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Fumarola rilancia le priorità della Cisl tra lavoro, salari ed ex Ilva

Daniela Fumarola indica le priorità della Cisl tra Taranto, occupazione stabile, salari e nuova intesa sulla rappresentanza

Fumarola rilancia le priorità della Cisl tra lavoro, salari ed ex Ilva

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La Cisl rilancia le sue proposte su ex Ilva, salari, giovani e fisco chiedendo più qualità del lavoro e tutela dei redditi

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali incoraggianti, ma per la Cisl la partita decisiva riguarda ora la qualità dell’occupazione, la tenuta industriale del Paese e il recupero del potere d’acquisto delle famiglie. In un’intervista all’Agi, la segretaria generale Daniela Fumarola ha indicato le priorità che il sindacato intende portare nel confronto con il governo, soffermandosi in particolare sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, sulla prossima manovra economica, sui salari e sul tema della rappresentanza.

Dal lavoro agricolo alla guida della Cisl

La visione di Fumarola nasce da un percorso sindacale iniziato molto prima dell’attuale incarico. La sua esperienza è partita dal mondo dei braccianti agricoli, un settore nel quale ha potuto osservare da vicino problemi come caporalato, sottosalario e fragilità contrattuale.

Questa esperienza ha contribuito a consolidare una convinzione che continua a orientare la sua azione sindacale, ovvero che dietro ogni dato economico esistono condizioni concrete di vita, famiglie, imprese e territori. Per la Cisl, quindi, crescita e occupazione acquistano pieno significato solo quando riescono a tradursi in stabilità, sicurezza e prospettive reali.

Ex Ilva, una crisi che non può diventare un nuovo caso Bagnoli

Tra i dossier più complessi resta quello dell’ex Ilva di Taranto, una vertenza che accompagna il dibattito industriale italiano da oltre un decennio. Fumarola ha richiamato la necessità di evitare una contrapposizione permanente tra tutela dell’occupazione e protezione della salute e dell’ambiente.

La linea indicata dalla Cisl parte dalla possibilità di tenere insieme più diritti, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e continuità industriale. Secondo il sindacato, l’acciaio continua infatti a rappresentare una produzione strategica per il sistema economico nazionale e il futuro dello stabilimento deve essere affrontato con una visione di lungo periodo.

L’obiettivo è impedire che Taranto conosca un progressivo declino industriale simile a quello già osservato in altre grandi aree produttive italiane. Da qui il richiamo evocativo a Bagnoli, utilizzato per sottolineare il rischio di perdere definitivamente un patrimonio industriale senza aver costruito un’alternativa economica e occupazionale adeguata.

Per Taranto servono investimenti e una presenza chiara dello Stato

Il tema centrale riguarda la trasformazione ambientale dello stabilimento. Per Fumarola l’ambientalizzazione non rappresenta soltanto un obiettivo teorico, ma una strada ancora percorribile a condizione che vengano individuate risorse adeguate e soggetti industriali capaci di gestire un impianto così complesso.

In questo processo, secondo la Cisl, lo Stato non può limitarsi a osservare. È necessario un ruolo pubblico forte nella definizione della strategia, nel coordinamento degli interventi e, qualora fosse necessario, anche attraverso una partecipazione più diretta.

Particolare attenzione viene inoltre riservata alla scelta del futuro soggetto industriale. Per il sindacato è fondamentale che il destino dell’impianto venga affidato a operatori realmente interessati allo sviluppo della produzione e non a strategie industriali estranee alla salvaguardia dello stabilimento e dell’occupazione.

Più occupazione non basta se il lavoro resta fragile

I dati sull’occupazione vengono valutati positivamente dalla segretaria della Cisl, ma la crescita numerica degli occupati non viene considerata sufficiente. Il nodo riguarda soprattutto il tipo di lavoro che si crea.

La priorità, secondo Fumarola, deve essere quella di favorire occupazione stabile, ben contrattualizzata e sicura, con maggiori opportunità soprattutto per giovani e donne. La questione occupazionale diventa così anche una questione sociale, perché la precarietà continua a incidere sulla capacità delle persone di programmare il proprio futuro.

