La tecnologia può semplificare la vita quotidiana, ma per molte persone anziane resta ancora un territorio poco familiare, a volte percepito come complicato o rischioso. Tra servizi online, identità digitale, messaggi sospetti e informazioni difficili da verificare, il rischio non è soltanto quello di restare indietro, ma anche di sentirsi esclusi da una parte sempre più importante della società.
Da questa esigenza nasce MyNino, un’app gratuita pensata per aiutare i senior a muoversi con maggiore sicurezza nel mondo digitale. Il progetto è stato ideato da Biblioteche Senza Frontiere Italia ed è stato selezionato nell’ambito della Impact Challenge “Tech for Social Good”, iniziativa realizzata con il supporto di Google.org in collaborazione con Seedble, Dataninja e DiTes della Link Campus University.
Un aiuto concreto contro il divario digitale
Il cuore dell’iniziativa è la riduzione del digital gap, cioè quella distanza che separa chi utilizza con facilità gli strumenti digitali da chi, invece, incontra difficoltà anche nelle operazioni più comuni. Per la popolazione senior questo divario può tradursi in minore autonomia, dipendenza da familiari o conoscenti e maggiore esposizione a truffe o informazioni false.
MyNino nasce proprio per rendere il rapporto con la tecnologia più semplice, consapevole e sicuro. L’obiettivo non è trasformare ogni anziano in un esperto informatico, ma offrire strumenti pratici per affrontare con più serenità situazioni quotidiane, come riconoscere un messaggio sospetto, cercare informazioni attendibili o capire come accedere a un servizio online.
Sicurezza online e prevenzione delle frodi
Uno degli aspetti più importanti dell’app riguarda la protezione dalle truffe digitali. Email ingannevoli, messaggi che simulano comunicazioni bancarie, link pericolosi e richieste di dati personali sono ormai molto diffusi e possono colpire soprattutto chi ha meno familiarità con questi meccanismi.
Per questo MyNino integra un vademecum dedicato al riconoscimento di bufale e frodi online. Si tratta di una guida pensata per spiegare, con un linguaggio accessibile, quali segnali osservare prima di fidarsi di un contenuto, di un messaggio o di una richiesta ricevuta attraverso smartphone, email o social network.
Un chatbot per orientarsi nei servizi digitali
Tra le funzioni previste c’è anche un chatbot al quale è possibile rivolgere domande sulla sicurezza digitale e sulle operazioni da svolgere online. Lo strumento può aiutare gli utenti a chiarire dubbi pratici, ad esempio su come comportarsi davanti a una comunicazione sospetta o su quali passaggi seguire per utilizzare determinati servizi.
Un esempio concreto riguarda la creazione dell’identità Spid, ormai necessaria per accedere a molti servizi pubblici digitali. Per chi non ha dimestichezza con procedure online, moduli e autenticazioni, poter contare su un supporto semplice può fare la differenza tra rinunciare e riuscire a completare l’operazione in autonomia.
Eventi e formazione per competenze più solide
MyNino non si limita a fornire informazioni all’interno dell’app. Il progetto prevede anche un calendario di eventi pensati per rafforzare le competenze digitali dei senior. La formazione, infatti, resta un passaggio fondamentale per trasformare la tecnologia da fonte di timore a strumento utile nella vita di tutti i giorni.
Incontri, attività e momenti di orientamento possono favorire un apprendimento più graduale e meno solitario. Il digitale diventa così non solo un insieme di applicazioni da imparare a usare, ma anche un’occasione di relazione, confronto e collaborazione tra generazioni diverse.
La tecnologia come spazio di relazione
Secondo Ilaria Gaudiello, direttrice di Biblioteche Senza Frontiere Italia, oggi esiste una nuova forma di disuguaglianza legata alla capacità di vivere il mondo digitale. Non saper accedere ai servizi, dipendere sempre da altri, temere le truffe o sentirsi isolati sono elementi che possono incidere concretamente sulla qualità della vita.
La riflessione alla base del progetto Nino è quindi più ampia del semplice uso di un’app. Il punto è capire come la tecnologia possa smettere di essere un fattore di separazione e diventare, invece, un’infrastruttura di relazione. Uno spazio in cui le generazioni non restano distanti, ma possono imparare e crescere insieme.
I dati raccontano un bisogno reale
I numeri confermano che il rapporto tra senior e digitale è già presente, ma ancora disomogeneo. Secondo l’Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano, il 59% dei senior in Italia sa utilizzare WhatsApp, il 53% effettua ricerche online e il 43% usa la posta elettronica.
Allo stesso tempo, però, una parte significativa della popolazione anziana teme di non riuscire a stare al passo. La metà dei senior ha paura di rimanere indietro e il 72% ritiene che le tecnologie possano favorire l’isolamento. È proprio dentro questa contraddizione che iniziative come MyNino possono trovare un ruolo utile, aiutando le persone a usare il digitale senza subirlo.
Un digitale più accessibile e meno intimidatorio
La vera sfida non è soltanto portare più persone online, ma fare in modo che possano farlo con fiducia. Un’app come MyNino prova a rispondere a questa esigenza con strumenti semplici, gratuiti e orientati alla vita concreta dei senior.
In un Paese in cui molti servizi diventano sempre più digitali, accompagnare le persone anziane significa anche tutelare il loro diritto all’autonomia. La sicurezza online, la lotta alla disinformazione e la formazione digitale non sono più temi tecnici per pochi, ma elementi essenziali di inclusione sociale.
13 Luglio 2026
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