La tensione intorno alla guerra in Ucraina torna a salire, questa volta con un nuovo affondo del Cremlino contro la Polonia. Al centro dello scontro ci sono i droni prodotti o forniti da aziende polacche e utilizzati da Kiev contro le forze russe. Mentre Mosca accusa l’Occidente di essere ormai parte attiva del conflitto, Russia e Cina si preparano a rafforzare la propria cooperazione militare con esercitazioni navali congiunte al largo di Qingdao.
Il Cremlino punta il dito contro Varsavia
La Russia ha rivolto un avvertimento diretto alla Polonia, accusando alcune aziende del Paese di contribuire alla produzione di droni impiegati dall’Ucraina nel conflitto. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Varsavia dovrebbe valutare con attenzione le conseguenze di questo coinvolgimento, perché Mosca considera tali forniture un elemento ostile e non un semplice sostegno indiretto.
La guerra dei droni cambia il peso del sostegno occidentale
Nel conflitto ucraino i droni sono diventati uno degli strumenti più rilevanti, sia per la sorveglianza sia per gli attacchi contro obiettivi militari e logistici. Per Mosca, la presenza di imprese europee nella filiera tecnologica a favore di Kiev dimostrerebbe che diversi Paesi occidentali non si limitano più a un aiuto politico o finanziario, ma contribuiscono in modo concreto alla capacità bellica ucraina.
Mosca parla ormai di guerra vera
Il linguaggio del Cremlino appare sempre più netto. Peskov ha sostenuto che quella definita inizialmente da Mosca “operazione militare speciale” si sarebbe ormai trasformata in una guerra vera e propria, a causa del ruolo assunto dai partner occidentali dell’Ucraina. Nel mirino della Russia finiscono capitali europee come Berlino, Parigi, L’Aia e Oslo, insieme a Washington, considerate da Mosca parte del sistema di supporto politico, economico e militare a Kiev.
Il nodo dei negoziati e il ruolo dell’Unione europea
Sul piano diplomatico, il Cremlino sostiene di restare disponibile a colloqui di pace, ma accusa l’Unione europea di ostacolare le prospettive di un’intesa. Mosca continua a indicare gli Stati Uniti come possibile canale di mediazione, mentre guarda con diffidenza alla partecipazione europea, ritenuta troppo vicina alla posizione ucraina e quindi poco adatta, secondo la narrativa russa, a favorire una trattativa equilibrata.
Zelensky cerca coordinamento con Parigi
Da Kiev arriva una posizione opposta. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron, ha insistito sulla necessità di mantenere alta la pressione diplomatica sulla Russia e di rafforzare la difesa aerea ucraina. Per Kiev, ogni passo negoziale deve essere coordinato con i partner principali, e l’Europa deve avere un ruolo riconoscibile nel percorso diplomatico legato alla fine della guerra.
Russia e Cina rafforzano la cooperazione militare
Nel frattempo, Russia e Cina avviano le esercitazioni navali congiunte Joint Sea-2026 nello spazio aereo e nelle acque al largo di Qingdao, importante porto militare della Cina orientale. Le manovre, previste dal 6 al 13 luglio nel Mar Giallo, comprendono attività di difesa aerea, operazioni antisommergibile, esercitazioni di artiglieria e simulazioni di soccorso. Dopo la fase principale, una parte delle unità dei due Paesi dovrebbe partecipare anche a una pattuglia marittima congiunta nel Pacifico.
Un segnale politico oltre il teatro ucraino
Le manovre tra Mosca e Pechino non riguardano direttamente il fronte ucraino, ma arrivano in un momento di forte pressione internazionale. Per la Cina, l’iniziativa viene presentata come uno strumento per affrontare sfide comuni alla sicurezza e preservare la stabilità regionale. Per la Russia, invece, la cooperazione militare con Pechino rappresenta anche un messaggio politico all’Occidente, in una fase in cui il Cremlino denuncia un crescente coinvolgimento europeo e statunitense al fianco di Kiev.
Una crisi sempre più internazionale
La guerra in Ucraina continua quindi ad allargare il proprio perimetro politico e strategico. Da una parte, Kiev chiede più difesa aerea, più coordinamento diplomatico e maggiore pressione su Mosca. Dall’altra, la Russia usa toni sempre più duri verso i Paesi che sostengono l’Ucraina e consolida il dialogo militare con la Cina. In questo quadro, la Polonia diventa uno dei punti più sensibili dello scontro tra Mosca e l’Occidente.
06 Luglio 2026
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