Il Hotel Ristorante Bassetto festeggia settant’anni di attività e racconta una storia che parte da Ferentino, attraversa la cucina ciociara e arriva fino agli incontri con grandi protagonisti dello spettacolo, dello sport e della politica italiana. Una vicenda familiare iniziata nel 1956 grazie all’intuizione di Enrico Concutelli e del fratello Piero, che aprirono il primo ristorante a Sant’Agata prima di trasferirsi lungo la via Casilina.
Oggi il nome Bassetto non identifica soltanto un ristorante o un hotel, ma un luogo di memoria, accoglienza e tradizione. A portare avanti l’attività sono i figli Gigino, Maurizio, Loredana e Angelo Concutelli, custodi di un’eredità familiare che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
Il soprannome diventato insegna
La nascita del nome Bassetto ha il sapore di un racconto popolare, di quelli che restano perché semplici, diretti e veri. Enrico Concutelli, prima di dedicarsi alla ristorazione, era commerciante di animali e frequentava molte piazze del Lazio, da Frascati ai Castelli Romani.
Durante una giornata al mattatoio di Roma, incontrò un uomo alto e robusto che, vedendolo basso e minuto, gli disse con tono scherzoso: “Tu sei Bassetto, non ti chiamare più Concutelli”. Da quella battuta nacque un soprannome destinato a restare. Prima fu un modo affettuoso per chiamare Enrico, poi diventò il nome dell’attività di famiglia.
Dai primi tavoli di Sant’Agata alla via Casilina
Gli inizi furono a Sant’Agata, in un ristorante nato con spirito familiare e grande attenzione alla qualità. Con il passare degli anni, l’attività crebbe fino al trasferimento nell’attuale sede sulla via Casilina, a Ferentino. Per un periodo, le due sedi rimasero aperte contemporaneamente, segno di una crescita graduale ma già molto solida.
Il giorno dell’inaugurazione della nuova struttura è rimasto nella memoria della famiglia anche per la presenza di Gina Lollobrigida. Un’immagine che racconta bene il clima di quegli anni, quando Bassetto cominciava a diventare un punto di riferimento non solo per il territorio, ma anche per ospiti arrivati da mondi diversi.
Nino Manfredi e il legame con Enrico Concutelli
Tra i ricordi più significativi della famiglia Concutelli c’è il rapporto con Nino Manfredi. L’attore fu presentato a Enrico dall’allora presidente dell’Ente Turistico insieme al politico Dante Spaziani. Da quell’incontro nacque subito una grande simpatia, destinata a trasformarsi in un legame sincero.
La foto con Nino Manfredi ed Enrico Concutelli racconta proprio questa pagina di storia. Non è soltanto l’immagine di un personaggio famoso accanto al fondatore di un ristorante, ma la testimonianza di un rapporto costruito nel tempo, fatto di stima, frequentazioni e memoria condivisa. Alcune scene dei film di Manfredi furono girate anche all’interno del ristorante, confermando il legame tra Bassetto e il mondo dello spettacolo.
Francesco Moser e un’amicizia nata per caso
Anche il legame con Francesco Moser nasce da un episodio semplice. Nel 1970 Maurizio Concutelli andò a Morolo per seguire una gara di ciclismo alla quale partecipava il campione. Al termine della corsa, Moser aveva bisogno di spedire urgentemente un telegramma, ma l’ufficio postale era lontano e lui non aveva un mezzo per raggiungerlo.
Maurizio gli offrì un passaggio in auto. Da quel gesto spontaneo nacque un’amicizia sincera, una di quelle storie che spiegano come certi rapporti non abbiano bisogno di grandi cerimonie per diventare importanti. Sono incontri casuali, spesso, a lasciare le tracce più durature.
Da Andreotti a Sofia Loren, gli ospiti celebri
Nel corso di settant’anni, Bassetto ha accolto molti nomi noti. Tra questi Giulio Andreotti, Enrico Berlinguer, Bettino Craxi e Sofia Loren. Presenze diverse, provenienti dalla politica, dal cinema e dalla vita pubblica italiana, che hanno contribuito a rendere il locale un punto di incontro riconosciuto.
Uno degli episodi più curiosi riguarda proprio Andreotti. Nel 1986 arrivò a Ferentino insieme ad altri esponenti politici a bordo di un elicottero, atterrato nel campo sportivo della città. Per molti cittadini fu un evento insolito, quasi cinematografico. Ma il dettaglio più familiare resta il saluto rivolto a Enrico Concutelli: “Ah Basse’, tutto bene?”. Una frase breve, che racconta più di molte spiegazioni il rapporto di confidenza nato negli anni.
Il Pollo alla Sofia e i sapori della tradizione
La storia di Bassetto passa naturalmente anche dalla cucina. Tra i piatti simbolo c’è il Pollo alla Sofia, dedicato a Sofia Loren e ancora oggi ricordato e richiesto dai clienti. Un piatto che unisce memoria gastronomica e racconto popolare, come spesso accade nelle cucine che hanno attraversato più generazioni.
Accanto al Pollo alla Sofia, restano centrali il Ciociaretto, il filetto di manzo con erbe dei Lepini e verdurine, i fini fini e molte specialità legate alla tradizione del territorio. Piatti che non rappresentano soltanto un menu, ma una parte dell’identità del locale.
La qualità come scelta quotidiana
Alla domanda sul segreto di settant’anni di attività, la risposta della famiglia è netta: la qualità. Una parola semplice, ma impegnativa, perché richiede coerenza nel tempo. Prodotti genuini, ingredienti freschi, rispetto della stagionalità e legame con il territorio sono stati alla base del percorso di Bassetto.
In un settore in cui gusti, abitudini e aspettative cambiano rapidamente, restare fedeli alla propria filosofia non significa rimanere fermi. Significa, piuttosto, sapere cosa conservare e cosa aggiornare, senza perdere la riconoscibilità costruita negli anni.
Da diciotto camere a una struttura di accoglienza
Anche l’hotel è cresciuto insieme al ristorante. All’inizio la struttura disponeva di appena 18 camere. Oggi ne conta 99, confermando una trasformazione importante, ma sempre legata all’idea originaria di ospitalità.
Bassetto non è più soltanto un luogo dove fermarsi per mangiare un buon piatto. È diventato uno spazio di incontro, convivialità e condivisione, capace di accogliere famiglie, viaggiatori, personaggi pubblici e clienti affezionati. Una struttura cresciuta nel tempo senza smarrire la propria anima familiare.
Una storia di famiglia e territorio
Settant’anni dopo quel primo ristorante aperto a Sant’Agata, Bassetto continua a rappresentare una storia di famiglia, lavoro e passione. La vicenda di Enrico e Piero Concutelli è diventata un’eredità portata avanti dai figli, con la stessa attenzione verso la cucina, l’accoglienza e il rapporto con i clienti.
La forza di questa storia sta proprio nella sua continuità. Bassetto è cresciuto, si è trasformato, ha incontrato personaggi celebri e attraversato epoche diverse, ma ha mantenuto intatto il legame con Ferentino e con la Ciociaria. È questo, forse, il senso più autentico dei suoi settant’anni: essere diventato un luogo riconoscibile, dove la memoria non resta chiusa nel passato, ma continua a sedersi a tavola ogni giorno.
Luigi Canali
09 Giugno 2026 © Luigi Canali
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