La moda italiana perde una delle sue figure più riconoscibili e influenti. A 93 anni si è spento Valentino Garavani, stilista che ha saputo trasformare l’eleganza in linguaggio universale, lasciando un’impronta profonda non solo sulle passerelle, ma anche sull’immaginario collettivo di intere generazioni.
Un addio che attraversa Roma
La scomparsa di Valentino è avvenuta nella quiete della sua residenza romana, come comunicato dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Roma, città simbolo del suo percorso umano e professionale, ospiterà anche l’ultimo saluto. La camera ardente sarà allestita negli spazi di PM23, in Piazza Mignanelli, mentre le esequie si terranno nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, luogo solenne che accompagna spesso i momenti più significativi della vita pubblica italiana.
Dalle origini a Voghera al sogno parigino
Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, Valentino Clemente Ludovico Garavani manifesta fin da giovane una passione chiara e determinata per la moda. Sostenuto dai genitori Mauro Garavani e Teresa de Biaggi, intraprende un percorso di studi che lo porta presto a Parigi, dove approfondisce la sartoria e la lingua francese. È qui che entra in contatto con una visione internazionale della moda, destinata a segnare tutta la sua carriera.
Le prime esperienze e la nascita di uno stile
Nella capitale francese Valentino lavora come apprendista presso Jean Dessès e Guy Laroche, assorbendo rigore, tecnica e senso della proporzione. Tornato in Italia, completa la sua formazione collaborando con Emilio Schuberth e Vincenzo Ferdinandi. In questi anni prende forma uno stile riconoscibile, fatto di linee pulite, equilibrio e un’idea di lusso mai ostentata.
La maison Valentino e l’incontro decisivo
Nel 1957 nasce la maison Valentino e, due anni più tardi, apre il primo atelier in via Condotti a Roma. L’inizio è complesso, segnato da difficoltà economiche e da soci che scelgono di fare un passo indietro. La svolta arriva nel 1960 con l’ingresso in società di Giancarlo Giammetti, conosciuto casualmente in un café romano. Da quel momento inizia un sodalizio umano e professionale che durerà tutta la vita, fondato su visione condivisa e fiducia reciproca.
Il rosso Valentino e il dialogo con il jet set
Tra i segni distintivi lasciati da Valentino nella storia della moda spicca il rosso Valentino, una tonalità diventata simbolo assoluto di eleganza e riconoscibilità. Le sue creazioni conquistano donne iconiche come Jacqueline Kennedy Onassis, con cui instaura un rapporto duraturo a partire dal 1964, ma anche Elizabeth Taylor, Sharon Stone e Linda Evangelista. La sua moda dialoga con il cinema, la politica, la cultura popolare, senza mai perdere coerenza.
Gli ultimi anni e l’eredità
Valentino lascia la guida creativa della maison nel 2007. Negli anni successivi il marchio attraversa nuove fasi industriali, fino all’ingresso del gruppo Kering nel capitale nel 2023. Nel 2016, insieme a Giammetti, fonda la Fondazione Valentino Garavani, con finalità esclusivamente filantropiche. Un gesto che sintetizza una visione della moda non solo come industria, ma come responsabilità culturale e sociale.
19 Gennaio 2026
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