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Marilyn Monroe, cento anni dopo resta il mito fragile di Hollywood

A cento anni dalla nascita, Marilyn Monroe resta un’icona di bellezza, fragilità e cinema senza tempo

Marilyn Monroe, cento anni dopo resta il mito fragile di Hollywood

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Marilyn Monroe compie cento anni, tra mito hollywoodiano, mostre, film e omaggi televisivi anche in Italia

Il primo giugno di cento anni fa nasceva a Los Angeles Marilyn Monroe, una delle immagini più riconoscibili della storia del cinema. Bionda, luminosa, sensuale, apparentemente irraggiungibile, è diventata nel tempo molto più di una diva hollywoodiana, trasformandosi in un’icona capace di attraversare generazioni, mode e linguaggi.

Dietro il nome d’arte che il mondo avrebbe imparato a conoscere c’era però Norma Jean Mortenson, una ragazza segnata da un’infanzia difficile, da abbandoni, instabilità familiare e ferite profonde. Il mito di Marilyn nasce anche da questo contrasto, tra l’immagine pubblica della donna desiderata e sorridente e la fragilità privata di una persona spesso sola.

Da Norma Jean a Marilyn Monroe

Norma Jean era nata in California e aveva vissuto i primi anni accanto alla madre, Gladys Pearl Monroe, affetta da problemi mentali. Molto presto fu allontanata da lei e affidata a case-famiglia e famiglie diverse, in un percorso segnato da maltrattamenti, violenze e continue separazioni.

Prima di diventare attrice, Marilyn provò a costruirsi una strada come modella. La svolta arrivò quando fu notata dall’attore Ben Lyon, quando aveva appena vent’anni. Da quel momento cominciò la trasformazione, non solo artistica ma anche simbolica, da giovane donna in cerca di un posto nel mondo a volto destinato a diventare leggenda.

Una carriera breve e potentissima

La carriera di Marilyn Monroe fu relativamente breve, ma sufficiente a lasciare un’impronta profonda nell’immaginario collettivo. La sua presenza sullo schermo univa leggerezza, ironia, vulnerabilità e una sensualità mai riducibile soltanto all’apparenza.

Il cinema la rese un simbolo globale, ma quel successo non cancellò le sue inquietudini. Marilyn fu spesso raccontata come diva, oggetto del desiderio e immagine perfetta della femminilità hollywoodiana, ma dietro quella costruzione pubblica emergeva una donna più complessa, desiderosa di essere riconosciuta anche per il proprio talento e non solo per la propria bellezza.

La morte e le ombre mai dissolte

La vita di Marilyn si fermò il 4 agosto 1962, sempre a Los Angeles, quando aveva soltanto 36 anni. La causa ufficiale fu indicata in una overdose di barbiturici, con la formula del probabile suicidio, ma la sua morte è rimasta negli anni circondata da dubbi, ipotesi e ricostruzioni controverse.

Tra le teorie più discusse ci furono quelle legate a un possibile omicidio, a presunti rapporti con ambienti politici e ai nomi dei Kennedy, fino alle ipotesi che chiamavano in causa la criminalità organizzata. Al di là delle interpretazioni mai definitivamente chiarite, la scomparsa improvvisa contribuì a trasformare Marilyn in un mito ancora più potente, sospeso tra cronaca, mistero e leggenda.

La Rai celebra Marilyn con una programmazione speciale

Anche in Italia il centenario della nascita di Marilyn Monroe viene ricordato con una programmazione speciale. La Rai dedica alla diva una serie di appuntamenti televisivi, radiofonici e digitali, a partire da uno dei suoi film più celebri, A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, in onda su Rai Movie.

Nel film, accanto a Tony Curtis e Jack Lemmon, Marilyn interpreta Zucchero, personaggio diventato parte della memoria cinematografica mondiale. La storia, ambientata nella Chicago del 1929, gioca sugli equivoci di due musicisti costretti a travestirsi da donne per sfuggire agli uomini di Al Capone, fino all’incontro con la cantante che accende desideri, comicità e confusione.

Televisione, radio e archivi per raccontare una diva

La ricorrenza trova spazio anche nei Tg, nei Gr e su RaiNews.it, mentre RaiNews24 propone servizi e approfondimenti nei programmi della giornata. La sezione Teche di RaiPlay offre una pubblicazione antologica dedicata a Marilyn, mentre RaiPlay Sound raccoglie materiali sonori tra cinema, archivio e ritratti d’autore.

Tra i contenuti proposti figurano la collezione Icona assoluta e la monografia Goodbye Norma Jean. Anche la radio partecipa al ricordo, con appuntamenti su Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai Radio3. In particolare, il ciclo Pantheon dedica alla diva il percorso Goodbye Norma Jean, 100 anni di Marilyn Monroe, curato da Stefania Ulivi.

