Dal mito di Troia al viaggio di Ulisse, il Museo del Prado propone un itinerario che attraversa secoli di arte europea e riporta al centro una domanda antica, ma ancora attuale: perché le storie degli eroi continuano a parlarci? In occasione del film The Odyssey di Christopher Nolan, la pinacoteca madrilena ha costruito un percorso audiovisivo dedicato all’immaginario classico, mettendo in relazione dipinti, sculture e disegni delle proprie collezioni.
Il mito come chiave di lettura del presente
La proposta del Prado parte dalle vicende narrate da Omero, ma non si limita a raccontare l’Odissea come semplice avventura del ritorno. Il museo invita il pubblico a osservare il mondo antico come un grande archivio di emozioni, scelte e conflitti: la guerra, il desiderio, la perdita, la sopravvivenza, la nostalgia della casa e la necessità di attraversare l’ignoto.
In questo senso, il viaggio di Ulisse diventa una metafora universale. Non è soltanto il percorso di un eroe che tenta di tornare a Itaca, ma anche il racconto di chi cambia attraversando prove, incontri e deviazioni. Una lettura che permette al pubblico contemporaneo di avvicinarsi ai miti classici senza percepirli come materia distante o scolastica.
Da Troia a Itaca, le immagini di una lunga epopea
Il percorso prende forma a partire dagli episodi che precedono e accompagnano la guerra di Troia. Il giudizio di Paride, il sacrificio di Ifigenia, il ratto di Elena, la distruzione della città e il destino di Enea compongono una sequenza narrativa in cui il mito diventa immagine, teatro e memoria collettiva.
Le opere selezionate dal Prado mostrano quanto la cultura greca e latina abbia continuato a influenzare l’arte europea nei secoli. I grandi maestri non si sono limitati a illustrare racconti antichi, ma li hanno trasformati in scene cariche di tensione, bellezza e significato simbolico. Ogni quadro diventa così una tappa di un viaggio più ampio, nel quale uomini e divinità si osservano, si sfidano e spesso si feriscono.
Rubens, Tintoretto e Velázquez nel racconto degli eroi
Tra i protagonisti dell’itinerario figura Rubens, presente con Achille scoperto da Ulisse e Diomede, opera che richiama uno degli episodi legati alla guerra di Troia e alla chiamata degli eroi al proprio destino. Accanto a lui, Tintoretto restituisce la forza drammatica del Ratto di Elena, uno degli eventi destinati a cambiare il corso della mitologia occidentale.
Il percorso comprende anche Velázquez con La fucina di Vulcano, celebre scena in cui il mondo degli dei incontra quello degli uomini attraverso un episodio sospeso tra stupore, rivelazione e quotidianità. In questo dialogo tra pittura e mito trovano spazio anche Tiziano, José de Ribera, Francisco Collantes e Pierre Guérin, ciascuno con una diversa interpretazione della fragilità e della grandezza dei personaggi antichi.
Canova e la forza simbolica della scultura
Non solo pittura. Il viaggio proposto dal Prado attraversa anche la scultura, con opere che richiamano l’eredità del mondo classico e la sua fortuna nella sensibilità moderna. La presenza di Canova, o dell’ambiente artistico legato alla sua influenza, introduce nel percorso una dimensione più idealizzata e allegorica, dove il mito viene letto attraverso equilibrio, armonia e misura.
Venere, Marte, le figure divine e gli eroi non sono soltanto personaggi di una narrazione remota. Diventano forme attraverso cui l’arte ha cercato di rappresentare passioni, contrasti e aspirazioni umane. È proprio questa capacità di trasformare il racconto antico in immagine universale a rendere ancora vivo il patrimonio mitologico conservato dal museo.
Il mare, il naufragio e il destino
L’Odissea è anche una storia di mare. Per questo il percorso include opere dedicate alla navigazione, al naufragio e all’incertezza del viaggio. Le marine, le coste, le tempeste e le scene di approdo evocano il Mediterraneo come spazio di passaggio, ma anche come luogo di rischio, prova e rinascita.
In questa prospettiva, il mare non è soltanto sfondo narrativo. È una forza che misura il coraggio degli uomini e la loro capacità di resistere. Le immagini dedicate alla sopravvivenza, alla punizione divina e alla fatalità ricordano quanto il viaggio di Ulisse sia costruito su una continua tensione tra libertà e limite, volontà personale e potenze superiori.
Ulisse come simbolo di conoscenza e trasformazione
La figura di Ulisse attraversa idealmente l’intero progetto. Astuto, inquieto, vulnerabile e determinato, l’eroe omerico resta uno dei personaggi più moderni dell’antichità. La sua grandezza non nasce soltanto dalla forza, ma dalla capacità di capire, adattarsi, attendere e scegliere.
Attorno a lui si muovono figure decisive come Polifemo, Circe, Ecuba ed Enea. Sono presenze che allargano il racconto oltre la sola vicenda del ritorno, costruendo un universo fatto di incontri, perdite, trasformazioni e nuove partenze. Il Prado utilizza queste immagini per mostrare come il mito continui a offrire parole e forme alla complessità dell’esperienza umana.
La Bien Querida porta il mito in una nuova dimensione sonora
A rendere più contemporaneo il percorso è il progetto audiovisivo realizzato in collaborazione con la cantautrice spagnola La Bien Querida. La sua canzone Dinamita accompagna il montaggio di dipinti, sculture e disegni, creando un ponte tra le collezioni storiche del museo e un linguaggio musicale vicino alla sensibilità di oggi.
Il risultato è un racconto in cui le immagini antiche non vengono semplicemente spiegate, ma rilette attraverso ritmo, suono e suggestione. La musica diventa una guida emotiva, capace di richiamare temi come desiderio, libertà, trasformazione e identità. Un modo per ricordare che i miti non appartengono solo al passato, ma continuano a cambiare ogni volta che una nuova epoca li interpreta.
Il Prado avvicina i classici ai linguaggi contemporanei
Con questa iniziativa, il Museo del Prado conferma la volontà di raccontare le proprie collezioni anche attraverso strumenti diversi dalla visita tradizionale. Il dialogo tra arte antica, pittura europea, scultura, cinema e musica permette di costruire un accesso più immediato ai miti classici, senza ridurne la profondità.
L’Odissea, in fondo, resta una storia di partenze, errori, ritorni e trasformazioni. Il fatto che il Prado la riproponga attraverso Rubens, Tintoretto, Velázquez, Canova e una voce musicale contemporanea dimostra quanto questi racconti siano ancora capaci di generare nuove letture. Le storie nate nel mondo antico continuano così a viaggiare, come Ulisse, da un tempo all’altro.
30 Luglio 2026
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