaggi di Meloni e Valditara agli studenti

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto un messaggio ai maturandi attraverso un video diffuso sui suoi canali social. Ha invitato gli studenti a ricordare i sacrifici fatti, le difficoltà superate e i momenti in cui sono stati fieri di sé, chiedendo loro di portare tutto questo dentro l’esame e di “dimostrare chi siete”.

Anche il ministro Giuseppe Valditara ha inviato un augurio ai ragazzi, sottolineando che la scuola non ha bisogno di persone perfette, ma di studenti capaci di ragionare su ciò che hanno appreso e di riflettere sui propri errori. Un messaggio che prova a spostare l’attenzione dalla paura dell’esame al valore del percorso compiuto.

Un esame tra conoscenze e consapevolezza

La Maturità resta uno dei passaggi più carichi di significato nella vita scolastica. Non è soltanto una sequenza di prove, voti e commissioni, ma un momento in cui gli studenti sono chiamati a mettere insieme ciò che hanno imparato e ciò che sono diventati.

Le tracce della prima prova 2026 sembrano andare proprio in questa direzione. Letteratura, Costituzione, scienza, confini, fatica e meraviglia non sono argomenti separati, ma modi diversi per interrogare il presente. E forse è proprio questo il senso più autentico dell’esame, non chiedere soltanto risposte corrette, ma verificare la capacità di costruire pensiero.


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18 Giugno 2026
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