Dopo eventi climatici sempre più estremi, la protezione delle imprese dai danni ambientali è diventata un tema centrale. Eppure, proprio mentre territori e attività produttive fanno i conti con le conseguenze di cicloni e tempeste, emergono limiti normativi che rischiano di trasformare uno strumento di tutela in un ulteriore problema.
Il limite nascosto delle polizze catastrofali
Le polizze catastrofali, così come oggi definite dalla normativa, non includono tra i rischi coperti le mareggiate. Un’esclusione che appare paradossale se si guarda a quanto accaduto recentemente lungo molte coste italiane, colpite duramente dal ciclone Harry. In questi casi, le imprese danneggiate scoprono che una parte rilevante dei danni più frequenti resta fuori dalla copertura assicurativa, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno.
Il rischio di restare esclusi dagli aiuti pubblici
Il problema non si ferma alle coperture. Le imprese che non hanno ancora potuto sottoscrivere una polizza catastrofale rischiano infatti di essere penalizzate nell’accesso ad aiuti e contributi pubblici. Una situazione che viene definita apertamente “un’ingiustizia che va corretta subito” da Confesercenti, che chiede un intervento immediato nel decreto Milleproroghe attualmente in fase di conversione.
Proroghe diverse, trattamenti diversi
Il decreto Milleproroghe ha già previsto uno slittamento al 31 marzo 2026 per alcuni comparti specifici, come la somministrazione e la ricettività turistica. Lo ricorda anche Coldiretti, sottolineando come per molte altre micro e piccole imprese la scadenza resti invece fissata a un termine precedente. Il risultato è il rischio concreto di una disparità di trattamento tra imprese che operano nello stesso territorio e subiscono gli stessi danni, ma si trovano soggette a regole diverse solo per una questione di calendario.
La richiesta, più tempo e una regola unica per le PMI
Dopo quanto accaduto nel Sud Italia con il ciclone Harry, le associazioni chiedono che la proroga per adeguarsi all’obbligo di polizza catastrofale venga estesa a tutte le PMI, almeno fino al 30 giugno 2026. Parallelamente, viene sollecitato l’avvio immediato di un lavoro di revisione della norma, per renderla coerente con i rischi reali che colpiscono i territori.
Il paradosso delle coperture assicurative
Secondo Confesercenti, senza un intervento correttivo il paradosso è evidente: a fronte degli stessi eventi estremi, alcune imprese continuerebbero ad accedere a contributi e sostegni pubblici, mentre altre ne sarebbero escluse. Non per responsabilità o mancanza di prevenzione, ma per una differenza temporale nell’adeguamento a un obbligo assicurativo. A questo si aggiunge la necessità di chiarire e aggiornare il perimetro delle coperture, oggi limitato a rischi come sismi e alluvioni, ma non esteso alle mareggiate.
L’appello al governo e ai ministri competenti
L’associazione rivolge un appello diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Nello Musumeci e Adolfo Urso, chiedendo che questa stortura venga corretta rapidamente. L’obiettivo indicato è chiaro: più tempo per adeguarsi, regole coerenti per tutte le PMI e una disciplina che tenga conto dei rischi concreti che stanno colpendo il Paese. In caso contrario, l’obbligo di polizza catastrofale rischia di trasformarsi, di fatto, nell’ennesima tassa a carico delle imprese, invece che in una reale garanzia di protezione.
27 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?dettagli=la-beffa-delle-polizze&key=1769510754
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.
editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la

Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...
__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)
PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp
© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™