Il Venezuela continua a fare i conti con le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Paese. Il numero delle vittime è salito a 2.595 morti, secondo quanto comunicato dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez durante una conferenza stampa.
Un bilancio ancora provvisorio
Il nuovo aggiornamento conferma la gravità dell’emergenza in corso. Le autorità venezuelane hanno spiegato che il bilancio potrebbe non essere definitivo, perché in diverse aree colpite dal sisma proseguono le attività di ricerca tra edifici crollati, macerie e zone ancora difficili da raggiungere.
La priorità resta salvare vite
Rodríguez ha sottolineato che il Paese si trova ancora nella fase più delicata delle operazioni, quella dedicata alla ricerca di eventuali superstiti. Le squadre di soccorso stanno lavorando con l’obiettivo di individuare persone rimaste intrappolate sotto le macerie, mentre familiari e comunità locali attendono notizie in un clima di forte apprensione.
L’appello all’unità nazionale
Nel suo intervento, la presidente ad interim ha invitato la popolazione e le forze politiche a mantenere un atteggiamento di collaborazione. “Dobbiamo continuare a essere uniti e lavorare insieme”, ha dichiarato, spiegando che in questa fase l’emergenza deve prevalere su ogni contrapposizione.
La politica chiamata alla responsabilità
Rodríguez ha aggiunto che non è il momento dello scontro politico, ma della cooperazione. Secondo quanto riferito, anche rappresentanti dell’opposizione avrebbero contribuito alle attività di assistenza. Un segnale che, nelle intenzioni della presidente ad interim, dovrebbe rafforzare il senso di responsabilità comune davanti a una tragedia nazionale.
Aiuti accolti anche dall’estero
Il governo venezuelano ha aperto alla collaborazione di chiunque possa offrire sostegno concreto. Rodríguez ha ringraziato chi sta contribuendo alle operazioni di soccorso, includendo anche Paesi con cui il Venezuela non intrattiene relazioni diplomatiche. In una situazione di emergenza, ha lasciato intendere, l’aiuto umanitario deve superare le divisioni politiche e diplomatiche.
Un Paese ferito che cerca coordinamento
La catastrofe mette sotto pressione strutture sanitarie, protezione civile e amministrazioni locali. La necessità immediata resta quella di coordinare soccorsi, assistenza ai feriti, accoglienza degli sfollati e identificazione delle vittime. Il messaggio lanciato da Caracas punta quindi su un principio essenziale, unire le forze per affrontare le conseguenze del terremoto in Venezuela.
03 Luglio 2026
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