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Bper apre i poli culturali del patrimonio diffuso

Bper mette in rete Modena, Ferrara e L’Aquila per rendere accessibili oltre 2.500 opere del proprio patrimonio artistico

Bper apre i poli culturali del patrimonio diffuso

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Tre palazzi storici e una collezione diffusa, il progetto Bper unisce arte, territorio e partecipazione culturale

Il patrimonio artistico custodito da una banca può diventare qualcosa di più di una raccolta da conservare. Può trasformarsi in un sistema aperto, collegato ai territori e capace di coinvolgere cittadini, scuole e istituzioni. È questa la direzione del progetto Poli culturali Bper. Un sistema di patrimonio diffuso, che unisce tre sedi storiche del gruppo in un percorso pensato per dare nuova vita a collezioni, edifici e archivi.

Un progetto che collega tre città

L’iniziativa mette in rete Modena, Ferrara e L’Aquila, creando un dialogo tra luoghi diversi ma accomunati dallo stesso obiettivo, rendere il patrimonio artistico più vicino al pubblico. Il valore del progetto non sta soltanto nella quantità delle opere coinvolte, oltre 2.500, ma nella scelta di distribuirle in un sistema culturale diffuso, capace di superare l’idea di una collezione chiusa e distante.

Le opere al centro della fruizione pubblica

La corporate collection del gruppo viene così proposta come una risorsa da condividere. Non si parla solo di esposizione, ma anche di accessibilità, studio e conoscenza. Le opere diventano parte di un racconto aperto, in cui il visitatore non è semplice spettatore, ma soggetto attivo di un’esperienza culturale costruita per favorire partecipazione e curiosità.

Il ruolo della Galleria Bper

A coordinare il progetto è La Galleria Bper, che consolida e amplia un percorso iniziato nel 2017. In questi anni la struttura museale del gruppo ha promosso mostre, restauri e attività educative in varie città italiane, costruendo una presenza culturale sempre più riconoscibile. I nuovi poli rappresentano quindi un passaggio ulteriore, perché trasformano un’esperienza già avviata in una rete più strutturata e stabile.

Palazzi storici che tornano a vivere

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto tra arte e architettura. I poli culturali nascono infatti all’interno di edifici storici che non vengono considerati solo contenitori, ma parte integrante del progetto. Palazzo San Carlo resta il punto di riferimento di Modena, mentre Palazzo Farinosi-Branconio aprirà a L’Aquila nell’estate 2026 e Palazzo Barbantini-Koch accoglierà il pubblico a Ferrara in autunno. In questo modo la riqualificazione immobiliare incontra la valorizzazione culturale.

Un legame diretto con i territori

Secondo il presidente Fabio Cerchiai, l’obiettivo è trasformare collezioni ed edifici in un patrimonio diffuso e accessibile. Questa impostazione mette in evidenza un punto centrale, il legame con le comunità locali. Il progetto punta infatti a coinvolgere scuole, istituzioni culturali e realtà del territorio, creando occasioni concrete di incontro tra patrimonio artistico e vita quotidiana delle città coinvolte.

Cultura, inclusione e visione Esg

Il piano si inserisce anche nella strategia Esg del gruppo, con attenzione ai temi dell’inclusione e della partecipazione culturale. Non è un dettaglio secondario, perché oggi la valorizzazione del patrimonio passa sempre più dalla capacità di renderlo realmente fruibile, comprensibile e condiviso. In questa prospettiva, i poli culturali non appaiono come un’operazione d’immagine, ma come un modello che prova a tenere insieme tutela, riuso degli spazi storici e apertura sociale.

Un patrimonio diffuso che guarda al futuro

Il progetto Bper mostra come una collezione d’impresa possa assumere un ruolo pubblico più ampio e duraturo. Mettere in relazione opere, archivi ed edifici storici significa costruire una presenza culturale che non resta immobile, ma si rinnova nel tempo. L’idea di patrimonio diffuso diventa così un modo concreto per restituire valore ai luoghi, rafforzare l’identità dei territori e offrire nuove occasioni di conoscenza a un pubblico sempre più ampio.


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31 Marzo 2026
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