I farmaci dimagranti a base di agonisti del GLP-1 hanno cambiato il modo di affrontare l’obesità, offrendo risultati rapidi e visibili. Tuttavia, quando il trattamento viene interrotto, il corpo sembra reagire con sorprendente velocità. I dati più recenti mostrano che il peso perso tende a tornare nel giro di pochi anni, spesso più rapidamente rispetto ad altri percorsi di dimagrimento.
Come funzionano i farmaci GLP-1
I farmaci anti obesità più noti, come semaglutide e tirzepatide, appartengono alla classe degli agonisti del GLP-1. Nati inizialmente per il trattamento del diabete, agiscono imitando un ormone naturale che aumenta il senso di sazietà e riduce l’appetito. Questo meccanismo permette una perdita di peso significativa durante il periodo di assunzione, spesso senza modifiche drastiche dello stile di vita.
Lo studio che analizza il dopo terapia
Una ricerca condotta dall’Università di Oxford e pubblicata sul BMJ ha preso in esame 37 studi sui farmaci per la perdita di peso, coinvolgendo oltre 9.000 partecipanti. La durata media del trattamento è stata di circa 39 settimane, seguita da un periodo di osservazione di poco superiore ai sette mesi. L’obiettivo non era valutare quanto peso si perde, ma cosa accade una volta sospesa la terapia.
In quanto tempo si recupera il peso perso
I risultati mostrano che, dopo l’interruzione dei farmaci, il peso tende a tornare rapidamente. In media, i partecipanti hanno ripreso circa 0,4 kg al mese, arrivando al peso iniziale in circa 1,7 anni. Durante il trattamento avevano perso mediamente 8,3 kg, ma già nel primo anno dalla sospensione ne avevano recuperati quasi cinque.
Un confronto con diete e attività fisica
Un dato particolarmente rilevante riguarda la velocità di recupero del peso. Rispetto ai programmi comportamentali, come diete strutturate o piani di attività fisica, la ripresa è risultata quasi quattro volte più rapida. Questo avviene indipendentemente dalla quantità di peso persa inizialmente, suggerendo che il corpo reagisce in modo specifico alla sospensione del farmaco.
Perché il peso torna così in fretta
Secondo il dottor Sam West del Dipartimento di Scienze della Salute Primaria di Nuffield a Oxford, il fenomeno non indica un fallimento dei farmaci. “Questi trattamenti stanno cambiando il modo in cui affrontiamo l’obesità e possono portare a risultati importanti”, spiega. Tuttavia, una volta interrotti, l’organismo tende a tornare rapidamente ai meccanismi precedenti, riflettendo la natura cronica e recidivante dell’obesità.
Benefici che svaniscono nel tempo
Oltre alla perdita di peso, studi precedenti avevano mostrato benefici collaterali, come il miglioramento della pressione sanguigna e del colesterolo. La ricerca di Oxford indica però che anche questi effetti tendono a ridursi entro circa 1,4 anni dalla sospensione del trattamento, rafforzando l’idea che l’uso a breve termine non sia sufficiente.
Farmaci sì, ma con una strategia a lungo termine
Nel Regno Unito, farmaci come Wegovy possono essere prescritti dal Servizio Sanitario Nazionale per un massimo di due anni, mentre per Mounjaro non esiste ancora un limite definito. I dati suggeriscono però che, senza una strategia di gestione del peso nel lungo periodo e un forte investimento sulla prevenzione, la sospensione dei farmaci rischia di vanificare gran parte dei risultati ottenuti.
08 Gennaio 2026
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