A pochi giorni dalla prima prova della Maturità 2026, il tradizionale toto-tracce torna ad accendere l’attenzione degli studenti. Tra gli autori più attesi compaiono Giovanni Verga, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello e Gabriele D’Annunzio, mentre tra i temi di attualità crescono le ipotesi legate all’intelligenza artificiale, ai social e agli 80 anni della Repubblica.
Secondo il monitoraggio di Skuola.net, realizzato su un campione di circa mille maturandi in vista dell’esame del 18 giugno, gli studenti osservano con particolare interesse sia le ricorrenze letterarie sia i grandi argomenti civili e tecnologici. Come ogni anno, però, il toto-esame resta un gioco di previsioni, utile per orientarsi, ma non sufficiente per indovinare davvero le scelte del Ministero.
Verga supera D’Annunzio tra i prosatori dell’Ottocento
Tra i nomi dell’Ottocento, Giovanni Verga conquista la prima posizione nelle preferenze degli studenti. L’autore dei Malavoglia viene indicato dal 31% degli intervistati, superando Gabriele D’Annunzio, fermo al 25%.
Il sorpasso non è casuale. Verga è uno degli autori centrali del programma di letteratura italiana e il suo realismo, legato ai temi della società, del lavoro, della povertà e del destino individuale, continua a offrire molti spunti per una traccia di analisi del testo o per una riflessione più ampia sulla condizione umana.
Manzoni resta stabile, cresce Collodi
Nel gruppo dei prosatori ottocenteschi resta stabile Alessandro Manzoni, indicato dal 15% dei maturandi. La sua presenza nelle previsioni è quasi fisiologica, perché I promessi sposi rimangono uno dei testi più riconoscibili del percorso scolastico italiano.
Cresce invece Carlo Collodi, passato dal 6% al 10% delle indicazioni. A favorire questa attenzione contribuisce anche la ricorrenza dei 200 anni dalla nascita. Pinocchio, spesso letto come racconto per ragazzi, è in realtà un’opera ricca di significati sociali, educativi e simbolici, capace di parlare ancora oggi di crescita, responsabilità e rapporto con le regole.
Pascoli favorito per la poesia dell’Ottocento
Sul fronte poetico, Giovanni Pascoli resta il nome più atteso tra gli autori dell’Ottocento. Il 21% degli studenti lo considera un possibile protagonista della prima prova, confermando la forza di una poesia che unisce memoria familiare, inquietudine, natura e fragilità dell’esistenza.
Alle sue spalle cresce Giacomo Leopardi, che passa dal 16% al 19%. La sua presenza tra le ipotesi è sempre forte, perché il pensiero leopardiano permette collegamenti con filosofia, storia, scienza, modernità e condizione dell’uomo. Perde invece terreno Ugo Foscolo, che scende dal 15% all’8%.
Pirandello resta il più atteso nel Novecento
Tra gli autori del Novecento, Luigi Pirandello si conferma il nome più quotato, con il 20% delle indicazioni. A renderlo particolarmente osservato sono anche due ricorrenze importanti, i 90 anni dalla morte e i 100 anni dalla pubblicazione di Uno, nessuno e centomila.
Pirandello continua a essere uno degli autori più adatti a una traccia di maturità, perché i suoi temi dialogano con molte questioni contemporanee. Identità, maschere sociali, crisi dell’io, relativismo e difficoltà di comunicare sono argomenti che possono essere collegati facilmente anche alla società digitale e alla costruzione dell’immagine personale sui social.
Svevo, Calvino e Primo Levi tra le ipotesi principali
Dopo Pirandello, gli studenti indicano Italo Svevo con il 15%, Italo Calvino con il 12% e Primo Levi con l’11%. Tre autori molto diversi, ma tutti capaci di offrire collegamenti importanti con il Novecento italiano ed europeo.
Svevo permette di lavorare sul tema della coscienza, dell’inettitudine e della modernità psicologica. Calvino apre invece a riflessioni sulla leggerezza, sulla complessità, sulla fantasia e sul rapporto tra uomo e mondo contemporaneo. Primo Levi, infine, resta una figura decisiva per affrontare memoria, testimonianza, responsabilità e tragedia della Shoah.
Ungaretti cresce tra i poeti del Novecento
Tra i poeti del Novecento sale Giuseppe Ungaretti, indicato dal 20% degli studenti. La sua poesia, essenziale e intensa, resta molto presente nei programmi scolastici, anche per il legame con l’esperienza della guerra e con una parola poetica ridotta all’osso, ma carica di significato.
