Le ore successive all’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro sono state vissute tra prudenza e concentrazione da chi, da anni, osserva il Venezuela da lontano. Mariela Magallanes, esponente dell’opposizione democratica, parla di emozioni trattenute e decisioni che richiedono lucidità, mentre il legame con Caracas resta costante e mai interrotto.
Lucidità e valigie sempre pronte
Contenta, ma senza euforia. È così che Magallanes descrive il suo stato d’animo nelle ore immediatamente successive all’operazione. L’esilio non ha cancellato il progetto di ritorno, ma impone cautela. “Il sogno resta quello di tornare, ma in momenti come questi bisogna mantenere la mente fredda”, spiega, sottolineando come la prudenza sia oggi una necessità, non una scelta.
Un’operazione attesa da tempo
Dal Venezuela arrivano notizie frammentarie, messaggi, immagini di incendi e fumo. Per gli esiliati non è stato uno shock improvviso. Secondo Magallanes, lo scenario era previsto da mesi, da quando è iniziata l’operazione nei Caraibi. Non si trattava di sapere se, ma quando. Una strategia che, a suo giudizio, risponde a logiche di sicurezza e politica internazionale, legate a una minaccia ormai strutturale.
Il regime e la fine della legittimità
Magallanes ribadisce una posizione netta: Maduro non è un presidente legittimo. A suo avviso, le elezioni del 2024 sono state sottratte alla volontà popolare e ogni spazio democratico è stato progressivamente cancellato. L’azione non è rivolta contro il popolo venezuelano, ma contro la struttura di potere che governa il Paese. È questa distinzione che, secondo l’opposizione, ha reso inevitabile l’intervento.
I civili non sono il bersaglio
Un punto su cui Magallanes insiste è la reazione composta della popolazione. Nessuna mobilitazione di massa, nessuna corsa in strada. “Il popolo ha capito che non si tratta di un’operazione contro i civili”, osserva. I rischi, semmai, arrivano da gruppi paramilitari ancora fedeli al vecchio potere, ma l’azione in corso, per come viene descritta, mira a limitare le vittime innocenti.
Ricostruire un Paese oltre le macerie
Dal fronte dell’opposizione non arrivano annunci affrettati. La leadership democratica, guidata da Maria Corina Machado insieme al presidente eletto Edmundo González, osserva con attenzione l’evoluzione degli eventi. La fase è delicata e richiede tempo. Ma sul ritorno degli esiliati la risposta è immediata: le valigie sono pronte. Non per vendetta, ma per necessità. Il Venezuela, spiega Magallanes, dovrà essere ricostruito non solo nelle infrastrutture, ma anche nelle istituzioni e nel tessuto morale.
Un popolo disperso che vuole tornare
Oltre nove milioni di venezuelani vivono oggi fuori dal Paese. Una diaspora forzata che, secondo Magallanes, non ha mai smesso di sentirsi parte della stessa storia. Il rientro è un diritto, non una concessione. Se la transizione arriverà, dovrà essere rapida ma guidata, per evitare vuoti di potere e nuove fratture.
L’esilio come condizione permanente
Per ora, Magallanes resta in Italia, in un luogo che non può essere reso pubblico. Chiede cautela sulle informazioni, sulle fonti, sulle parole. L’esilio, racconta, è fatto anche di questo: vivere altrove, ma con il pensiero sempre rivolto a Caracas. Messaggi, chiamate, voci che attraversano confini invisibili. Un legame che non si è mai spezzato e che continua a chiamare.
03 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?dettagli=mariela-magallanes-racconta&key=1767443693
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.
editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la

Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)
PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
__
redazione
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp
© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™