La tragedia di Capodanno a Crans-Montana ha lasciato una ferita profonda. Mentre la Svizzera ha commemorato le quaranta giovanissime vittime dell’incendio al bar Le Constellation, tra cui sei ragazzi italiani, una nuova polemica ha riacceso tensioni e indignazione. Al centro della bufera mediatica finisce ancora una volta Charlie Hebdo, con una vignetta che molti giudicano oltre ogni limite.
Una pubblicazione che divide
La cosiddetta “vignetta del giorno”, firmata dal disegnatore Salch, mostra due figure caricaturali impegnate a sciare. A colpire non è solo il tratto grafico, ma soprattutto il testo: “Les brûlés font du ski”, accompagnato dalla scritta “La comédie de l’année”. Un linguaggio che rientra nello stile provocatorio della rivista, ma che in questo caso si scontra con un contesto di lutto ancora vivo.
Il riferimento culturale e la scelta del titolo
Il titolo non nasce dal caso. È una parodia di “Les Bronzés font du ski”, film cult del 1979, noto anche al pubblico italiano. Proprio questo accostamento, tra una commedia leggera e una morte atroce, ha amplificato lo sdegno. Per molti, la satira perde la sua funzione critica quando si sovrappone in modo diretto al dolore reale e recente.
Tempismo e sensibilità collettiva
La pubblicazione è avvenuta nelle stesse ore in cui autorità e familiari ricordavano le vittime a Crans-Montana. Una coincidenza che ha pesato più del contenuto stesso. In simili circostanze, la tempistica diventa parte del messaggio, e per una larga parte dell’opinione pubblica il momento scelto è apparso inaccettabile.
L’ondata di reazioni sui social
Sui social network, in particolare Instagram e X, si sono moltiplicati i commenti di protesta. Molti utenti hanno parlato di una linea oltrepassata, sottolineando come tra quei quaranta nomi ci siano storie di ragazzi che stavano semplicemente festeggiando l’inizio dell’anno. Il messaggio più ricorrente è che la satira non può prescindere dal rispetto del dolore umano.
Precedenti che tornano alla memoria
Non è la prima volta che il settimanale francese affronta eventi tragici con un umorismo estremo. In Italia restano vive le polemiche legate alla vignetta sul terremoto di Amatrice, che paragonava le vittime a un piatto di lasagne, e quella successiva alla valanga di Rigopiano, dove la morte veniva raffigurata sugli sci. Episodi che hanno segnato un solco profondo nel rapporto tra la rivista e una parte del pubblico europeo.
Il silenzio come risposta editoriale
Anche questa volta, dalla redazione parigina non sono arrivate repliche ufficiali. Il cosiddetto “silenzio editoriale” è una scelta già adottata in passato, che evita il confronto diretto ma lascia spazio a interpretazioni e critiche. Una strategia coerente con la linea storica del giornale, ma che non contribuisce a placare le polemiche.
Satira, libertà e limiti
Il caso riapre una domanda antica e mai risolta: fino a che punto la satira può spingersi senza trasformarsi in offesa? La libertà di espressione resta un pilastro fondamentale, ma il confine con l’insulto al dolore collettivo appare sempre più sottile, soprattutto quando le ferite sono ancora aperte.
11 Gennaio 2026
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