Per oltre mezzo milione di studenti l’esame finale non è più solo una formalità. La Maturità 2026 segna un cambio di passo netto, non solo nelle materie scelte per le prove, ma soprattutto nell’idea di valutazione che torna al centro del percorso scolastico. Un esame che recupera il suo nome storico e prova a misurare conoscenze, responsabilità e maturità personale.
Il ritorno alle discipline identitarie
La scelta delle materie per la seconda prova scritta segue una linea chiara: ogni indirizzo viene valutato sui suoi pilastri. Al Liceo Classico il Latino torna a essere il banco di prova principale, mentre al Liceo Scientifico è la Matematica a misurare capacità logiche e metodo. Non una sorpresa, ma una dichiarazione d’intenti: l’esame torna a interrogare ciò che definisce davvero un percorso di studi.
Licei e tecnici, competenze prima di tutto
Negli altri licei la seconda prova è costruita attorno alla specificità dell’indirizzo. Dalle Lingue straniere del Linguistico alle Scienze umane, fino alle discipline artistiche, musicali e coreutiche, l’obiettivo è verificare competenze strutturate, non nozioni isolate.
Negli Istituti tecnici il legame con il profilo professionale è ancora più esplicito. Economia aziendale, Discipline turistiche, Sistemi e reti o Produzioni vegetali diventano strumenti per valutare preparazione concreta e capacità applicative, coerenti con il futuro formativo o lavorativo degli studenti.
Un orale che non si può evitare
La vera svolta, però, è il colloquio. L’orale diventa obbligatorio, e non sostenere la prova significa non superare l’esame. Una scelta che restituisce centralità al confronto diretto e che punta a superare l’idea di un esame “automatico”.
Secondo il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’obiettivo è chiaro: “riscoprire il valore della maturità” e valutare lo studente nella sua interezza, non solo attraverso le prove scritte.
Quattro discipline, ma una sola valutazione complessiva
Il colloquio si articola su quattro discipline e non si limita a verificare singole conoscenze. Conta la capacità di collegare i saperi, argomentare in modo critico e dimostrare consapevolezza del proprio percorso. Entrano in gioco anche il Curriculum dello studente, le esperienze di scuola-lavoro e le competenze di Educazione civica, in un’ottica che guarda allo sviluppo complessivo della persona.
Responsabilità e comportamento incidono sul risultato
Un altro segnale forte riguarda il comportamento. Il voto in condotta non è più un elemento marginale: una valutazione pari a sei decimi comporta la discussione di un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale. Un modo per legare rendimento scolastico e responsabilità personale, senza separarli.
Addio al documento, meno stress e più chiarezza
Scompare la discussione del documento, ritenuta fonte di “inutile apprensione”. Niente più collegamenti forzati o casuali: l’orale punta ora su valutazioni disciplinari più chiare e meno imprevedibili. Una scelta che riduce lo stress e rende il colloquio più leggibile anche sul piano della valutazione.
Una Maturità che torna a fare selezione
Con commissioni miste, presidente esterno e un nuovo equilibrio tra prove scritte e orali, la Maturità 2026 prova a recuperare credibilità. Non un ritorno al passato, ma un tentativo di rendere l’esame finale uno strumento serio di valutazione, capace di distinguere percorsi, impegno e crescita personale.
31 Gennaio 2026
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