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Banca nazionale delle Terre Agricole 2026, oltre 14 mila ettari disponibili per imprese e giovani agricoltori

Ismea apre la nuova edizione della Banca delle Terre Agricole con aste, agevolazioni e nuove misure per la legalità

Banca nazionale delle Terre Agricole 2026, oltre 14 mila ettari disponibili per imprese e giovani agricoltori

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La Banca nazionale delle Terre Agricole 2026 mette a disposizione oltre 14 mila ettari per imprese e giovani agricoltori

La Banca nazionale delle Terre Agricole torna nel 2026 con una nuova edizione dedicata alla valorizzazione del patrimonio fondiario e all’accesso alla terra da parte di imprese, giovani agricoltori e operatori interessati a investire nel settore primario. La nona edizione dello strumento gestito da Ismea mette a disposizione un patrimonio rilevante, distribuito in diverse aree del Paese, con procedure pensate per favorire trasparenza, partecipazione e sviluppo agricolo.

Un patrimonio agricolo da oltre 14 mila ettari

L’edizione 2026 della Banca nazionale delle Terre Agricole prevede la vendita di 253 terreni, per una superficie complessiva di 8.863 ettari e un valore a base d’asta superiore a 121 milioni di euro. A questi si aggiungono 266 terreni inseriti nel lotto permanente, pari a 5.271 ettari. Nel complesso, il patrimonio fondiario disponibile supera così i 14 mila ettari.

La misura si inserisce nel percorso di valorizzazione dei terreni agricoli gestiti da Ismea e punta a rendere più semplice l’incontro tra chi cerca terreni da coltivare o sviluppare e l’offerta di fondi disponibili. Un meccanismo che può rappresentare un’opportunità concreta per nuove imprese agricole, aziende già attive e giovani imprenditori interessati ad ampliare o avviare la propria attività.

Aste trasparenti e accesso più semplice alle informazioni

La procedura di vendita si basa su aste pubbliche, con modalità orientate alla chiarezza e alla partecipazione. Anche per il 2026 la Banca nazionale delle Terre Agricole è organizzata in due sezioni principali. Il lotto periodico comprende i terreni arrivati fino al terzo tentativo di vendita e prevede una finestra temporale specifica per la presentazione delle offerte.

Il lotto permanente, invece, include terreni per i quali è possibile presentare una proposta di acquisto in qualsiasi momento. Questa distinzione permette agli interessati di valutare con maggiore flessibilità le opportunità disponibili, scegliendo tra beni inseriti in una procedura temporale definita e beni consultabili in modo continuativo.

La nuova fase vetrina dal 1° luglio al 31 agosto

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 c’è l’introduzione della cosiddetta fase vetrina. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026 gli utenti potranno consultare online le schede dei terreni disponibili senza dover presentare una manifestazione di interesse. Si tratta di un passaggio utile per studiare con calma le caratteristiche dei fondi, la localizzazione, la dimensione e il valore economico prima di decidere se partecipare alla procedura.

Le offerte potranno poi essere inviate esclusivamente dal 14 settembre al 14 novembre 2026. In caso di prima offerta valida su uno stesso terreno, gli altri soggetti interessati potranno prenotarsi per partecipare alla successiva fase dei rilanci davanti al notaio. Il sistema mira così a rendere il processo più ordinato e competitivo, mantenendo regole chiare per tutti i partecipanti.

Forte presenza dei terreni nel Mezzogiorno

I terreni messi in vendita sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, ma con una presenza particolarmente significativa nelle regioni del Mezzogiorno. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessiva disponibile, seguita da Puglia con il 12%, Toscana con il 10%, Basilicata con il 9% e Umbria con l’8%.

Questa distribuzione evidenzia il peso strategico delle aree meridionali nel patrimonio agricolo nazionale e offre nuove possibilità di investimento in territori dove l’agricoltura continua a essere un settore economico centrale. Per molte realtà locali, l’accesso a terreni produttivi può diventare un elemento importante per rafforzare filiere, occupazione e presidio del territorio.

Più tutele contro caporalato e sfruttamento del lavoro

L’edizione 2026 introduce anche una misura rilevante sul piano della legalità. Saranno esclusi dalla procedura di acquisto i soggetti condannati per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, previsto dall’articolo 603-bis del Codice penale, comunemente associato al fenomeno del caporalato.

Questa scelta rafforza il legame tra accesso alla terra e rispetto delle regole. L’obiettivo non è soltanto vendere terreni, ma contribuire a un modello agricolo più corretto, capace di coniugare produttività, tutela dei lavoratori e concorrenza leale. In un settore in cui il lavoro regolare è un tema decisivo, la selezione degli acquirenti diventa parte integrante della qualità del progetto.

Agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli

La Banca nazionale delle Terre Agricole conferma l’attenzione verso i giovani che intendono entrare nel mondo agricolo o consolidare un’attività già avviata. Resta prevista la possibilità di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca, una formula che può rendere più sostenibile l’investimento iniziale.

A questa misura si aggiunge una nuova agevolazione, con la riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Il sostegno finanziario, unito a strumenti di maggiore protezione del rischio, può aiutare le nuove generazioni a programmare investimenti più solidi e a costruire progetti agricoli con una prospettiva di lungo periodo.

Prelazione per gli enti del Terzo Settore

Un altro elemento previsto dall’edizione 2026 riguarda gli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Gli enti ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita avranno un diritto di prelazione per l’acquisto.

La misura riconosce il ruolo svolto da realtà che, in molti casi, contribuiscono alla gestione, alla cura e al recupero di beni agricoli. In questo modo, il percorso di vendita tiene conto non solo dell’interesse economico, ma anche del valore sociale e territoriale che alcuni soggetti possono aver già espresso nella custodia dei terreni.

Uno strumento per ricambio generazionale e sviluppo sostenibile

Secondo Ismea, la Banca nazionale delle Terre Agricole si conferma uno strumento strategico per favorire l’accesso alla terra, sostenere il ricambio generazionale e valorizzare il patrimonio fondiario pubblico. L’edizione 2026 rafforza questa impostazione con un’offerta ampia, nuove modalità di consultazione, misure per i giovani e maggiori garanzie sul fronte della legalità.

In un’agricoltura chiamata a essere sempre più competitiva, sostenibile e attenta alla qualità del lavoro, la disponibilità di terreni può diventare un passaggio decisivo. Non si tratta soltanto di mettere all’asta superfici agricole, ma di creare condizioni più favorevoli per chi vuole investire nella terra, produrre valore e contribuire alla crescita del settore agricolo italiano.


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13 Luglio 2026
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