L’Agcom ha tracciato un quadro aggiornato sull’andamento economico dei comparti che rientrano nella propria attività di osservazione istituzionale, prendendo in esame i bilanci dell’ultimo quinquennio di 130 grandi imprese attive nelle comunicazioni elettroniche, nei servizi postali e di consegna, nella televisione e nell’editoria quotidiana e periodica.
Un’analisi che misura l’equilibrio dei settori
Il focus dell’Autorità offre una lettura dello stato dei principali mercati della comunicazione in Italia tra il 2020 e il 2024. L’obiettivo non è soltanto fotografare i numeri, ma comprendere come stanno cambiando comparti strategici che incidono sulla rete, sull’informazione e sui servizi di distribuzione.
Tlc, fatturato quasi fermo nel quinquennio
Nel comparto delle telecomunicazioni, che nell’analisi comprende 52 aziende, i ricavi complessivi mostrano un andamento sostanzialmente stabile. A fine 2024 il volume d’affari si attesta a 28,6 miliardi di euro, con una leggera flessione rispetto all’anno precedente. Il calo indicato è contenuto, pari allo 0,6 per cento, un dato che conferma una fase di tenuta più che di espansione.
Pochi grandi operatori concentrano gran parte del mercato
A sostenere la parte principale delle entrate del settore sono soprattutto i grandi operatori retail. Tim, WindTre, Iliad, Fastweb e Vodafone raccolgono insieme oltre tre quarti delle risorse complessive. Si tratta di una concentrazione rilevante, che conferma quanto il mercato continui a ruotare attorno a un numero ristretto di protagonisti.
Investimenti elevati per reti e innovazione
Uno degli elementi più significativi riguarda il livello degli investimenti, che resta alto e nel complesso stabile lungo tutto il periodo osservato. Per il 2024 la stima è di 7,1 miliardi di euro, una quota che corrisponde a poco più di un quarto dei ricavi complessivi. Questo dato riflette la natura stessa del settore, fortemente legata allo sviluppo delle infrastrutture di rete e al continuo aggiornamento tecnologico.
La redditività migliora nonostante la pressione sui ricavi
Pur in presenza di una crescita limitata del fatturato, il focus segnala un miglioramento della redditività. È un passaggio importante, perché suggerisce che il settore delle telecomunicazioni stia cercando un nuovo equilibrio economico, probabilmente attraverso una maggiore efficienza nella gestione e una razionalizzazione dei costi.
Sul lavoro il saldo resta negativo
Meno positivo appare invece il versante occupazionale. Rispetto al 2020, il numero degli addetti risulta ridotto di circa 5.600 unità. Anche nel solo 2024 si registra una nuova contrazione su base annua, pari all’1,4 per cento, cioè circa 800 lavoratori in meno. Il ridimensionamento prosegue quindi anche se con un’intensità inferiore rispetto agli anni precedenti.
Un settore stabile ma ancora sotto trasformazione
Il quadro che emerge è quello di un comparto che regge sul piano dei ricavi e continua a investire in modo consistente, ma che allo stesso tempo attraversa una trasformazione profonda. Le telecomunicazioni restano un settore centrale per lo sviluppo del Paese, ma i dati mostrano come stabilità economica, innovazione e tutela dell’occupazione non procedano sempre con lo stesso passo.
10 Aprile 2026
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