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Bollette fuori controllo, il peso dell’energia sulle imprese del terziario

Confcommercio lancia l’allarme energia, luce e gas molto più cari rispetto al periodo pre-Covid

Bollette fuori controllo, il peso dell’energia sulle imprese del terziario

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Aumenti di luce e gas e fine degli aiuti, le imprese del terziario chiedono nuovi sostegni

Nel 2025 il costo dell’energia continua a rappresentare una delle principali criticità per le attività del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza. I dati più recenti mostrano come, a distanza di anni dalla pandemia, la spesa per luce e gas resti ben lontana dai livelli considerati sostenibili nel periodo pre-Covid, incidendo in modo diretto sulla tenuta economica di migliaia di imprese.

Un confronto che parla chiaro con il periodo pre-Covid

Se si prende come riferimento il 2019, ultimo anno prima delle grandi crisi globali, il divario appare evidente. Nel 2025 la bolletta elettrica delle imprese del terziario registra un aumento di quasi il 30%, mentre quella del gas supera addirittura il 70%. Un salto che non può essere considerato fisiologico e che rende strutturale una pressione sui costi operativi già elevata.

I numeri dell’osservatorio energia

Secondo il rapporto 2025 dell’Osservatorio energia di Confcommercio, la spesa mensile per luce e gas ha ormai superato, per ristoranti e negozi alimentari, la soglia dei 2.000 euro. Un livello che, per molte piccole e medie imprese, rischia di comprimere i margini fino a renderli insostenibili nel medio periodo.

Non solo energia, il peso degli oneri di sistema

A incidere sulle bollette elettriche non è soltanto il costo della materia prima. La componente energia rappresenta circa il 60% del totale, ma tornano a pesare in modo significativo anche gli oneri generali di sistema, che dopo la fine delle misure emergenziali adottate dal governo arrivano di nuovo a sfiorare il 20% della bolletta complessiva. Un ritorno alla normalità che, però, avviene in un contesto di prezzi ancora molto elevati.

La richiesta di interventi al governo

Alla luce di questi dati, Confcommercio ha rivolto un appello formale al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sottolineando la necessità di nuovi strumenti normativi e politiche di sostegno. L’obiettivo è tutelare in modo più efficace le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, in vista di un nuovo decreto energia atteso nelle prossime settimane.

Quanto spendono le diverse attività

Entrando nel dettaglio dei consumi, emerge un quadro molto differenziato. Nella parte finale del 2025, gli alberghi di medie dimensioni arrivano a sostenere una spesa mensile superiore ai 9.000 euro. Seguono i negozi di grandi dimensioni, con quasi 6.000 euro al mese, e gli hotel più piccoli, che superano i 5.000 euro. Tra le attività più diffuse, i negozi alimentari si attestano oltre i 2.300 euro, i ristoranti superano i 2.000 euro, mentre bar e negozi non alimentari restano sotto i 1.100 euro, ma comunque ben al di sopra dei livelli di qualche anno fa.

Un costo che rischia di diventare strutturale

Il dato più preoccupante non è solo l’entità delle cifre, ma la loro stabilità nel tempo. Senza interventi mirati, il costo dell’energia rischia di diventare una voce strutturalmente insostenibile per molte imprese del terziario, con effetti a catena su prezzi finali, occupazione e vitalità dei centri urbani. Un tema che non riguarda solo gli operatori economici, ma l’intero equilibrio del sistema commerciale italiano.


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31 Gennaio 2026
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