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WhatsApp introduce i nomi utente, più privacy nelle chat senza mostrare il numero

Con gli username su WhatsApp sarà possibile proteggere meglio la privacy e controllare chi può inviare messaggi

WhatsApp introduce i nomi utente, più privacy nelle chat senza mostrare il numero

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WhatsApp apre alla registrazione dei nomi utente anche in Italia per chattare senza mostrare il numero di telefono

L’arrivo dei nomi utente su WhatsApp segna un cambiamento importante nel modo in cui le persone potranno entrare in contatto attraverso l’app di messaggistica. La nuova funzione, attesa anche in Italia entro l’anno, consentirà di comunicare senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono.

Una novità pensata per proteggere la privacy

Con questa nuova opzione, WhatsApp punta a offrire agli iscritti un maggiore controllo sulle proprie informazioni personali. Il numero di telefono, che finora ha rappresentato l’elemento principale per identificare un contatto, potrà restare nascosto quando si avvia una conversazione con una persona o con un’azienda, purché l’utente abbia scelto di attivare la funzione.

Aperte le prenotazioni degli username

La registrazione dei nomi utente è stata aperta anche in Italia in vista del lancio definitivo previsto nel corso dell’anno. La scelta di anticipare le prenotazioni nasce da un’esigenza pratica: con oltre tre miliardi di utenti nel mondo, molti username potrebbero risultare simili o già richiesti. Riservare in anticipo il proprio nome permette quindi di evitare sovrapposizioni e di scegliere un’identità digitale più riconoscibile.

Un aiuto per scegliere il nome più adatto

Per chi non ha ancora un’idea precisa, sarà disponibile anche uno strumento automatico capace di suggerire possibili nomi utente personalizzati. Questa funzione potrà essere utile soprattutto a chi cerca un nome semplice, chiaro e coerente con la propria presenza online, senza dover procedere per tentativi.

Più coerenza per aziende, creator e organizzazioni

La novità interessa anche piccole imprese, creator, professionisti e realtà associative. Chi utilizza già un nome riconoscibile su piattaforme come Instagram o Facebook potrà cercare di mantenere la stessa identità anche su WhatsApp. In questo modo sarà più semplice essere trovati e riconosciuti dai propri contatti, senza moltiplicare nomi diversi sui vari canali digitali.

Nessuna ricerca pubblica degli utenti

Meta precisa che l’introduzione degli username non trasformerà WhatsApp in una piattaforma con elenchi pubblici o suggerimenti automatici dei profili. Non sarà infatti disponibile una directory di ricerca. Per scrivere a qualcuno per la prima volta sarà necessario conoscere esattamente il suo nome utente, evitando così contatti casuali o indesiderati.

La chiave del nome utente per un controllo maggiore

Tra le opzioni previste ci sarà anche la possibilità di impostare una “chiave del nome utente”. Si tratta di un codice aggiuntivo, facoltativo, che dovrà essere conosciuto da chi vuole inviare un primo messaggio. Questo sistema introduce un ulteriore livello di protezione, utile per chi desidera limitare ancora di più le possibilità di essere contattato da persone non autorizzate.

Come riservare il proprio nome utente

Per prenotare il proprio username sarà necessario utilizzare l’ultima versione dell’app. Il percorso indicato passa dalle impostazioni di WhatsApp, entrando nella sezione account e poi nella voce dedicata al nome utente. Una volta completata la scelta, l’utente potrà prepararsi all’attivazione definitiva della funzione, prevista entro l’anno.

Un cambiamento nel modo di usare WhatsApp

L’introduzione dei nomi utente rappresenta un passaggio significativo per un servizio nato intorno al numero di telefono. La possibilità di separare la propria identità di contatto dal numero personale risponde a una richiesta sempre più diffusa: comunicare in modo semplice, ma con maggiore attenzione alla riservatezza. Per utenti privati, aziende e creator, WhatsApp si prepara così a diventare uno strumento più flessibile e più attento alla gestione della privacy.


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30 Giugno 2026
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