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Michelangelo e le opere perdute, il Vaticano apre un nuovo fronte di studio

Nuove ipotesi su venti opere sconosciute di Michelangelo, verifiche in corso tra documenti e analisi stilistiche

Michelangelo e le opere perdute, il Vaticano apre un nuovo fronte di studio

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Il Vaticano istituisce un Comitato scientifico per valutare presunte opere inedite di Michelangelo Buonarroti

Può la storia dell’arte riservare ancora sorprese su uno dei suoi protagonisti assoluti? A 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti, una nuova ipotesi riaccende il dibattito: potrebbero esistere opere finora sconosciute attribuibili al maestro del Rinascimento.

Un comitato scientifico per valutare nuove attribuzioni

In Vaticano è stato istituito un Comitato scientifico con il compito di valutare eventuali approfondimenti sull’opera del Buonarroti. A confermarlo è stato il portavoce della Santa Sede, Matteo Bruni, intervenendo sulle notizie relative alla presunta esistenza di una ventina di opere non ancora riconosciute ufficialmente dalla storiografia.

Le celebrazioni per i 550 anni dalla nascita

L’organismo nasce nell’ambito delle celebrazioni per i 550 anni dalla nascita di Michelangelo, nato nel 1475. Un anniversario che offre l’occasione non solo per ricordare l’autore della Pietà e del Giudizio Universale, ma anche per riaprire dossier ancora discussi sull’ultima fase della sua vita.

L’ipotesi delle opere sconosciute

Alla base della notizia c’è uno studio condotto dalla ricercatrice indipendente Valentina Salerno. La studiosa ipotizza che circa venti opere possano essere ricondotte alla mano del maestro. Secondo questa ricostruzione, Michelangelo Buonarroti non avrebbe distrutto una parte significativa dei suoi bozzetti e disegni, come a lungo sostenuto, ma li avrebbe affidati a collaboratori fidati per proteggerli.

Una stanza chiusa per quattro secoli

I materiali, secondo la ricerca, sarebbero stati collocati in un ambiente descritto in un documento come una stanza protetta da più chiavi, rimasta inaccessibile per oltre quattrocento anni. Un’ipotesi affascinante, sostenuta anche dai Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e dal professor Michele Rak, che apre interrogativi sulla possibile esistenza di opere ancora da analizzare.

Il ruolo della Basilica di San Pietro

Il cardinale arciprete della Basilica di San Pietro, Mauro Gambetti, ha quindi promosso la costituzione del Comitato, composto da esperti provenienti da importanti musei e centri di ricerca internazionali. La Fabbrica di San Pietro ha precisato che l’organismo ha un mandato generale di valutazione e approfondimento, senza che ciò comporti, allo stato attuale, un riconoscimento ufficiale delle attribuzioni proposte.

Ipotesi di lavoro e verifiche scientifiche

Al momento la questione resta sul piano dell’ipotesi di studio. Eventuali conferme potranno arrivare solo attraverso verifiche rigorose, basate su analisi documentarie, stilistiche e scientifiche condivise dalla comunità accademica. Nel campo delle attribuzioni artistiche, prudenza e metodo sono elementi imprescindibili.

L’eventuale scoperta di nuove opere di Michelangelo Buonarroti rappresenterebbe un evento straordinario per la storia dell’arte. Ma prima dell’entusiasmo, sarà necessario il confronto critico tra studiosi, perché solo la ricerca condivisa può trasformare un’ipotesi suggestiva in certezza storica.


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23 Febbraio 2026
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