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Ondata di caldo, crescono gli accessi nei Pronto soccorso delle grandi città italiane

Le alte temperature mettono sotto pressione gli ospedali, mentre resta centrale la prevenzione

Ondata di caldo, crescono gli accessi nei Pronto soccorso delle grandi città italiane

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Il caldo aumenta gli accessi nei Pronto soccorso italiani, soprattutto tra anziani e persone fragili

L’ondata di caldo che sta attraversando l’Europa inizia a pesare anche sulla sanità italiana. Nei Pronto soccorso delle grandi città si registra un aumento degli accessi, soprattutto tra anziani, persone fragili e cittadini con condizioni di salute rese più vulnerabili dalle alte temperature.

Aumento degli accessi, ma nessun allarme generalizzato

Secondo le stime indicate dalla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, l’incremento degli accessi nei dipartimenti di Emergenza-urgenza delle principali città italiane si collocherebbe tra il 10 e il 15%. Il dato segnala una pressione crescente sulle strutture ospedaliere, ma al momento non viene descritto come una situazione fuori controllo.

Il presidente della Simeu, Alessandro Riccardi, ha sottolineato che l’aumento resta ancora contenuto. Si tratta quindi di una fase da monitorare con attenzione, soprattutto se le temperature dovessero rimanere elevate per più giorni consecutivi.

Anziani e persone fragili tra i più esposti

Gli accessi legati al caldo riguardano in particolare le persone anziane, che possono risentire più rapidamente di disidratazione, cali di pressione, affaticamento e peggioramento di patologie già presenti. Nei periodi di afa intensa, anche una giornata trascorsa in ambienti poco ventilati può diventare un fattore di rischio.

Un’attenzione specifica riguarda inoltre le persone con fragilità psichiche o psichiatriche. Il caldo prolungato può accentuare condizioni di disagio, rendere più difficile la gestione quotidiana delle terapie e aumentare il rischio di episodi di scompenso.

Il caldo mette alla prova l’organizzazione sanitaria

La crescita degli accessi arriva in un contesto già complesso per molti ospedali. Nei Pronto soccorso pesa infatti la carenza di personale medico e infermieristico, un problema strutturale che diventa ancora più evidente nei momenti di maggiore pressione stagionale.

Quando aumentano i pazienti, anche un incremento apparentemente limitato può produrre effetti concreti sui tempi di attesa, sulla gestione dei casi meno urgenti e sulla capacità di garantire percorsi rapidi alle situazioni più delicate.

Triage dedicato e assistenza territoriale

Il Ministero della Salute ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione durante le ondate di calore, anche attraverso bollettini aggiornati e interventi mirati per proteggere le persone più vulnerabili. I bollettini sulle ondate di calore vengono pubblicati da maggio a settembre e riguardano 27 città italiane.

Tra le misure indicate rientrano anche il potenziamento della rete territoriale e l’organizzazione di percorsi specifici nei Pronto soccorso per riconoscere e trattare rapidamente i malori legati all’afa, come disidratazione e colpi di calore.

Prevenzione e comportamenti prudenti

La prevenzione resta il primo strumento per ridurre gli accessi impropri e proteggere chi rischia di più. Il Ministero raccomanda di evitare l’esposizione nelle ore più calde, bere con regolarità, mantenere freschi gli ambienti domestici e prestare attenzione a neonati, bambini piccoli, anziani e persone con problemi di salute.

Anche il controllo dei familiari soli o con difficoltà di autonomia può fare la differenza. Una telefonata, una visita o un aiuto nella gestione della giornata possono prevenire situazioni che, se trascurate, finiscono per richiedere l’intervento del 118 o l’accesso in ospedale.

Una pressione da seguire nei prossimi giorni

Al momento non si parla di emergenza generalizzata, ma il quadro richiede prudenza. Le grandi città sono spesso più esposte agli effetti del caldo per la densità urbana, il traffico, la minore ventilazione e la temperatura percepita più alta rispetto a quella rilevata.

Se l’ondata di calore dovesse proseguire, il sistema sanitario potrebbe trovarsi a gestire un numero crescente di persone con sintomi legati all’afa. Per questo il monitoraggio degli accessi, la protezione dei soggetti fragili e il rafforzamento dell’assistenza territoriale diventano elementi centrali per evitare un sovraccarico dei Pronto soccorso.


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26 Giugno 2026
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