PANTA REI, quando l'informazione è libera, gratuita e partecipativa

Torna a precedente

Generazione YOLO, quando il lavoro smette di essere tutta la vita

YOLO non significa rifiutare il lavoro, ma ripensarne il ruolo mentre benessere, tempo e sicurezza diventano nuove priorità

Generazione YOLO, quando il lavoro smette di essere tutta la vita

Condividi

YOLO non significa rifiutare il lavoro, ma ripensarne il ruolo mentre benessere, tempo e sicurezza diventano nuove priorità

Lavorare, costruire una carriera, guadagnare. Sì, ma non necessariamente sacrificando tutto il resto. Dietro l’espressione YOLO, acronimo di You Only Live Once, “si vive una volta sola”, si riconosce un cambiamento nel modo in cui una parte di Gen Z e Millennials guarda al lavoro. Non una nuova generazione in senso anagrafico, quanto una diversa gerarchia delle priorità, nella quale tempo, benessere e qualità della vita acquistano maggiore importanza.

L’espressione YOLO Economy entrò nel dibattito sul lavoro nel 2021, quando il giornalista del New York Times Kevin Roose la utilizzò per raccontare professionisti statunitensi pronti a lasciare impieghi sicuri dopo l’esperienza della pandemia. A distanza di alcuni anni, il contesto è cambiato e il fenomeno assume caratteristiche differenti nei diversi Paesi.

YOLO e lavoro, dalla carriera all’equilibrio personale

L’idea di fondo non coincide semplicemente con il lavorare meno. Riguarda piuttosto il peso attribuito al lavoro rispetto agli altri elementi della vita. La carriera continua a essere importante, ma perde parte della sua tradizionale capacità di definire da sola successo e identità personale.

La Gen Z and Millennial Survey 2026 di Deloitte, condotta globalmente su oltre 22.000 giovani in 44 Paesi, mostra questa trasformazione anche in Italia. Per Gen Z e Millennials italiani il principale obiettivo professionale resta infatti un buon equilibrio tra vita e lavoro.

Il 76% degli appartenenti alla Gen Z intervistati si dichiara interessato ad assumere ruoli di leadership durante la propria carriera, ma appena il 9% considera questo traguardo il proprio obiettivo professionale principale. Tra i Millennials le percentuali sono rispettivamente del 68% e dell’8%.

In Italia il fattore economico cambia il significato di YOLO

Il fenomeno assume però un significato diverso quando viene osservato nel contesto italiano. Nell’approfondimento pubblicato da ANSA, la sociologa Milena Gammaitoni, professoressa dell’Università Roma Tre, sottolinea proprio la distanza tra l’esperienza statunitense e quella europea e italiana.

Negli Stati Uniti l’origine della YOLO Economy era associata anche a professionisti con redditi elevati che sceglievano di lasciare un impiego stabile per cercare maggiore qualità della vita. In Italia la relazione tra giovani e lavoro deve invece confrontarsi con condizioni economiche e occupazionali differenti.

I dati Deloitte 2026 aiutano a misurare questa pressione. Il 59% della Gen Z italiana intervistata e il 57% dei Millennials dichiara di vivere “di stipendio in stipendio”. Il 55% dei primi e il 49% dei secondi si considera finanziariamente insicuro.

Casa e futuro pesano sulle scelte dei giovani

Il costo della vita è indicato dal 40% sia della Gen Z sia dei Millennials italiani come principale preoccupazione economica e sociale. Più della metà dei giovani della Gen Z, il 56%, dichiara inoltre di non potersi permettere una casa.

Le difficoltà economiche finiscono così per modificare anche decisioni che vanno oltre il lavoro. Il 56% della Gen Z e il 51% dei Millennials afferma di avere rinviato scelte importanti a causa della propria situazione finanziaria. Per il 77% della Gen Z italiana il costo dell’abitazione influenza persino le decisioni professionali.

In questo scenario, il principio “si vive una volta sola” può assumere un significato diverso dall’idea di spendere tutto, lasciare il lavoro o inseguire impulsivamente nuove esperienze. Può diventare anche la ricerca di un presente sostenibile quando la sicurezza futura appare più difficile da costruire.

Il mercato del lavoro italiano resta un elemento decisivo

Anche i dati europei aiutano a comprendere il contesto. Secondo Eurostat, nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani tra 20 e 34 anni che avevano recentemente completato gli studi era dell’83% nell’Unione Europea.

In Italia si fermava al 71,8%, davanti soltanto alla Grecia tra i Paesi indicati da Eurostat con i valori più bassi. Considerando invece l’intera fascia tra 20 e 29 anni, il tasso di occupazione italiano nel 2025 era del 47,6%, il più basso dell’Unione Europea.

Il progetto di ricerca GENWORK dell’Università degli Studi di Milano studia proprio il rapporto tra generazioni, identità e futuro del lavoro nel contesto italiano. Responsabile scientifico è il sociologo Alessandro Gandini, che nell’approfondimento ANSA interpreta l’atteggiamento di parte dei giovani come una relazione più strumentale con il lavoro, orientata maggiormente all’equilibrio nel presente.

Il lavoro rimane importante, ma non basta più

Descrivere questo cambiamento come un semplice rifiuto del lavoro rischierebbe però di essere fuorviante. Le indagini disponibili raccontano una situazione più articolata.

Deloitte rileva contemporaneamente interesse per la carriera, attenzione alla formazione e ricerca dell’equilibrio personale. Gen Z e Millennials continuano a considerare importante il lavoro, ma chiedono che conviva con benessere, relazioni e possibilità di sviluppare nuove competenze.

Lo stesso utilizzo dell’intelligenza artificiale mostra una generazione tutt’altro che disinteressata alle trasformazioni professionali. In Italia il 65% della Gen Z e il 69% dei Millennials intervistati da Deloitte dichiara di utilizzare quotidianamente strumenti di IA sul lavoro, mentre circa un terzo considera prioritaria l’acquisizione di competenze specifiche in questo campo.

Una diversa idea di successo professionale

La cosiddetta Generazione YOLO racconta quindi soprattutto una trasformazione culturale. Lavorare e crescere professionalmente continuano ad avere valore, ma carriera e stabilità non rappresentano necessariamente gli unici parametri attraverso cui misurare una vita riuscita.

Nel contesto italiano questa trasformazione si intreccia inoltre con problemi molto concreti, dal costo della casa alla sicurezza economica e alle opportunità occupazionali. Il risultato è un rapporto con il lavoro nel quale la domanda non sembra più essere soltanto quanto si possa ottenere domani attraverso i sacrifici di oggi, ma quale spazio il lavoro debba occupare nella vita presente.

Fonti
ANSA, Deloitte, Eurostat, Università degli Studi di Milano


Condividi

30 Settembre 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?dettagli=generazione-yolo&key=1790760099
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.

PANTA-REI, l'informazione libera, gratuita e partecipativa

editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la
icoe, centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.

Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo


PANTA-REI canale WhatsApp

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...

__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione

L'EDITORIALE
libero, gratuito e partecipativo

Precedente

Ogni giorno selezioniamo, verifichiamo e raccontiamo. Perché l'informazione di qualità è essa stessa un atto di cultura.
www.icoe.it
www.panta-rei.it
LANGUAGE

Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)

PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giosué Carducci, 10 - 00187 Roma
+39.06.5654.8962
centrostudi@icoe.it
Messaggio WhatsApp

© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit grippi associati ICT