Segue Eugenio Montale, al 18%, autore che continua a essere percepito come una delle voci più alte e complesse del secolo scorso. Più distanziati, ma comunque presenti nelle previsioni, Umberto Saba e Filippo Tommaso Marinetti, entrambi all’11%.
Gli 80 anni della Repubblica guidano le ricorrenze
Sul fronte delle ricorrenze storiche, il tema più atteso riguarda l’80esimo anniversario del referendum del 1946 e la nascita della Repubblica italiana. Il 34% degli studenti lo considera una possibile traccia, anche per il legame con l’Assemblea Costituente e con i valori fondamentali della democrazia italiana.
Una traccia di questo tipo permetterebbe di riflettere sul passaggio dalla monarchia alla Repubblica, sul voto alle donne, sulla Costituzione e sul significato della partecipazione democratica. Sarebbe un tema civile, storico e istituzionale, capace di collegare passato e presente senza restare chiuso nella sola dimensione celebrativa.
Mafia e Chernobyl tra gli altri anniversari attesi
Tra le altre ricorrenze segnalate dagli studenti compaiono il maxi-processo alla mafia, indicato dal 12%, e il quarantennale di Chernobyl, al 10%. Due temi molto diversi, ma entrambi adatti a una riflessione ampia.
Il maxi-processo richiama il tema della legalità, del coraggio civile e del contrasto alla criminalità organizzata. Chernobyl, invece, apre domande sul rapporto tra scienza, tecnologia, ambiente, sicurezza e responsabilità politica. In entrambi i casi, la traccia potrebbe andare oltre il semplice anniversario, chiedendo agli studenti di ragionare sulle conseguenze di eventi che hanno segnato la storia recente.
Giovani, social e intelligenza artificiale tra i temi più forti
Per l’attualità, l’argomento più atteso è giovani, social e IA, indicato dal 21% degli intervistati. Subito dopo cresce il tema intelligenza artificiale e nuove tecnologie, passato dal 12% al 16%.
Il dato non sorprende. L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella vita quotidiana degli studenti, tra studio, ricerca, scrittura, immagini, video e piattaforme digitali. Una traccia su questo tema potrebbe chiedere di riflettere non solo sui vantaggi degli strumenti tecnologici, ma anche sui rischi legati a dipendenza, disinformazione, privacy, lavoro, creatività e capacità critica.
Guerre e crisi internazionali perdono terreno
Rispetto alle rilevazioni precedenti, perdono forza le ipotesi legate a guerre e crisi internazionali, scese dal 18% all’11%. Questo non significa che i temi geopolitici siano usciti dall’orizzonte degli studenti, ma che altre questioni, soprattutto tecnologiche e civili, sembrano oggi percepite come più probabili.
Le guerre restano comunque argomenti di grande attualità e potrebbero rientrare in una traccia più ampia sulla pace, sui diritti, sulle migrazioni, sull’Europa o sul ruolo dell’informazione. Il calo nelle previsioni, quindi, riguarda più il toto-esame che la reale importanza del tema.
Il toto-esame tra curiosità e prudenza
Secondo l’indagine, quasi tre studenti su quattro parlano abitualmente delle possibili tracce con i propri docenti. Questo conferma quanto la prima prova venga vissuta non solo come un esercizio individuale, ma anche come un momento di confronto collettivo all’interno delle classi.
Circa il 60% dei maturandi segue il toto-esame “con interesse ma senza troppo affidamento”. È forse l’atteggiamento più ragionevole. Le previsioni aiutano a ripassare, a costruire collegamenti e a orientare lo studio, ma la maturità richiede soprattutto capacità di comprensione, scrittura, argomentazione e gestione delle conoscenze.
Una prima prova tra letteratura, storia e presente
Le previsioni degli studenti per la Maturità 2026 raccontano un esame sospeso tra autori classici e questioni contemporanee. Da una parte Verga, Pascoli, Pirandello, Ungaretti e Montale; dall’altra intelligenza artificiale, social, Repubblica, Costituzione, legalità e ambiente.
È proprio questo intreccio a rendere la prima prova un passaggio ancora significativo. Non si tratta soltanto di riconoscere un autore o commentare un testo, ma di usare la lingua italiana per interpretare il mondo. E, almeno su questo, il toto-tracce può servire a qualcosa, non tanto per indovinare il tema giusto, quanto per prepararsi a ragionare meglio.
10 Giugno 2026
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