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Helmut Schober a Milano, luce e movimento alla Fondazione Mudima

Helmut Schober torna a Milano con una mostra che attraversa cinquant’anni di ricerca tra performance, pittura, luce e colore

Helmut Schober a Milano, luce e movimento alla Fondazione Mudima

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Alla Fondazione Mudima un percorso nell’arte di Helmut Schober, dalle performance degli anni Settanta all’omaggio a Mozart

La luce come materia, energia e strumento per osservare lo spazio accompagna da oltre cinquant’anni la ricerca di Helmut Schober. La Fondazione Mudima di Milano dedica all’artista austriaco la mostra Luce e Movimento - Licht und Bewegung, aperta dal 1° al 30 ottobre 2026 e curata da Dieter Ronte, con il contributo del Forum Austriaco di Cultura.

L’esposizione attraversa differenti momenti della produzione di Schober, dalle esperienze performative degli anni Settanta alla pittura, passando attraverso il tema del vortice e le successive sperimentazioni sul colore. Un percorso che consente di seguire l’evoluzione di un linguaggio nel quale luce e movimento rimangono elementi centrali anche quando cambiano tecniche e forme espressive.

Dalle performance degli anni Settanta alla pittura

Nato a Innsbruck nel 1947, Schober sviluppa negli anni Settanta una ricerca nella quale il corpo entra direttamente in relazione con la luce. Le fotografie delle prime performance documentano azioni in cui l’artista utilizza tubi al neon e superfici riflettenti, trasformando la luce in una presenza fisica capace di ridefinire il rapporto tra figura e spazio.

La Fondazione Mudima aveva già ricostruito questa fase nel 2015 con l’antologica Traccia di luce, presentando lavori realizzati dal 1974 al 2013. Quel percorso evidenziava la continuità tra le esperienze performative iniziali e la successiva ricerca pittorica, nella quale la tela diventa progressivamente il luogo in cui catturare e restituire la luce.

Il vortice e il movimento diventano immagine

Un altro elemento ricorrente nella ricerca di Helmut Schober è il Vortex, il vortice. La forma introduce nella pittura una percezione dinamica e richiama quelle forze della natura che modificano continuamente materia e spazio.

Il movimento non viene quindi rappresentato semplicemente attraverso una figura in azione. È la costruzione stessa dell’immagine a suggerire energia e trasformazione, creando superfici nelle quali forme e colore sembrano sottrarsi a una condizione statica.

Dalla Biennale di Venezia a Documenta VIII

La mostra milanese comprende anche opere legate a due importanti appuntamenti internazionali della carriera di Schober. Figur mit Idol, del 1985, fu presentata alla Biennale di Venezia del 1986, mentre Kampfraum 1, realizzata nel 1986, appartiene alla fase rappresentata a Documenta VIII di Kassel nel 1987.

La partecipazione a queste manifestazioni permette di collocare il lavoro dell’artista nel contesto europeo degli anni Ottanta, periodo nel quale la pittura torna ad assumere un ruolo importante nella sua produzione dopo le precedenti esperienze performative.

Il colore nella ricerca di Helmut Schober

Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta la ricerca pittorica di Schober si concentra sempre più sulla luce attraverso il colore. Alle esperienze monocromatiche seguono lavori nei quali rosso, giallo e blu diventano componenti fondamentali della superficie pittorica.

Nella mostra alla Fondazione Mudima questo percorso è rappresentato anche da opere di grande formato, fino a 300 x 300 centimetri, costruite attraverso i tre colori primari, accanto a dipinti policromi di 120 x 120 centimetri. Dimensioni e colore concorrono così alla percezione della luce come parte integrante dell’opera.

Lo Schwetzinger Zyklus e l’omaggio a Mozart

Un capitolo particolare è rappresentato dallo Schwetzinger Zyklus, realizzato tra il 2004 e il 2005 e presentato al Kunstverein di Schwetzingen nel 2006. Il ciclo nasce come omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart e si inserisce nella ricerca sviluppata da Schober intorno al compositore.

Pittura e disegno cercano in questo caso un rapporto con una forma espressiva immateriale come la musica. Il riferimento a Mozart diventa così occasione per continuare l’indagine su ritmo, luce, colore e movimento attraverso il linguaggio visivo.

Un rapporto con Milano che attraversa diversi decenni

La nuova esposizione prosegue anche il lungo rapporto tra Schober e la Fondazione Mudima. L’archivio della fondazione documenta una sua mostra itinerante già nel 1994, mentre nel 2015 Traccia di luce aveva riunito tele, disegni, fotografie delle performance e sculture.

Nel percorso dell’artista compare inoltre un confronto particolarmente significativo sul tema della luce. Nel 2002 la Bury Art Gallery di Manchester ospitò Turner and Schober - Two Creators of Light, progetto realizzato con la collaborazione della Tate Gallery di Londra che metteva in relazione la sua ricerca con quella di William Turner.

La luce come filo conduttore di cinquant’anni di ricerca

Dalle azioni con i neon alla pittura di grande formato, il percorso presentato a Milano permette di osservare come tecniche differenti siano state utilizzate da Schober per tornare su uno stesso nucleo di ricerca. Corpo, spazio, colore e movimento cambiano nel tempo, mentre la luce rimane il punto attraverso il quale questi elementi entrano in relazione.

Luce e Movimento - Licht und Bewegung è visitabile alla Fondazione Mudima, in via Tadino 26 a Milano, dal 1° al 30 ottobre 2026. L’ingresso è libero, dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Sabato e domenica la fondazione è chiusa.

Fonti
Forum Austriaco di Cultura, Fondazione Mudima


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01 Ottobre 2026
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