PANTA REI, quando l'informazione è libera, gratuita e partecipativa

Torna a precedente

Dazi, Groenlandia e alleanze sotto pressione

Otto paesi europei rispondono uniti alle minacce di dazi Usa e difendono sovranità e relazioni transatlantiche

Dazi, Groenlandia e alleanze sotto pressione

Condividi

Groenlandia, dazi e Nato, l’Europa avverte del rischio di una spirale pericolosa nelle relazioni con Washington

Le tensioni tra Stati Uniti ed Europa tornano a salire, questa volta attorno a una combinazione delicata di dazi commerciali, sicurezza artica e sovranità territoriale. Le minacce del presidente americano Donald Trump hanno innescato una reazione compatta da parte di diversi paesi europei, che parlano apertamente del rischio di una spirale pericolosa nelle relazioni transatlantiche.

Otto paesi europei scelgono la linea comune

Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia hanno deciso di presentarsi uniti. In una dichiarazione congiunta, gli otto governi sottolineano come le minacce tariffarie non siano solo uno strumento economico, ma un fattore destabilizzante per i rapporti politici e strategici tra alleati storici. Il messaggio è chiaro: la risposta sarà coordinata e improntata alla difesa della propria sovranità.

Groenlandia, solidarietà e sicurezza artica

Al centro della crisi c’è anche la Groenlandia, territorio autonomo sotto la sovranità del Regno di Danimarca. Le parole di Trump sull’ipotesi di un’annessione hanno spinto gli otto paesi a esprimere solidarietà al popolo groenlandese. Come membri della Nato, ribadiscono l’impegno a rafforzare la sicurezza artica, definita un interesse condiviso dell’area transatlantica, non una posta di scambio commerciale.

L’Unione Europea e il tema della reazione

Sul piano istituzionale, l’attenzione si concentra sull’Unione Europea e sui suoi strumenti di difesa economica. Il primo ministro irlandese Micheál Martin ha riconosciuto che il ritmo dello scontro è aumentato rapidamente e che, se i dazi venissero effettivamente imposti, l’Europa sarebbe costretta a reagire. Tuttavia, l’uso dello strumento anti-coercizione viene considerato, almeno per ora, una scelta prematura, segno di quanto la situazione resti fluida e potenzialmente esplosiva.

La dura presa di posizione dell’industria tedesca

Particolarmente forte è stata la reazione dell’industria tedesca. Le associazioni imprenditoriali hanno criticato l’idea di collegare obiettivi politici controversi a sanzioni economiche, definendo questa strategia inaccettabile. Secondo i rappresentanti del settore, cedere alle pressioni americane significherebbe aprire la porta a richieste sempre più estreme, trasformando i dazi in uno strumento di ricatto permanente.

Le critiche dagli Stati Uniti

Le contestazioni non arrivano solo dall’Europa. Il senatore democratico Mark Kelly, ex pilota della Marina statunitense, ha attaccato apertamente Trump, sostenendo che l’uso dei dazi per ottenere territori porterebbe gli americani a pagare di più per qualcosa di cui non hanno bisogno. Kelly ha inoltre messo in guardia sul danno alla reputazione internazionale degli Stati Uniti, parlando di un isolamento crescente e di un indebolimento della sicurezza globale.

Tra economia e geopolitica, un equilibrio fragile

Questa vicenda mostra come commercio, sicurezza e politica estera siano sempre più intrecciati. I dazi, nati come strumento economico, diventano leve geopolitiche; i territori strategici, come la Groenlandia, si trasformano in simboli di un confronto più ampio. In questo contesto, l’unità europea appare come un tentativo di arginare una deriva che rischia di compromettere equilibri costruiti in decenni di cooperazione.


Condividi

19 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?dettagli=dazi-groenlandia-sotto-pressione&key=1768823657
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.

PANTA-REI, l'informazione libera, gratuita e partecipativa

editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la
icoe, centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.

Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo


PANTA-REI canale WhatsApp

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...

L'EDITORIALE
libero, gratuito e partecipativo

Precedente

L'editoriale libero, gratuito e partecipativo
www.panta-rei.it
LANGUAGE

Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)

PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp

© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™