PANTA REI, quando l'informazione è libera, gratuita e partecipativa

Torna a precedente

Italia e Venezuela, scambi in crescita ma con un equilibrio ancora fragile

L’interscambio Italia Venezuela cresce, ma resta sbilanciato e con un ruolo italiano ancora marginale

Italia e Venezuela, scambi in crescita ma con un equilibrio ancora fragile

Condividi

Export italiano in calo nel 2025, mentre aumentano le importazioni dal Venezuela

I rapporti commerciali tra Italia e Venezuela non hanno mai raggiunto volumi particolarmente elevati, ma negli ultimi anni mostrano segnali di movimento. La crescita dell’interscambio, accompagnata però da una forte asimmetria tra import ed export, racconta una relazione economica che si sta riattivando senza aver ancora trovato un vero equilibrio strutturale.

Un interscambio che riparte ma resta limitato

Nel 2024 il valore complessivo degli scambi tra Italia e Venezuela ha toccato i 464 milioni di euro, segnando un aumento significativo rispetto all’anno precedente. Un dato che indica una ripresa evidente, pur restando contenuto se confrontato con altri partner internazionali. La dinamica, tuttavia, è sbilanciata: Caracas vende più di quanto acquisti, determinando un saldo commerciale negativo per l’Italia.

Il disavanzo commerciale italiano

Sempre nel 2024, le esportazioni italiane verso il Venezuela si attestano a 179 milioni di euro, mentre le importazioni raggiungono i 285 milioni. Il risultato è un disavanzo di oltre 100 milioni di euro, che evidenzia come la relazione commerciale favorisca, almeno sul piano dei volumi, il paese sudamericano. Una situazione che riflette la diversa struttura produttiva dei due sistemi economici.

Il rallentamento dell’export nel 2025

I dati parziali del 2025 mostrano un cambio di ritmo. Nel periodo gennaio-luglio, l’export italiano scende a 73 milioni di euro, contro i 113 milioni registrati nello stesso arco temporale dell’anno precedente. Una flessione marcata, pari a -35,8%, che contrasta con l’aumento delle importazioni dal Venezuela, cresciute di oltre il 10%. Un segnale che rafforza l’asimmetria già presente.

Cosa vende l’Italia al Venezuela

Analizzando la composizione dell’export italiano emerge un quadro piuttosto definito. Il Venezuela acquista dall’Italia sia beni di consumo sia, soprattutto, prodotti funzionali al funzionamento di impianti e filiere produttive. In testa figurano alimentari, bevande e tabacco, seguiti da macchinari e apparecchiature industriali. Completano il paniere prodotti manifatturieri, chimica, metalli e una quota più ridotta di mezzi di trasporto.

Una domanda venezuelana a due velocità

La domanda proveniente da Caracas può essere definita “bifronte”. Da un lato c’è una richiesta costante di prodotti alimentari, favorita anche dalla storica presenza del made in Italy nella distribuzione locale. Dall’altro lato emergono bisogni legati alla produzione, come macchinari e input industriali, settori in cui l’Italia esprime tradizionalmente competenze riconosciute a livello internazionale.

Il ruolo competitivo dell’Italia resta marginale

Nonostante queste specializzazioni, l’Italia rimane un attore secondario nel mercato venezuelano. Nel 2025 risulta il dodicesimo fornitore del Paese, con una quota di mercato intorno all’1%, in calo rispetto all’1,4% del 2024. Un dato che suggerisce margini di crescita, ma anche la necessità di strategie più mirate per rafforzare la presenza italiana in un contesto competitivo complesso.


Condividi

08 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?dettagli=economia-italia-venezuela&key=1767876909
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.

PANTA-REI, l'informazione libera, gratuita e partecipativa

editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la
icoe, centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.

Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo


PANTA-REI canale WhatsApp

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...

L'EDITORIALE
libero, gratuito e partecipativo

Precedente

L'editoriale libero, gratuito e partecipativo
www.panta-rei.it
LANGUAGE

Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)

PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
__
redazione
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp

© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™