Le parole arrivano prima delle esplosioni, ma questa volta le hanno accompagnate. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un’azione militare con toni durissimi contro l’Iran, parlando apertamente di distruzione dell’industria missilistica e di neutralizzazione delle capacità militari di Teheran. L’obiettivo dichiarato è uno solo: impedire che il regime iraniano possa dotarsi di armi nucleari.
Le parole di Trump e il messaggio al popolo iraniano
Subito dopo l’annuncio dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele, Donald Trump ha diffuso un video rivolto direttamente ai cittadini iraniani. Il messaggio è stato netto: “L’ora della vostra libertà è vicina”. Al tempo stesso, il presidente ha lanciato un ultimatum ai Guardiani della Rivoluzione islamica, invitandoli a deporre le armi promettendo immunità, oppure ad affrontare “una morte certa”. Una dichiarazione che ha alzato ulteriormente il livello dello scontro politico e militare.
L’annuncio israeliano e l’operazione congiunta
A precedere la comunicazione americana è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha parlato di attacco preventivo e dichiarato lo stato di emergenza in tutto Israele. Secondo fonti citate da media internazionali, l’operazione sarebbe stata pianificata per mesi da Tel Aviv e Washington, con una fase iniziale prevista di diversi giorni. Tra i siti colpiti figurerebbero strutture sensibili a Teheran, Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah, incluse sedi istituzionali e centri legati al settore della difesa.
Teheran sotto attacco e i vertici al sicuro
Tra gli obiettivi indicati vi sarebbero il ministero dell’Intelligence, quello della Difesa e l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran. Fonti israeliane, citate dal giornalista Barak Ravid, hanno riferito di tentativi di colpire la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian. Secondo agenzie internazionali, entrambi sarebbero stati trasferiti in luoghi sicuri. Una fonte iraniana ha parlato di comandanti dei Pasdaran uccisi negli attacchi, ma il quadro resta in evoluzione.
La risposta dell’Iran, missili e droni verso Israele e basi Usa
La reazione iraniana non si è fatta attendere. Sirene d’allarme hanno risuonato da Gerusalemme a Haifa fino a Beer Sheva, mentre l’esercito israeliano segnalava il lancio di missili e droni. Esplosioni sono state udite anche a Manama, in Bahrein, dove sarebbe stata colpita una base americana. Episodi analoghi sono stati segnalati a Doha, in Qatar. Secondo le autorità qatariote, i missili diretti verso il territorio nazionale sarebbero stati intercettati.
Il Golfo nel mirino e le basi americane coinvolte
L’agenzia iraniana Fars ha indicato tra i bersagli la base aerea di Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la Quinta Flotta americana in Bahrein. Un’estensione del conflitto che coinvolge direttamente il sistema di sicurezza del Golfo e rischia di allargare ulteriormente il teatro delle operazioni.
Le parole di Netanyahu e la prospettiva di un cambio di regime
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di operazione necessaria per rimuovere una “minaccia esistenziale”, invitando il popolo iraniano a prendere in mano il proprio destino. Un messaggio che si inserisce in una narrazione più ampia, centrata sull’idea di un possibile cambiamento interno a Teheran.
Blackout Internet e reazioni internazionali
In Iran la connettività è crollata drasticamente. L’organizzazione NetBlocks ha segnalato un blackout quasi totale della rete, con la connessione ridotta a una percentuale minima. Intanto l’ambasciata russa a Teheran ha definito l’operazione un atto di aggressione, invitando i cittadini russi alla prudenza e a evitare aree sensibili.
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran apre ora una fase di grande incertezza. Le dichiarazioni politiche, le operazioni militari e le ritorsioni incrociate delineano uno scenario che potrebbe ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. La questione nucleare resta al centro, ma il rischio più immediato è l’allargamento regionale dello scontro.
28 Febbraio 2026
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