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Maturità 2026, quasi uno studente su due è in ritardo con lo studio

Secondo Skuola.net, solo uno studente su tre si sente preparato per l’esame di Stato ormai vicino

Maturità 2026, quasi uno studente su due è in ritardo con lo studio

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Maturità 2026, il 44% degli studenti è in ritardo con lo studio tra interrogazioni, voti finali e ansia da esame

A poche settimane dall’inizio dell’esame di maturità, molti studenti si trovano ancora lontani da una preparazione considerata sicura. Nonostante la riforma abbia ridotto a quattro le materie d’esame, una parte consistente dei maturandi racconta di essere in difficoltà con il ripasso e di non riuscire a organizzare lo studio come vorrebbe.

Secondo un sondaggio realizzato da Skuola.net su 1.000 studenti maturandi, solo un ragazzo su tre giudica soddisfacente il proprio livello di preparazione in vista dell’esame di Stato. Il dato più evidente riguarda il 44% degli intervistati, che ammette di essere ancora in alto mare con lo studio.

Il peso delle interrogazioni dell’ultimo minuto

Uno dei problemi principali segnalati dagli studenti riguarda le verifiche e le interrogazioni concentrate nelle ultime settimane di scuola. In teoria questo dovrebbe essere il periodo dedicato al ripasso finale, alla sistemazione degli argomenti e alla preparazione delle prove d’esame. Nella pratica, molti maturandi si trovano ancora impegnati a recuperare voti, completare valutazioni e affrontare compiti in classe.

Questa situazione crea una pressione ulteriore, perché il tempo destinato alla maturità viene assorbito dalle esigenze della pagella finale. Il risultato è un percorso di preparazione frammentato, dove lo studio per l’esame viene spesso rimandato o interrotto da impegni scolastici ancora aperti.

Perché la media degli ultimi anni conta così tanto

La tensione non nasce soltanto dalla prova finale. Il 40% del voto di maturità dipende infatti dal credito scolastico, costruito sulla base della media dei voti degli ultimi tre anni. Questo significa che le valutazioni raccolte nel triennio hanno un peso rilevante sul risultato conclusivo.

Inoltre, anche una sola insufficienza può mettere a rischio l’ammissione all’esame. Per questo molti docenti insistono sulle ultime interrogazioni e sui recuperi, cercando di chiudere il quadro dei voti prima degli scrutini. Dal punto di vista degli studenti, però, questo meccanismo finisce per sovrapporsi alla preparazione dell’esame, aumentando ansia e senso di disorientamento.

Solo il 36% si sente davvero in pari

Il sondaggio mostra che appena il 36% degli studenti si dichiara sereno o comunque in linea con la tabella di marcia. Nel dettaglio, il 18% afferma che il proprio ripasso procede ottimamente, mentre un altro 18% considera la situazione buona.

Si tratta quindi di una minoranza che riesce a gestire il calendario di studio senza sentirsi travolta. Per questi studenti, la maturità appare come una prova impegnativa ma affrontabile, grazie a un’organizzazione già avviata e a un livello di preparazione ritenuto abbastanza solido.

La zona grigia degli studenti incerti

Accanto a chi si sente pronto e a chi si sente in forte difficoltà, c’è anche una fascia intermedia. Il 20% degli intervistati definisce la propria preparazione discreta, una parola che racconta bene una condizione sospesa tra fiducia e preoccupazione.

Questi studenti non si considerano completamente impreparati, ma nemmeno al sicuro. Hanno probabilmente iniziato a ripassare, conoscono parte del programma, ma avvertono ritardi, lacune o difficoltà nel mettere insieme tutti gli argomenti richiesti. È una situazione comune, soprattutto quando il calendario scolastico continua a chiedere energie fino agli ultimi giorni.

Il 44% dei maturandi si sente in alto mare

Il dato più significativo resta quello del 44% degli studenti che dichiara apertamente di essere messo male con lo studio. È quasi la metà del campione e fotografa un disagio diffuso, che non sembra legato soltanto alla difficoltà dell’esame, ma anche alla gestione complessiva dell’ultimo periodo scolastico.

La riduzione delle materie d’esame, da sola, non sembra quindi bastare a rendere più semplice la preparazione. Se le settimane precedenti alla maturità sono occupate da verifiche, interrogazioni e recuperi, il numero delle discipline può pesare meno del tempo effettivamente disponibile per studiare con continuità.

Una maturità più leggera solo sulla carta

La riforma dell’esame ha ridotto le materie, ma per molti studenti la sensazione non è quella di un percorso più leggero. Il carico emotivo resta alto, soprattutto perché la maturità arriva alla fine di un anno scolastico in cui la valutazione continua ad avere un ruolo decisivo.

Per i maturandi, il problema non è soltanto cosa studiare, ma quando riuscire a farlo. La preparazione finale richiede concentrazione, tempo e metodo. Se però le ultime settimane diventano una corsa per chiudere voti e recuperare insufficienze, il rischio è che l’esame venga affrontato con meno lucidità.

Ansia, organizzazione e bisogno di tempo

Il quadro che emerge dal sondaggio di Skuola.net racconta una generazione di studenti alle prese con una doppia pressione. Da una parte c’è l’esame di Stato, con il suo valore simbolico e pratico. Dall’altra c’è la necessità di arrivare agli scrutini con una situazione scolastica regolare.

In mezzo ci sono ragazzi che cercano di organizzarsi, ma spesso senza avere un tempo realmente libero da altre scadenze. La maturità, in questo senso, non è soltanto una prova di conoscenze, ma anche una prova di resistenza, gestione dell’ansia e capacità di dare priorità agli impegni.


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29 Maggio 2026
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