Giovani e lavoro, non basta più avere un impiego

Il tema dei giovani occupa una parte importante delle riflessioni della segretaria generale. La crescente mobilità verso l’estero viene letta anche come conseguenza di un mercato del lavoro che spesso fatica a offrire condizioni competitive rispetto ad altri Paesi.

Le nuove generazioni, osserva Fumarola, sembrano attribuire al lavoro un significato più ampio rispetto al passato. Stabilità economica, possibilità di crescita professionale, qualità dell’ambiente lavorativo, welfare e conciliazione con la vita personale stanno diventando elementi sempre più importanti.

Il lavoro, quindi, non viene più considerato soltanto come una fonte di reddito, ma come uno degli elementi intorno ai quali costruire un progetto di vita. Una trasformazione culturale che, secondo la Cisl, dovrebbe essere tenuta in maggiore considerazione sia dalla politica sia dalle imprese.

Le proposte della Cisl per salari e potere d’acquisto

Sul fronte economico, il sindacato guarda alla prossima legge di bilancio chiedendo interventi capaci di rafforzare il reddito disponibile delle famiglie. Tra le proposte indicate figurano la defiscalizzazione delle tredicesime, un ampliamento della quattordicesima e l’estensione del secondo scaglione Irpef fino ai redditi di 60 mila euro.

Per Fumarola il tema dei salari resta una delle principali emergenze da affrontare. Inflazione e aumento del costo della vita hanno infatti ridotto negli ultimi anni la capacità di spesa di molte famiglie, rendendo necessario un intervento che coinvolga contemporaneamente contrattazione, fiscalità e politiche economiche.

Salario minimo e centralità della contrattazione

Sul salario minimo la Cisl mantiene una posizione distinta rispetto a chi propone l’introduzione di una soglia definita esclusivamente per legge. Il sindacato continua a sostenere il principio del salario minimo contrattuale, affidando alla contrattazione collettiva e alle organizzazioni maggiormente rappresentative il compito di garantire trattamenti economici adeguati.

La questione non riguarda soltanto il livello delle retribuzioni. Per Fumarola è necessario intervenire anche contro quei contratti sottoscritti da organizzazioni poco rappresentative che producono condizioni peggiori per i lavoratori e distorsioni concorrenziali per le imprese.

Cgil, Cisl e Uil cercano un’intesa sulla rappresentanza

Un altro terreno sul quale le tre principali confederazioni stanno lavorando riguarda la misurazione della rappresentanza sindacale. Cisl, Cgil e Uil hanno individuato alcuni principi comuni basati sul numero degli iscritti e sui risultati delle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie.

Il confronto comprende però anche aspetti più ampi, dalla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro alla formazione, fino alla partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.

Fumarola non nasconde le differenze culturali e storiche tra le tre organizzazioni sindacali, ma ritiene possibile costruire convergenze concrete. “Quello che ci deve unire con Cgil e Uil non devono essere slogan ma devono essere scelte di merito”, ha spiegato.

L’obiettivo è fermare la contrattazione pirata

Il confronto sulla rappresentanza coinvolge anche le associazioni datoriali e punta a definire criteri condivisi in grado di rendere più trasparente il sistema della contrattazione.

L’obiettivo dichiarato dalla Cisl è arrivare a un accordo capace di contrastare la cosiddetta contrattazione pirata, fenomeno che produce effetti negativi sia sul lavoro sia sulla concorrenza tra imprese. Il sindacato auspica che il negoziato possa arrivare a una conclusione entro settembre.

Il messaggio che emerge dall’intervista di Fumarola è quindi quello di un sindacato che intende concentrare il confronto sui problemi concreti, evitando che l’avvicinarsi delle scadenze elettorali trasformi il dibattito sociale in una semplice contrapposizione politica. Lavoro, salari, industria e rappresentanza restano, nella prospettiva della Cisl, i dossier sui quali misurare la capacità del Paese di trasformare la crescita economica in sviluppo stabile e inclusivo.

Luigi Canali


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15 Settembre 2026 © Luigi Canali
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