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Dieci anni senza Giulio, memoria, giustizia e una ferita ancora aperta

A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, la richiesta di verità e giustizia resta una ferita aperta per l’Italia

Dieci anni senza Giulio, memoria, giustizia e una ferita ancora aperta

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Memoria, diritti umani e responsabilità, perché il caso Regeni continua a interrogare la coscienza collettiva

L’anniversario della morte di Giulio Regeni non è una semplice ricorrenza. A dieci anni dal rapimento e dall’uccisione del giovane ricercatore italiano, quella vicenda continua a interrogare la coscienza collettiva, il senso della giustizia e il valore dei diritti fondamentali. Non si tratta solo di ricordare, ma di comprendere perché questa storia resti ancora irrisolta.

Una ricerca universitaria diventata tragedia

Il 25 gennaio 2016 Giulio Regeni si trovava a Il Cairo per svolgere una ricerca sui sindacati egiziani, nell’ambito di un dottorato all’Università di Cambridge. Un lavoro accademico, legittimo e pubblico, che si è trasformato nel punto di partenza di una vicenda drammatica. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, il corpo del giovane, torturato e ucciso a soli 28 anni, è stato ritrovato lungo l’autostrada per Alessandria.

Dieci anni di silenzi, ostacoli e depistaggi

Da allora sono trascorsi dieci anni segnati da silenzi istituzionali, ricostruzioni contraddittorie e ostacoli giudiziari. La richiesta di verità avanzata dalla famiglia Regeni ha spesso incontrato un muro, alimentando la percezione di una giustizia sospesa. Nonostante questo, la vicenda non è mai scomparsa dal dibattito pubblico, diventando un simbolo delle difficoltà nel difendere i diritti umani quando entrano in gioco equilibri politici e diplomatici.

Un impegno che dalla famiglia diventa collettivo

In questo decennio, la battaglia dei genitori di Giulio Regeni ha superato la dimensione privata, trasformandosi in un impegno condiviso dalla società civile. Manifestazioni, iniziative culturali e prese di posizione pubbliche hanno tenuto viva l’attenzione su una storia che non riguarda solo una famiglia, ma l’intero Paese. La loro determinazione è diventata un riferimento per chi chiede trasparenza e responsabilità.

Le parole del padre, una tappa e non un traguardo

Nel corso dell’evento “Parole, immagini e musica per Giulio”, tenutosi a Fiumicello Villa Vicentina, il padre Claudio Regeni ha ricordato che “dieci anni sono solo una tappa”. Un percorso che non si arresta e che guarda al processo e alle decisioni della Corte costituzionale come passaggi fondamentali. Giulio, ha spiegato, rappresenta una generazione di giovani aperti al mondo, curiosi, attenti alle condizioni degli altri, anche oltre i confini nazionali.

Il richiamo del presidente della Repubblica

Nel messaggio inviato in occasione della commemorazione, Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ha definito quella di Giulio una vita “ignobilmente spezzata”, ribadendo che verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi. Il capo dello Stato ha sottolineato come il rapimento e l’uccisione del ricercatore restino una ferita aperta per l’intera comunità nazionale e ha indicato nei genitori un esempio ammirevole di coraggio e determinazione nella ricerca della verità.

Cultura e memoria, il docufilm come atto civile

Nel giorno dell’anniversario è uscito il docufilm “Tutto il male del mondo”, dedicato alla vicenda di Giulio Regeni. Un lavoro che insiste nel porre domande rimaste senza risposta sul rapimento e sull’omicidio. La proiezione in anteprima a Fiumicello Villa Vicentina assume un valore simbolico forte, perché la cultura diventa strumento di memoria attiva e richiesta di verità.

La collaborazione internazionale come banco di prova

Nel suo messaggio, Sergio Mattarella ha ribadito che la piena collaborazione delle autorità egiziane rappresenta ancora oggi un banco di prova decisivo. Non solo per accertare le responsabilità, ma per difendere i principi fondanti dell’ordinamento costituzionale e delle relazioni internazionali. Onorare la memoria di Giulio Regeni significa, prima di tutto, fare piena luce sulle circostanze e sulle responsabilità che hanno segnato il suo tragico destino.

Luigi Canali


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26 Gennaio 2026 © Luigi Canali
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