Quando l’accesso a Internet viene limitato o interrotto, la comunicazione non si ferma: cambia forma. È in questo contesto che sta emergendo Bitchat, un’app di messaggistica capace di funzionare anche senza rete. La sua diffusione recente, legata a situazioni di tensione politica e sociale, mostra come la tecnologia possa adattarsi rapidamente a scenari complessi.
Un’app che cresce nei momenti di crisi
L’aumento dell’utilizzo di Bitchat è stato particolarmente evidente in paesi colpiti da restrizioni alla rete. In Iran, le proteste e le conseguenti chiusure di Internet hanno spinto molte persone a cercare strumenti alternativi per restare in contatto. In questo scenario, l’adozione dell’app è cresciuta in modo significativo, diventando una risposta pratica a un problema concreto.
Il caso Uganda e il boom dei download
Un fenomeno simile si è registrato anche in Uganda, dove Bitchat è salita rapidamente ai vertici degli store digitali di Apple e Google. Nel corso dell’anno l’app ha superato decine di migliaia di download, con una crescita molto più rapida rispetto ai mesi precedenti. Un segnale chiaro di come la domanda di comunicazione indipendente non sia limitata a un solo contesto geografico.
Come funziona la rete offline
Dal punto di vista tecnico, Bitchat si distingue per un approccio essenziale. L’interfaccia è ridotta al minimo e il cuore del sistema è una rete mesh Bluetooth. In pratica, ogni smartphone diventa un nodo: un messaggio può passare da un dispositivo all’altro, saltando tra telefoni vicini fino a raggiungere il destinatario. Nessuna connessione dati, nessuna rete cellulare, solo prossimità fisica e collaborazione involontaria tra dispositivi.
Una comunicazione decentralizzata per scelta
Questa architettura non è casuale. L’idea alla base di Bitchat riflette una visione precisa della comunicazione digitale, orientata alla decentralizzazione e alla riduzione dei punti di controllo. Un’impostazione che riduce la dipendenza da infrastrutture centrali e rende più difficile interrompere completamente i flussi di messaggi.
Il legame con Jack Dorsey e le piattaforme alternative
Dietro il progetto c’è Jack Dorsey, già noto come co-fondatore di Twitter, oggi X. Da anni Dorsey sostiene modelli di comunicazione distribuiti, come dimostra anche Bluesky, una piattaforma che affida il proprio funzionamento ai server degli utenti stessi. Non a caso, Bluesky ha iniziato a crescere dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk.
Un’eco della Primavera araba
La diffusione di Bitchat richiama alla memoria il ruolo che i social network ebbero durante la Primavera araba, quando strumenti digitali contribuirono ad amplificare voci e proteste. La differenza, oggi, è sostanziale: mentre allora la comunicazione passava attraverso piattaforme online, ora esistono soluzioni che possono funzionare anche in assenza totale di Internet.
Tecnologia e libertà di comunicare
Il successo di Bitchat non va letto solo come un fenomeno tecnologico, ma come un segnale dei tempi. In un mondo in cui l’accesso alla rete può essere limitato per scelta politica o per emergenze, strumenti di comunicazione offline diventano una risorsa strategica. Non sostituiscono Internet, ma ne ridisegnano temporaneamente i confini.
18 Gennaio 2026
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