La scomparsa di Gino Paoli chiude una pagina importante della musica italiana, ma non interrompe il dialogo che le sue canzoni continuano ad avere con intere generazioni. La famiglia ha annunciato la morte del cantautore con parole sobrie, chiedendo riservatezza e raccontando un addio avvenuto nella serenità degli affetti più vicini. Con lui se ne va non soltanto un interprete, ma uno degli autori che hanno dato forma a un nuovo modo di scrivere e vivere la musica.
Un artista nato altrove ma profondamente legato a Genova
Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Gino Paoli ha legato però la propria identità artistica soprattutto a Genova, città che ne ha accompagnato la formazione umana e creativa. È lì che ha preso forma il suo sguardo sul mondo, tra inquietudini personali, passioni culturali e una sensibilità musicale capace di uscire dai confini della canzone leggera tradizionale.
La Scuola Genovese e una nuova idea di canzone d’autore
Negli anni giovanili, più che ai percorsi ordinati, Paoli sembrava attratto da una vita irregolare, fatta di notti lunghe, pochi soldi, amicizie decisive e una naturale inclinazione verso la pittura e il jazz. In quel contesto nacquero i legami con figure come Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Giorgio Calabrese e i fratelli Reverberi, protagonisti di quella che sarebbe poi diventata la Scuola Genovese. Un ambiente che, guardando anche alla lezione di Georges Brassens e Jacques Brel, contribuì a fondare la canzone d’autore italiana.
Le canzoni che sono entrate nella memoria collettiva
Il nome di Gino Paoli resta legato a brani che appartengono ormai alla storia culturale del Paese. “Il cielo in una stanza”, portata al successo da Mina, segnò una svolta importante, mostrando quanto una canzone potesse diventare atmosfera, racconto, emozione sospesa. Poi arrivarono “Senza fine”, interpretata da Ornella Vanoni, e ancora “Sapore di sale”, “Che cosa c’è”, “La gatta”, “Una lunga storia d’amore”. Titoli diversi tra loro, ma uniti da una scrittura riconoscibile, essenziale e intensissima.
Un successo costruito tra passioni e fragilità
La vicenda artistica di Paoli non è mai stata lineare. Alla popolarità si sono intrecciati turbamenti personali, relazioni sentimentali complesse e momenti di forte smarrimento. La sua storia privata, spesso attraversata da eccessi e ferite profonde, ha finito per riflettersi anche nell’immagine pubblica di un autore schivo, spigoloso, poco disposto a piegarsi ai rituali dello spettacolo. In questo senso, la sua figura ha anticipato quella del cantautore moderno, più vicino alla confessione che alla rappresentazione.
Gli anni difficili e il ritorno al centro della scena
Dopo la prima stagione di grande notorietà, per Gino Paoli arrivò una fase complessa, segnata da crisi personali e professionali. Eppure la sua parabola non si è fermata lì. Negli anni Ottanta tornò a imporsi con nuova forza, prima con un omaggio all’amico Piero Ciampi e poi con canzoni che riaprirono il dialogo con il grande pubblico, come “Una lunga storia d’amore” e “Ti lascio una canzone”. Più avanti sarebbe arrivata anche “Quattro amici al bar”, altro tassello di un repertorio rimasto vivo nel tempo.
Un autore capace di attraversare mondi diversi
Nel corso della sua lunga carriera, Paoli ha saputo muoversi tra linguaggi differenti, senza smettere di cercare. Ha interpretato autori come Joan Manuel Serrat e Charles Aznavour, ha scritto per altri artisti e ha continuato a dialogare con la musica anche in età avanzata. Negli ultimi anni si è avvicinato sempre di più al jazz, trovando in Danilo Rea un compagno artistico di grande livello, capace di accompagnarlo in una stagione matura, sobria e intensamente musicale.
L’eredità di una voce fuori dagli schemi
C’è anche una parentesi politica nella vita di Gino Paoli, con l’elezione alla Camera nel 1987 nelle file del PCI, ma il centro della sua eredità resta altrove. Resta nella capacità di aver trasformato la canzone in uno spazio più adulto, più libero, più imperfetto e per questo più umano. La musica italiana perde un protagonista appartato e insieme centrale, uno di quegli autori che non hanno solo scritto successi, ma hanno cambiato il modo di ascoltare le parole.
Luigi Canali
25 Marzo 2026 © Luigi Canali
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