Il 24 ottobre 2026 circa 10.000 persone hanno partecipato a Castel Volturno, in provincia di Caserta, alla manifestazione nazionale contro la realizzazione di un nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (CPR). Il dato, riferito da fonti della Questura, accompagna una mobilitazione che ha riunito comunità migranti, cittadini, organizzazioni sociali, sindacati, rappresentanti della Chiesa e istituzioni locali. Al centro della protesta, la richiesta di riconsiderare il progetto governativo e destinare maggiori risorse ai bisogni del territorio.
Una manifestazione che riunisce comunità e istituzioni
Il corteo è partito dal Centro Fernandes, struttura di accoglienza e assistenza ai migranti, per attraversare la via Domiziana e raggiungere il centro cittadino. Alla manifestazione hanno aderito numerose organizzazioni, tra cui Libera, Arci, Legambiente, Cgil e Uil, insieme a realtà impegnate nell’assistenza sociale e nella tutela dei diritti. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero stati quasi 20.000, una stima superiore a quella comunicata dalla Questura.
La Chiesa chiede al governo di riconsiderare il progetto
Tra i protagonisti della mobilitazione figurano il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, e Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta. La partecipazione di numerosi esponenti ecclesiastici ha evidenziato la posizione critica di una parte significativa della Chiesa nei confronti dei CPR. Battaglia ha invitato il governo a fermarsi e ad ascoltare le comunità locali, indicando nelle disuguaglianze sociali e nella criminalità organizzata alcune delle principali emergenze del territorio.
Un centro da 120 posti e un investimento pubblico di 43 milioni
Il progetto prevede la costruzione di una struttura da 120 posti in località La Piana. L’intervento era stato posto a gara per circa 43,3 milioni di euro, mentre l’aggiudicazione comunicata il 20 ottobre ha portato il valore contrattuale a circa 31,3 milioni. La procedura, gestita da Invitalia per conto del Ministero dell’Interno, si è quindi conclusa prima della manifestazione. Il governo intende realizzare il centro nell’ambito delle proprie politiche di gestione dei rimpatri.
Sicurezza e immigrazione al centro del confronto politico
La realizzazione del CPR ha aperto un confronto tra differenti interpretazioni delle esigenze di sicurezza e gestione dell’immigrazione. Per i sostenitori della struttura, i centri per i rimpatri rappresentano uno strumento per trattenere temporaneamente, nei casi previsti dalla legge, cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione in attesa del rimpatrio. Le associazioni contrarie contestano invece il ricorso alla detenzione amministrativa e chiedono di rafforzare i percorsi di regolarizzazione, tutela dei diritti e integrazione sociale.
Le difficoltà sociali ed economiche di Castel Volturno
La protesta richiama anche le condizioni di un territorio caratterizzato da una consistente presenza di lavoratori stranieri e da problemi di sfruttamento lavorativo, irregolarità contrattuale e carenza di servizi. Le organizzazioni promotrici chiedono interventi per l’accesso all’abitazione, la sanità, la scuola, i trasporti e la tutela ambientale. Il dibattito riguarda quindi anche le priorità degli investimenti pubblici e le possibilità di sviluppo di un’area che affronta da anni importanti difficoltà sociali.
La memoria delle vittime della camorra
Durante la mobilitazione è stato ricordato anche l’eccidio del 19 settembre 2008, quando sei immigrati furono assassinati dalla camorra a Castel Volturno. Il richiamo a quella tragedia ha collegato la manifestazione alle iniziative locali contro la criminalità organizzata e lo sfruttamento. Tra le richieste avanzate dagli esponenti della Chiesa figura inoltre la valorizzazione dei luoghi della memoria, attraverso iniziative educative e sociali rivolte alla comunità.
La Regione Campania conferma la propria contrarietà
Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha espresso una netta opposizione alla costruzione del centro. Secondo il presidente, Castel Volturno necessita soprattutto di investimenti capaci di favorire il recupero del territorio e lo sviluppo economico e sociale. Le posizioni della Regione si affiancano alle preoccupazioni ambientali relative all’area individuata per il progetto, interessata da iniziative di tutela naturalistica.
Il futuro del CPR resta al centro del dibattito
La manifestazione del 24 ottobre ha dato visibilità nazionale a una contestazione che coinvolge organizzazioni civiche, istituzioni religiose e amministrazioni territoriali. Nonostante l’opposizione espressa durante il corteo, l’aggiudicazione dell’appalto rappresenta un passaggio concreto nell’iter di realizzazione del CPR. Il confronto prosegue quindi attorno a due questioni distinte ma collegate, l’attuazione delle politiche nazionali sui rimpatri e le richieste di interventi sociali, economici e ambientali avanzate dalle comunità locali.
Fonti
Avvenire, ANSA, RaiNews, la Repubblica, Arci
26 Ottobre 2026
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