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Amazon punta ai satelliti Globalstar per sfidare Starlink

L’interesse di Amazon per Globalstar apre nuovi scenari nella sfida dei satelliti in orbita bassa e nei servizi digitali globali

Amazon punta ai satelliti Globalstar per sfidare Starlink

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Amazon valuta Globalstar per rafforzare la rete satellitare e ridurre il distacco da Starlink nel mercato delle comunicazioni spaziali

L’interesse di Amazon per Globalstar segnala che la corsa allo spazio vicino alla Terra sta entrando in una fase ancora più competitiva. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il gruppo guidato da Jeff Bezos starebbe valutando l’acquisto della società statunitense specializzata in telecomunicazioni satellitari, in un’operazione che potrebbe valere circa 9 miliardi di dollari.

Una mossa per rafforzare la presenza in orbita bassa

Per Amazon l’eventuale acquisizione non sarebbe soltanto un investimento industriale, ma un passaggio strategico per accelerare lo sviluppo della propria rete di satelliti in orbita terrestre bassa. L’obiettivo sarebbe chiaro, ridurre il divario accumulato rispetto a Starlink, il sistema di connettività satellitare legato a Elon Musk, che negli ultimi anni ha consolidato una posizione di vantaggio.

Chi è Globalstar e perché interessa tanto

Con sede a Covington, in Louisiana, Globalstar è conosciuta per la propria esperienza nei satelliti in bassa orbita. L’azienda offre servizi di comunicazione vocale, trasmissione dati e tracciamento delle risorse, rivolgendosi a clienti aziendali, istituzionali e privati. Proprio questa specializzazione rende il gruppo un tassello prezioso per chi vuole rafforzarsi in un settore dove rapidità, copertura e affidabilità fanno la differenza.

La sfida tecnologica tra colossi si fa più serrata

Negli ultimi anni la competizione nello spazio non riguarda più soltanto il prestigio o la ricerca, ma soprattutto il controllo delle infrastrutture digitali del futuro. Le costellazioni di satelliti in orbita bassa sono considerate fondamentali per garantire connessioni internet più estese e più rapide, anche nelle aree dove le reti tradizionali faticano ad arrivare. In questo scenario, Amazon sa di non potersi permettere ulteriori ritardi.

Il ruolo di Apple complica il negoziato

Uno degli elementi più delicati della trattativa sarebbe la presenza di Apple nel capitale di Globalstar. La società di Cupertino possiede infatti una quota del 20 per cento, dettaglio che rende l’operazione più articolata del previsto. Un eventuale accordo richiederebbe quindi un confronto non solo tra Amazon e Globalstar, ma anche con il gruppo californiano, già coinvolto in modo significativo negli equilibri societari.

Blue Origin e la strategia spaziale di Amazon

Il possibile acquisto si inserirebbe in una visione più ampia che ruota attorno all’ecosistema spaziale di Amazon, già rafforzato dalla presenza di Blue Origin. L’idea di integrare tecnologie, competenze e infrastrutture potrebbe permettere al gruppo di costruire una presenza più solida nel mercato delle telecomunicazioni satellitari, un settore che promette ricavi, influenza tecnologica e un ruolo centrale nella trasformazione digitale globale.

Un’operazione che può cambiare gli equilibri del settore

Se la trattativa dovesse andare in porto, l’impatto potrebbe essere rilevante non solo per le aziende coinvolte, ma per tutto il mercato delle comunicazioni spaziali. Amazon avrebbe la possibilità di accelerare i tempi e rafforzare la propria posizione in una partita dove la concorrenza è sempre più intensa. E nel confronto con Starlink, ogni mese guadagnato può avere un peso enorme.


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03 Aprile 2026
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