Retequattro e La7Cinema ricordano il mito

Il racconto televisivo del centenario non si limita alla Rai. Retequattro propone in seconda serata il documentario Marilyn Monroe, Ascesa di un mito di Patrick Jeudy, dedicato anche al viaggio compiuto dall’attrice nel 1954 in Corea.

Su La7Cinema è invece in programma il film Marilyn, titolo italiano di My Week with Marilyn, che rievoca un momento particolare della vita dell’attrice e il fascino esercitato dalla sua figura su chi ebbe modo di avvicinarla. Anche queste scelte confermano quanto Marilyn resti ancora oggi un personaggio capace di generare racconti, riletture e nuove interpretazioni.

La mostra di Los Angeles e gli oggetti privati

A Los Angeles, l’Academy Museum ospita la mostra Marilyn Monroe, Hollywood Icon, aperta fino al 28 febbraio. La retrospettiva riunisce centinaia di oggetti appartenuti all’attrice o conservati nel corso della sua vita, tra lettere, contratti, ricevute, ritagli di giornale, libri personali e copioni annotati.

Molti materiali sono esposti al pubblico per la prima volta e permettono di osservare Marilyn da una prospettiva più intima. Non soltanto l’icona fotografata, imitata e celebrata, ma anche una donna che leggeva, prendeva appunti, custodiva documenti e cercava di costruire una propria identità dentro un sistema che spesso tendeva a semplificarla.

Scarpe, lettere e rituali di bellezza

Tra gli oggetti più curiosi della mostra compaiono le scarpe indossate per il matrimonio con Joe DiMaggio, una lettera di scuse della giornalista di gossip Hedda Hopper e alcuni prodotti legati ai rituali di bellezza dell’attrice.

Sono dettagli che aiutano a ricostruire una figura meno astratta. Il mito resta, ma accanto al mito emergono abitudini quotidiane, relazioni personali, fragilità e tentativi di controllo su un’immagine pubblica diventata sempre più grande della persona reale.

Il raduno da record a Palm Springs

Per celebrare il centesimo compleanno di Marilyn, il centro di Palm Springs, nel deserto della California, è stato invaso da donne e uomini vestiti come la diva. L’obiettivo era entrare nel Guinness dei primati con il più grande raduno di sosia di Marilyn Monroe.

Il record è stato raggiunto con 1.037 partecipanti, superando il precedente primato fissato a Brighton, in Australia, prima della pandemia, con 254 persone. Un evento popolare, quasi giocoso, ma anche indicativo della forza visiva di Marilyn, ancora immediatamente riconoscibile a cento anni dalla nascita.

A Gualtieri la mostra Marilyn, Eterna Bellezza

Anche in Italia l’omaggio passa attraverso l’arte. Sabato 6 giugno la Casa Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, nel Reggiano, inaugura Marilyn, Eterna Bellezza, mostra di Giuliano Grittini dedicata al centenario della nascita dell’attrice.

Le opere resteranno esposte fino all’11 luglio. Il pittore milanese reinterpreta Marilyn attraverso collage, pittura e riflessi dorati, utilizzando la tecnica delle stratificazioni, in cui cromie e materiali si sovrappongono per restituire insieme la vulnerabilità della donna e la persistenza del mito.

Il dialogo tra Marilyn e Antonio Ligabue

La scelta di ospitare la mostra negli spazi legati ad Antonio Ligabue crea un incontro inatteso tra mondi artistici molto diversi. Da una parte l’immagine raffinata e globale di Marilyn, dall’altra l’arte viscerale, irregolare e selvatica del pittore emiliano.

Gli organizzatori parlano di un contrasto magnetico, dove la sensibilità contemporanea di Grittini incontra la forza espressiva del Tigre. Due universi lontani, uniti però dalla ricerca di una verità artistica che passa attraverso il volto, il corpo, la ferita e la trasformazione dell’identità in immagine.

Una leggenda ancora moderna

A cento anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere molto più di un volto del passato. È una figura che parla ancora al presente perché concentra bellezza, dolore, desiderio di libertà, sfruttamento dell’immagine e bisogno di riconoscimento.

Il suo mito resiste perché non è mai stato davvero semplice. Marilyn è stata icona di sensualità, attrice brillante, donna vulnerabile, prodotto di Hollywood e persona in lotta con la propria solitudine. Forse proprio per questo continua a interessare, commuovere e interrogare, come accade solo ai miti che non smettono di cambiare significato nel tempo.


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01 Giugno 2026
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