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Intelligenza artificiale in Italia, crescita record e nuove sfide per imprese e lavoro

Il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia cresce del 50% e cambia imprese, lavoro e competenze

Intelligenza artificiale in Italia, crescita record e nuove sfide per imprese e lavoro

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Dati, governance e cultura aziendale, le sfide aperte dell’IA secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano

Il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia accelera come mai prima. I numeri parlano di un settore in piena espansione, ma dietro l’entusiasmo emergono nodi strutturali che riguardano organizzazione, competenze, lavoro e regole. La corsa all’IA non è più una promessa: è una realtà che chiede scelte consapevoli.

Un mercato che vale miliardi e cresce a doppia cifra

Nel 2025 il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto quota 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. A fotografare questa evoluzione è la ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, che segnala un dato ormai consolidato: l’IA è entrata stabilmente nelle strategie delle grandi aziende e nella quotidianità di molti lavoratori.

Dall’uso individuale alla trasformazione delle aziende

Secondo Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio, la fase attuale impone una riflessione più profonda. “La crescita è evidente, ma serve passare dall’adozione individuale alla trasformazione strutturale delle organizzazioni”. In altre parole, non basta usare strumenti di IA: occorrono dati ben organizzati, competenze diffuse e una cultura aziendale aperta alla sperimentazione. Un passaggio che molte imprese non hanno ancora completato.

Grandi imprese avanti, PMI ancora indietro

Nel 2025 il 71% delle grandi aziende italiane ha avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale. La percentuale crolla però all’8% se si guarda alle piccole e medie imprese, evidenziando un divario strutturale che rischia di ampliarsi. In parallelo, cresce l’adozione di soluzioni pronte all’uso: l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di Generative AI, con un aumento del 31% in un solo anno. Tra le piattaforme più diffuse figurano Microsoft Copilot, ChatGPT Plus e Gemini Advanced.

Un ecosistema di aziende e startup in fermento

L’Osservatorio censisce 1.010 aziende italiane che offrono soluzioni e servizi di intelligenza artificiale e 135 startup finanziate negli ultimi cinque anni. Le applicazioni si concentrano soprattutto su settori specifici, come sanità e fintech, o su singole funzioni aziendali. Il 58% delle imprese che hanno avviato progetti di IA rileva un impatto significativo sul modello di business, in particolare sulla proposta di valore, sulla relazione con i clienti e sull’architettura operativa. Resta però una criticità: circa un’azienda su tre fatica ancora a stimare in anticipo il rapporto tra costi e benefici.

IA e lavoro, più produttività e nuove competenze

Il tema dell’intelligenza artificiale e del lavoro è ormai centrale anche in Italia. In media, il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di IA in azienda e, tra questi, quattro su dieci dichiarano di risparmiare oltre 30 minuti nelle attività più recenti in cui li hanno impiegati. Inoltre, per una quota analoga di lavoratori, l’IA consente di svolgere compiti che altrimenti non sarebbero possibili. Questo cambiamento si riflette direttamente sul mercato del lavoro: nel 2025 gli annunci che richiedono competenze di IA sono cresciuti del 93% e oggi nel 76% delle offerte per profili ad alta qualificazione le skill di intelligenza artificiale sono tra i requisiti richiesti.

Governance e regole, il nodo ancora irrisolto

Accanto allo sviluppo tecnologico emerge il tema della governance dell’intelligenza artificiale. Solo il 9% delle aziende italiane dispone di una struttura definita, con responsabilità chiare e allineamento tra iniziative, principi etici e obiettivi aziendali. Una quota più ampia, pari al 54%, si sta muovendo per costruire una governance centralizzata. Sul fronte normativo, oltre metà delle imprese ha avviato attività di alfabetizzazione in vista dell’AI Act, ma solo il 15% ha già un progetto strutturato di adeguamento integrato con le altre normative applicabili.

Tra opportunità e rischi globali

Secondo Giovanni Miragliotta, la sfida è ormai di portata globale. “La sostenibilità finanziaria degli investimenti si intreccia con rischi concreti”, come approcci predatori al profitto, espulsione di persone dal mercato del lavoro, disinformazione e forme di sorveglianza sistematica. La crescita dell’intelligenza artificiale, dunque, non è solo una questione tecnologica, ma una scelta che riguarda il modello di sviluppo della società.


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06 Febbraio 2026
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